fbpx

Lorenzo Peretti junior tra pensiero e pittura

01-11-2021 10:00 - 01-11-2021 18:30

“Lorenzo Peretti Junior tra pensiero e pittura” è la serie di cinque opere per celebrare il 150° anniversario della nascita del pittore vigezzino, in mostra dal 30 ottobre al 2 novembre presso le sale espositive del Centro Culturale Vecchio Municipio di Santa Maria Maggiore.

Il percorso sarà visitabile dal 30 ottobre al 2 novembre tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18.30.

Alle ore 17.30 di sabato 30 ottobre presso la Sala Mandamentale è in programma una conferenza con il filosofo e docente universitario Jonathan Salina, formatosi alla Normale di Pisa, che guiderà il pubblico in questo viaggio alla (ri)scoperta del maestro vigezzino.

Per accedere all’incontro e alla mostra è necessario presentare il Green Pass. L’evento è organizzato dalla Fondazione Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini in collaborazione con Museo Immaginario e Comune di Santa Maria Maggiore.

Lorenzo Peretti Junior (1871-1953) è stato uno dei principali rappresentanti della pittura vigezzina tra Otto e Novecento, nonché una delle voci potenzialmente più significative del rinnovamento post-impressionistico della pittura italiana. Personalità schiva e dedita ad una intensa ricerca estetica e filosofica, ridusse ai minimi termini la propria attività pubblica di artista, rifiutando di esporre le proprie opere per tutti gli ultimi decenni di vita, trascorsi tra la sua casa e il suo studio di Toceno. Libero da preoccupazioni di carattere economico (discendeva da una facoltosa stirpe di pittori vigezzini), rifiutò anche di farsi “canalizzare” dalle correnti commerciali del divisionismo italiano, che decreteranno – tra gli altri fattori – il grande successo dell’amico e compagno di ricerche di Peretti, Carlo Fornara. La caratteristica principale della sua pittura (le datazioni della quale sono difficilmente ricostruibili) è la capacità imitativa, ricostruttiva e sperimentale. Si possono ravvisare nei suoi dipinti molteplici influenze diverse, che Peretti sa abilmente assimilare per ricavarne opere originali, nelle quali la ricerca estetica è spinta sempre più avanti rispetto al modello originario. Egli prende un modello passato o presente (Fontanesi, Monticelli, Cézanne, Puvis de Chavannes, Segantini, Seurat tra molti altri) e lo “decostruisce” per infondergli nuova linfa e porre in atto le proprie sperimentazioni su luce e colore. Anche dal punto di vista tecnico e dei materiali, egli è un profondo sperimentatore, come dimostra l’utilizzo di materiali anche infrequenti nella pittura classica (come il supporto in cartone, per lui paradigmatico) e la peculiare pratica – talvolta adottata anche da Fornara – di raschiare la superficie cromatica di un’opera appena realizzata con dei cocci di bottiglia, per dilaniarla e ottenere effetti inediti. Non solo dal punto di vista “pratico”, ma anche da quello teorico Peretti si rivela innovatore, immettendo nella propria opera pittorica la sua vastissima coscienza ed erudizione filosofica, teologica e teosofica, non soltanto nei contenuti esteriori (come, ad esempio, nella rappresentazione dei druidi in una delle sue opere più significative), ma anche nelle metodologie stesse applicate alla ricerca estetica, come il presupposto fondamentale della ricerca di un’unità originaria attraverso le dispersioni della realtà empirica.

L’evento è realizzato grazie a Fondazione Cariplo, Fondazione Comunitaria del VCO, Fondazione Ciolina, Fondazione Gennari, Museo regionale dell’Emigrazione Vigezzina nel mondo.

Le sale del Centro Culturale Vecchio Municipio fino al 2 novembre ospitano anche la mostra dedicata a Carlo Fornara.

 

Scopri altri eventi simili!

