Inaugurazione della mostra “Bellezza o bruttezza?”

08-07-2018 17:30 - 08-07-2018 19:00

Domenica 8 luglio a partire dalle ore 17.30 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio e la Scuola di Belle Arti “Rossetti Valentini” inaugurazione della grande mostra estiva del Comune di Santa Maria Maggiore, dall’emblematico titolo “Bellezza o bruttezza? Viaggio nelle immagini e nell’immaginario del territorio”.

Un progetto espositivo che presenta una serie di peculiarità originali. La base di partenza di ogni riflessione è sempre il territorio: in particolare, la sua storia artistica, l’approfondimento di tematiche e autori che consentano al visitatore la comprensione e conoscenza della Valle dei Pittori. La mostra renderà più attiva e consapevole la riflessione sull’arte grazie ad un allestimento che “obbligherà” il fruitore ad esprimere giudizi davanti alle opere e a giustificarli utilizzando criteri oggettivi o soggettivi.
La mostra sarà diffusa: le sedi espositive utilizzate saranno infatti la Scuola di Belle Arti “Rossetti Valentini” (dove saranno allestite mostre a rotazione legate al tema principale), il Centro Culturale Vecchio Municipio (che ospiterà la sezione di paesaggistica), il Museo dello Spazzacamino (con le opere dedicate al lavoro dell’uomo), la Casa del Profumo Feminis-Farina (qui l’allestimento temporaneo de “La bella e la Bestia”).


La mostra è resa possibile grazie al prezioso contributo della Fondazione Comunitaria del VCO.


Le opere apparterranno a forme d’arte differenti: quadri, fotografie, oggetti d’arte e varie tematiche. Saranno presenti i “magnifici sette” della pittura vigezzina (Cavalli, Fornara, Rastellini, Ciolina, Peretti jr., Magistris, Gennari), ma anche opere contemporanee ed estranee alla cultura figurativa.
La mostra vuole dimostrare che non esiste il bello assoluto, ma che ogni giudizio estetico è determinato, a livello soggettivo, dalla sensibilità, dal gusto personale, dalla cultura e, a livello oggettivo, da stereotipi culturali – diffusi particolarmente da tv, riviste, social network – che plasmano i gusti, senza una vera consapevolezza.
Si scoprirà così che La signora Nicolai di Enrico Cavalli, considerata fascinosissima fino ad oggi, può invece essere giudicata brutta dalle giovani generazioni e che il Vaso di fiori appassiti di Antonio Gennari, che aveva prodotto un certo clamore, viene oggi considerata un’opera tradizionale.

Chiedete a un rospo cosa sia la Bellezza, il Bello, To kalon! Risponderà che è la femmina della sua specie, con due grandi occhi rotondi e sporgenti dalla testolina, un muso largo e piatto, ventre giallo, dorso marrone.(…) il bello è relativo e ciò che è decente in Giappone, è indecente a Roma e ciò che è di moda a Parigi non lo è a Pechino…” (Encyclopédie Universelle curata da Voltaire).
Deve essere sempre “bella” nel senso di piacevole, cioè il contrario di “brutta”, l’opera d’arte realizzata dall’artista? Deve basarsi esplicitamente sull’armonia e l’equilibrio fra le parti, sulla perfezione dell’insieme, o può anche accogliere elementi dissonanti e perfino deformi? La santissima trinità platonica è costituita dal Bene, dalla Verità e dalla Bellezza e appartiene ad un ordine ideale che trascende questo mondo; ma la triade infernale che sembra, invece, presiedere i nostri conflitti terreni è formata dal Male, dalla Falsità e dalla Bruttezza. È dovere dell’artista aspirare unicamente a mostrarsi devoto alla prima trinità o il suo compito comporta anche rendersi conto e darci conto della seconda?
Le tendenze del gusto artistico vigezzino sono, da sempre, molto legate alla pittura figurativa di stampo ottocentesco: lo slancio verso una pittura più “liquida”, più rarefatta, dettata dalle emozioni, dal “sentito” non è ancora avvenuto e molti continuano a ritenere bello ciò che è tradizionale e brutto tutto ciò che viene rappresentato il modo non realistico.
L’esposizione presente, giocata su più sedi, presenta un gustoso viaggio tra le tematiche affrontate da vari artisti (alcuni vigezzini, altri ossolani, alcuni di nascita lombarda ma impegnati sul nostro territorio o in territori limitrofi, alcuni, ancora, lontanissimi dal nostro ambiente, ma amati dai nostri collezionisti) nel corso del tempo, con tecniche, approcci, gusti e ricerche differenti: compito del visitatore – tecnicamente indicato come “riguardante” – sarà quello di esprimersi, di fronte alle opere che vedrà, secondo la dicotomia – in realtà inesistente, come sarà spiegato dall’apparato teorico che accompagnerà la mostra – bellezza/bruttezza.
Buon viaggio!

