Aspettando il Mercatino

05-12-2019 21:00 - 05-12-2019 22:30

Mercatini di Natale di Santa Maria Maggiore si apriranno anche quest’anno ufficialmente con Aspettando il Mercatino, che si svolgerà in Piazza Risorgimento giovedì 5 dicembre a partire dalle ore 21.

Da lontano sentite anche voi una musica natalizia? E vi sembra di vedere un uomo vestito di rosso con una folta barba bianca? È tutto vero: sta arrivando Babbo Natale, accompagnato dalla Dirty Dixie Jazz Band!
Le loro musiche live, in un continuo crescendo, faranno da sfondo ai giochi di fuoco e alle coreografie suggestive dei tre piccoli elfi di Wanda Circus. E finalmente… wow… il Girotondo dei Bambini accenderà le luci del grande albero di Natale di Piazza Risorgimento, mentre sorprese luminose impreziosiranno questa magica notte.
Sono iniziati ufficialmente i Mercatini di Natale di Santa Maria Maggiore 2019!

Informazioni dettagliate su mercatininatale.santamariamaggiore.info.

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  • L'intaglio su legno - Un'arte preziosa
    29-02-2020 10:00 - 29-02-2020 12:00

    Sabato 15 febbraio prende il via alla Scuola di Belle Arti "Rossetti Valentini" un nuovo percorso di formazione per ragazze e ragazzi dai 12 ai 15 anni: il Corso di avvicinamento all'intaglio artistico del legno, in dieci lezioni e tenuto dal Maestro Franco Amodei con l'aiuto dell'assistente e allievo Felice Bergamaschi.

    Sabato 25 gennaio partirà il consueto corso di intaglio artistico su legno tenuto dal maestro legnamaro Franco Amodei: il percorso formativo, ospitato da diversi anni nella Scuola di Belle Arti "Rossetti Valentini", ha riscosso grande successo, tanto da risultare in poco tempo sold out.
    Anche per questo il Direttivo della scuola vigezzina ha deciso, grazie alla disponibilità di Amodei, di programmare una assoluta novità per la Scuola di Belle Arti, l’unica attiva su tutto l’arco alpino. La Scuola di Belle Arti con sede in Via Rossetti Valentini sarà quindi sede del nuovo corso di avvicinamento all'intaglio artistico del legno ideato appositamente per ragazze e ragazzi dai 12 ai 15 anni di età.

    Franco Amodei è uno degli ultimi maestri legnamari di questo lembo di Piemonte: 73 anni, di cui 60 dedicati alla lavorazione del legno, è stato prima falegname sotto padrone e poi artista. Festeggia l'importante traguardo dei "60 anni per il legno" rinnovando una tradizione che dal 1989 richiama alla Scuola di Belle Arti “Rossetti Valentini” di Santa Maria Maggiore allievi e appassionati desiderosi di apprendere l’arte dell’intaglio artistico. Un insegnamento generoso, quello di Franco Amodei, che ha da sempre donato la propria competenza alle decine di allievi passati da questa scuola speciale. Ora con uno stimolo in più: insegnare alle giovanissime generazioni la sua arte così particolare, in un ideale momento di condivisione della propria sapienza, ma anche di passaggio di testimone.
    È senza dubbio un’occasione unica, tanto per la qualità dell’insegnamento, quanto per la sede, l’ultima Scuola di Belle Arti in attività dell’intero arco alpino. Il corso di intaglio rappresenta dunque un’importante occasione di conoscenza e arricchimento culturale, e permette di mantenere viva una tradizione di manualità e creatività, ponte tra passato, presente e futuro.

    Sabato 15 febbraio si terrà la prima delle dieci lezioni, in programma ogni sabato dalle 10.00 alle 12.00. Il costo del corso, rivolto esclusivamente a ragazzi dai 12 ai 15 anni, è di € 150. I posti disponibili sono dieci.

    Un inverno davvero ricco di iniziative per la Scuola di Belle Arti di Santa Maria Maggiore che ospiterà, sempre dal 15 febbraio, un'ulteriore novità: il corso di avvicinamento al disegno tenuto dal pittore Emanuele Antenori.

    Per informazioni e prenotazioni (massimo 10 posti disponibili):
    Comune di Santa Maria Maggiore – 0324/95091-94213 – e-mail: info@comune.santamariamaggiore.vb.it

  • Mostra “Dalla calza al calzino spaiato il passo è breve” - Santa Maria Maggiore
    29-02-2020 16:00 - 29-02-2020 18:30

    Da venerdì 27 dicembre 2019 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio è aperta la divertente mostra “Dalla calza al calzino spaiato il passo è breve. Storia della calza e della sua sparizione in lavatrice".