  • 01-10-2022 10:00 - 01-10-2022 18:30

    Da sabato 10 settembre a martedì 1 novembre presso il Centro Culturale Vecchio Municipio il sabato, la domenica e i festivi è aperta - dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30 - la mostra "Paesaggi come luoghi dell'anima. L'opera di Aldo Cerchiari: gli anni con Lucio Fontana e Bruno Munari".

    Aldo Libertario - come a indicare uno spirito libero e di stampo anarchico - nasce a Padova il 12 maggio 1906. Dopo vari spostamenti in Veneto e in Italia al seguito del padre Luigi, avvocato, scrittore, e inventore, agli inizi del decennio Venti la famiglia Cerchiari approda a Milano. Qui Aldo è iscritto al Liceo Classico Berchet, e quindi affianca il padre nella propria attività editoriale, avviata anche grazie alla stretta amicizia con la famiglia Hoepli. Appena sedicenne, però, Aldo si trova a dover provvedere alla famiglia, dato che Luigi lascia la moglie, Leonia Zonaro. È proprio Leonia, appassionata pittrice dilettante, a fornire al figlio Aldo i primi rudimenti della tecnica a olio e a soddisfare così un’urgenza forte, alla quale può inizialmente dedicarsi, per gli impegni di lavoro, solo parzialmente. La famiglia materna, originaria di Masi, nel padovano, annovera anche uno zio scultore, Adamo, e Fausto, pittore di corte del sultano di Turchia a cavallo tra XIX e XX secolo e stimato professionista dopo il rientro in Italia.
    Intraprendente e determinato, Aldo lavora per alcune case editrici, collaborando a numerose pubblicazioni, tra cui l’Enciclopedia Moderna Italiana edita da Sonzogno e scritta a quattro mani con Edgardo Baldi; mette poi a punto, e dirige dal 1938 al 1949, un’ambiziosa Enciclopedia, di moderna concezione, per la casa editrice Hoepli, mentre in parallelo sviluppa un’intensa attività sportiva come schermidore, ottenendo titoli e partecipando alla squadra nazionale coi fratelli Mangiarotti. Durante la ricerca di collaboratori per l’Enciclopedia Hoepli incontra nel 1944 Elda Necchi, laureanda in Storia dell’Arte, con la quale si sposa nel maggio del 1945 a Bellagio, dove la Hoepli è sfollata. La coppia torna a Milano e, pur nelle difficoltà dell’immediato dopoguerra, vive il clima stimolante, fatto di incontri e confronti, di una città che sta rinascendo. Ben presto il salotto della loro casa diventa un luogo frequentato da artisti: Bruno Munari, intimo amico, Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Roberto Crippa, Gianni Dova, Piero Manzoni, Aligi Sassu. Dal 1958 Aldo dipinge ed espone in Italia e all’estero, alternando momenti di feconda produzione ad altri di stasi, causati da una malattia che lo conduce alla morte, sopraggiunta il 15 ottobre 1971.

    ALDO CERCHIARI - OPERA PITTORICA

    È la natura, e in particolare il paesaggio, l’oggetto della costante, approfondita ricerca di Aldo Cerchiari. Un paesaggio che diventa risonanza del sentire, strumento per sondare e tentare di comprendere il proprio animo.
    Gli inizi del suo percorso pittorico sono figurativi, attenti anche alle ricerche di altri artisti italiani e stranieri. Dopo un lungo apprendistato, che lo ha spinto a sperimentare forme e colori in disegni di varie dimensioni, alcuni anche piccolissimi, veri e propri appunti, Aldo inizia a dipingere a olio.
    La sua indagine, seguendo un doppio binario, lo porta da un lato alla pittura figurativa, e dall’altro, osservando la natura quasi in una sorta di zoom, a cogliere l’essenziale e a raggiungere l’astrazione. In questi lavori i titoli diventano una chiave interpretativa, rimandando a luoghi legati alla sua vicenda personale, così come lo sono quelli delle serie che indicano i temi ricorrenti della sua ricerca: Segni del tempo, Orizzonti, Atmosfere, Il silenzio.
    Nei dipinti degli anni Cinquanta e Sessanta la tavolozza è ridotta, spesso addirittura quasi monocroma; la materia è corposa, fortemente tattile, talvolta ottenuta con la mescolanza di colle e sabbia, per realizzare un effetto quasi tridimensionale. Negli ultimi dipinti, invece, tutto si fa più rarefatto: la tavolozza si schiarisce e la pennellata è più scarna, quasi trasparente.
    La natura, nella sua ampia opera, è indagata con occhio attento, pronto a cogliere e a suggerire sensazioni ed emozioni:sono i contrasti della terra riarsa dell’isola siciliana di Panarea e la sua luce abbacinante, è l'atmosfera argentea della laguna, è la linearità della pianura padana, con le sue luminosità traslucide ed evanescenti.