La mostra sarà visitabile tutti i giorni fino a domenica 2 settembre, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 16.30 alle ore 19.00 e poi nei weekend fino al 21 ottobre.

Ingresso € 2. Under 12 gratuito; under 18 e over 65 € 1.

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    Franco Amodei è uno degli ultimi maestri legnamari di questo lembo di Piemonte: 72 anni, di cui 59 dedicati alla lavorazione del legno, è stato prima falegname sotto padrone e poi artista. Festeggia questi traguardi rinnovando una tradizione che dal 1989 richiama alla Scuola di Belle Arti “Rossetti Valentini” di Santa Maria Maggiore allievi e appassionati desiderosi di apprendere l’arte dell’intaglio su legno.
    Un insegnamento appassionato e gratuito, quello di Franco Amodei, che ha da sempre donato la propria competenza e la propria arte alle decine di allievi passati da questa scuola speciale.

    È senza dubbio un’occasione unica, tanto per la qualità dell’insegnamento, quanto per la sede, l’ultima Scuola di Belle Arti in attività dell’intero arco alpino. La Scuola di Belle Arti "Rossetti Valentini" guarda al futuro con rinnovato entusiasmo grazie alla recente formazione del nuovo Cda presieduto da Giacomo Bonzani e alla proficua collaborazione con il Comune di Santa Maria Maggiore.
    In Valle Vigezzo il legno ha avuto un ruolo fondamentale, in ogni periodo. Fino agli anni ’50 del secolo scorso, ad esempio, a salvare dalla fame molte famiglie furono i mestieri legati alla lavorazione del legno, oggi quasi totalmente scomparsi: dal boscaiolo (mestiere che si praticava da aprile a novembre) al commerciante di legname, dal falegname al maestro legnamaro. Quest'ultimo contribuì con la sua arte ad impreziosire chiese e dimore signorili con altari, crocifissi e mobili di straordinaria bellezza.
    Il corso di intaglio rappresenta dunque un’importante occasione di conoscenza e arricchimento culturale, e permette di mantenere viva una tradizione di manualità e creatività, ponte tra passato, presente e futuro.

    Sabato 2 febbraio 2019 si terrà la prima delle dieci lezioni, in programma ogni sabato, fino al 13 aprile, dalle 14.00 alle 18.00. Il costo del corso, materiale compreso, è di € 220.

    I posti disponibili sono limitati, in quanto la precedenza è data, per il completamento quinquennale della formazione, agli allievi iscritti ai corsi degli anni precedenti.

    Per informazioni e prenotazioni: Comune di Santa Maria Maggiore – 0324/95091-94213 la mattina da lunedì a sabato – e-mail: info@comune.santamariamaggiore.vb.it
    Le iscrizioni verranno accolte fino al numero massimo consentito dagli spazi disponibili, valutati dall’organizzazione della Scuola.
    Chi avesse già frequentato il corso per 5 anni non avrà la possibilità di iscriversi.