    Da un'idea curiosa è nata la mostra pensata dall'amministrazione di Santa Maria Maggiore per arricchire – insieme a tanti altri appuntamenti organizzati anche dalla Proloco e dalle frazioni – le vacanze natalizie dei numerosi turisti e villeggianti che hanno scelto ancora una volta il capoluogo della valle dei pittori.

    Negli undici giorni di apertura durante le feste, dal 27 dicembre al 6 gennaio, sono stati oltre 3.000 i visitatori che hanno popolato le sale espositive del Centro Culturale Vecchio Municipio per scoprire la divertente mostra “Dalla calza al calzino spaiato il passo è breve. Storia della calza e della sua sparizione in lavatrice”.

    Tra allestimenti scenografici e buffe perlustrazioni nel mondo delle calze, l'esposizione curata da Monica Mattei, responsabile dell'ufficio turismo e cultura del Comune di Santa Maria Maggiore, regala certamente molti sorrisi, ma non solo. La mostra, infatti, prende avvio con un approfondimento storico curato dalla studiosa Elena Poletti, con una piccola ricostruzione dell’archeologia delle calze e un excursus sugli indumenti utilizzati fin dall'antichità.

    I visitatori sono dunque accompagnati lungo un percorso che prende avvio con i primi antenati delle calze, i calzoni abbinati a calzature imbottite indossati dall’Uomo dei Ghiacci, il famoso Öetzi rinvenuto sulle montagne dell’Alto Adige, fino a giungere ai nostri giorni e ai misteri della calza e della sua sparizione... in lavatrice.

    La coinvolgente esposizione sarà visitabile, a ingresso libero, tutti i weekend fino a domenica 1 marzo, dalle ore 16 alle ore 18.30.

    ***

    Un’indispensabile premessa a questa piccola ricostruzione dell’archeologia delle calze è relativa al fatto che nell’antichità gli indumenti utilizzati per proteggere dal freddo i piedi e le gambe erano per lo più gambali, atti a coprire tutta la gamba, oltre ai piedi, oppure ghette, prive di copertura per il piede, che venivano abbinate a calzature imbottite.

    I primi antenati delle calze che si conoscano sono i calzoni abbinati a calzature imbottite indossati dall’Uomo dei Ghiacci, il famoso Öetzi rinvenuto sulle montagne dell’Alto Adige. Questo montanaro del 3300 a.C. indossava sulle gambe robuste ghette in cuoio di capra, mentre ai piedi portava calzature in cuoio imbottite di fieno.

    Ancora dai ghiacci dell’Alto Adige, e precisamente dalle Vedrette di Ries, ci vengono resti di calze di lana dell’età del Ferro, databili al VII secolo a.C., che si avvicinano molto come forma ai calzettoni da montagna di oggi, anche se la parte che copre la gamba e quella che copre il piede sono ancora separate. Questi calzettoni sono stati tessuti manualmente al telaio verticale con lana caprina. Presentano foggia del tutto analoga anche i gambali abbinati a calze con suola rinforzata rinvenuti in una sepoltura femminile del II secolo a.C. in Francia a Les Martres de Veyre.

    Per trovare delle calze lavorate a maglia, proprio come quelle realizzate dalle nostre nonne, dobbiamo aspettare il II secolo d.C. e spostarci nell’antico Egitto, dove in diverse tombe sono stati rinvenuti calzini, che mostrano un gusto moderno e vivace nell’uso di colori e fantasie a righe. Queste sorta di babbucce presentano la sede modellata per l’alluce, dettaglio che si ritrova a distanza di millenni anche in modelli attuali.

    In epoca greco-romana erano utilizzati soprattutto nell’esercito i tibiales, fasce di tessuto di lana, arrotolate intorno alla gamba e sorrette da cinturini e legacci di cuoio, che non coprivano però il piede. Questo indumento venne nella tarda romanità sostituito da veri e propri calzoni, le bracae, mutate dai Barbari delle province nordiche, molto più efficaci per proteggere dal freddo, e spesso strutturati come pesanti calzamaglie, in modo da prevedere anche la copertura del piede.

    Testo a cura di Elena Poletti, Civico Museo Archeologico Mergozzo