    La mostra, a cura di Mariateresa Chirico, sarà inaugurata sabato 9 luglio alle ore 17.30 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio.

    Da domenica 10 luglio a domenica 4 settembre la mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

     

  • Casa del Ciòus - ph. Marco Benedetto Cerini
    29-10-2022 10:00 - 29-10-2022 12:30

    Da sabato 29 ottobre a martedì 1 novembre il Comune di Santa Maria Maggiore vi invita... "Alla scoperta di Crana e Santa Maria Maggiore" con l'escursione guidata con accompagnamento di Arianna Bertoni.

    Una passeggiata turistica alla scoperta di Santa Maria Maggiore e della sua frazione Crana, con inizio alle ore 10 e durata di circa due ore e mezza. Visita guidata con l'accompagnatrice Arianna Bertoni al piccolo borgo di Crana, frazione contadina di Santa Maria Maggiore, dedicata all’architettura vigezzina e alle coltivazioni tipiche montane; a seguire visita guidata al centro storico di Santa Maria Maggiore con le ville signorili e con approfondimenti sulla storia degli spazzacamini e dei pittori che hanno caratterizzato e reso nota la Valle Vigezzo.

    Ritrovo alle ore 10.00 presso la stazione della Ferrovia Vigezzina-Centovalli di Santa Maria Maggiore, in piazzale Diaz.

    La passeggiata è aperta a tutti e il ritrovo è fissato in stazione anche per favorire la partecipazione dei passeggeri del Treno del Foliage. Attenderemo i passeggeri in partenza da Domodossola alle 9.25 e da Locarno alle 8.48.

    Prenotazione obbligatoria entro le ore 18 del giorno precedente.

    Costi: adulti € 8; bambini € 6; famiglia € 20.

    Info e prenotazioni: Arianna tel. 347 9103100 - abertoni@hotmail.it

  • 01-11-2022 10:00 - 01-11-2022 18:30

    Da sabato 10 settembre a martedì 1 novembre presso il Centro Culturale Vecchio Municipio il sabato, la domenica e i festivi è aperta - dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30 - la mostra "Paesaggi come luoghi dell'anima. L'opera di Aldo Cerchiari: gli anni con Lucio Fontana e Bruno Munari".

    Aldo Libertario - come a indicare uno spirito libero e di stampo anarchico - nasce a Padova il 12 maggio 1906. Dopo vari spostamenti in Veneto e in Italia al seguito del padre Luigi, avvocato, scrittore, e inventore, agli inizi del decennio Venti la famiglia Cerchiari approda a Milano. Qui Aldo è iscritto al Liceo Classico Berchet, e quindi affianca il padre nella propria attività editoriale, avviata anche grazie alla stretta amicizia con la famiglia Hoepli. Appena sedicenne, però, Aldo si trova a dover provvedere alla famiglia, dato che Luigi lascia la moglie, Leonia Zonaro. È proprio Leonia, appassionata pittrice dilettante, a fornire al figlio Aldo i primi rudimenti della tecnica a olio e a soddisfare così un’urgenza forte, alla quale può inizialmente dedicarsi, per gli impegni di lavoro, solo parzialmente. La famiglia materna, originaria di Masi, nel padovano, annovera anche uno zio scultore, Adamo, e Fausto, pittore di corte del sultano di Turchia a cavallo tra XIX e XX secolo e stimato professionista dopo il rientro in Italia.
    Intraprendente e determinato, Aldo lavora per alcune case editrici, collaborando a numerose pubblicazioni, tra cui l’Enciclopedia Moderna Italiana edita da Sonzogno e scritta a quattro mani con Edgardo Baldi; mette poi a punto, e dirige dal 1938 al 1949, un’ambiziosa Enciclopedia, di moderna concezione, per la casa editrice Hoepli, mentre in parallelo sviluppa un’intensa attività sportiva come schermidore, ottenendo titoli e partecipando alla squadra nazionale coi fratelli Mangiarotti. Durante la ricerca di collaboratori per l’Enciclopedia Hoepli incontra nel 1944 Elda Necchi, laureanda in Storia dell’Arte, con la quale si sposa nel maggio del 1945 a Bellagio, dove la Hoepli è sfollata. La coppia torna a Milano e, pur nelle difficoltà dell’immediato dopoguerra, vive il clima stimolante, fatto di incontri e confronti, di una città che sta rinascendo. Ben presto il salotto della loro casa diventa un luogo frequentato da artisti: Bruno Munari, intimo amico, Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Roberto Crippa, Gianni Dova, Piero Manzoni, Aligi Sassu. Dal 1958 Aldo dipinge ed espone in Italia e all’estero, alternando momenti di feconda produzione ad altri di stasi, causati da una malattia che lo conduce alla morte, sopraggiunta il 15 ottobre 1971.

    ALDO CERCHIARI - OPERA PITTORICA

    È la natura, e in particolare il paesaggio, l’oggetto della costante, approfondita ricerca di Aldo Cerchiari. Un paesaggio che diventa risonanza del sentire, strumento per sondare e tentare di comprendere il proprio animo.
    Gli inizi del suo percorso pittorico sono figurativi, attenti anche alle ricerche di altri artisti italiani e stranieri. Dopo un lungo apprendistato, che lo ha spinto a sperimentare forme e colori in disegni di varie dimensioni, alcuni anche piccolissimi, veri e propri appunti, Aldo inizia a dipingere a olio.
    La sua indagine, seguendo un doppio binario, lo porta da un lato alla pittura figurativa, e dall’altro, osservando la natura quasi in una sorta di zoom, a cogliere l’essenziale e a raggiungere l’astrazione. In questi lavori i titoli diventano una chiave interpretativa, rimandando a luoghi legati alla sua vicenda personale, così come lo sono quelli delle serie che indicano i temi ricorrenti della sua ricerca: Segni del tempo, Orizzonti, Atmosfere, Il silenzio.
    Nei dipinti degli anni Cinquanta e Sessanta la tavolozza è ridotta, spesso addirittura quasi monocroma; la materia è corposa, fortemente tattile, talvolta ottenuta con la mescolanza di colle e sabbia, per realizzare un effetto quasi tridimensionale. Negli ultimi dipinti, invece, tutto si fa più rarefatto: la tavolozza si schiarisce e la pennellata è più scarna, quasi trasparente.
    La natura, nella sua ampia opera, è indagata con occhio attento, pronto a cogliere e a suggerire sensazioni ed emozioni:sono i contrasti della terra riarsa dell’isola siciliana di Panarea e la sua luce abbacinante, è l'atmosfera argentea della laguna, è la linearità della pianura padana, con le sue luminosità traslucide ed evanescenti.

    La mostra, a cura di Mariateresa Chirico, sarà inaugurata sabato 9 luglio alle ore 17.30 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio.

    Da domenica 10 luglio a domenica 4 settembre la mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.