Musica da bere 2019 – Il canto dei cigni

06-07-2019 17:45 - 06-07-2019 19:00

La proposta musicale di Santa Maria Maggiore per l’estate 2019 è quanto mai ricca, grazie ad un programma come sempre curato dal Direttore Artistico Roberto Bassa, in sinergia con l’ufficio cultura e turismo del Comune.
Immancabili saranno i concerti di Musica da bere – in calendario dal 6 luglio al 28 agosto – che rappresenta una rassegna storica, consolidata per Santa Maria Maggiore, e da una quindicina di anni offre appuntamenti musicali di alto livello. L’orario pomeridiano, la collocazione delle esibizioni in ambienti diversi e l’eccellente qualità delle proposte musicali ne hanno garantito un successo solido sin dalle prime edizioni.

Sabato 6 luglio alle ore 17.45 nella Sala della Pinacoteca della Scuola di Belle Arti il Duo Frejus, formato dal baritono Fulvio Pelletti e da Agnes Ruhaut al pianoforte, propone “Il canto dei cigni”, un interessante concerto per voce e pianoforte.

Agnès ed io abbiamo pensato di presentare al pubblico questo programma, il cui comune denominatore è costituito dal periodo di composizione, prossimo alla scomparsa, del rispettivo compositore.
Esso è costituito da intense pagine liederistiche o per pianoforte solo, concepite da alcuni tra i più grandi musicisti romantici e postromantici.
Queste ultime sanno trasmetterci talvolta quel senso di smarrimento e dI mistero di fronte all’enigma della morte; altre volte invece emerge la fede tetragona in una vita che prosegue anche dopo la vita, come per esempio nel quarto Lied Brahmsiano; oppure ancora un atteggiamento più cinico e beffardo, direi quasi sarcastico e nichilista, quale quello riscontrabile invece nell’ultimo dei tre brani Raveliani e che conclude il concerto.
Se Eros e Thanatos sono i due punti cardinali intorno ai quali gravita molta della sensibilità romantica, qui è senza dubbio il presagio di una fine imminente, l’incombenza di un fato ineluttabile che suggestiona e a volte rende quasi oniriche le atmosfere magistralmente create dai compositori, quasi che la morte altro non sia che un brutto sogno, un incubo dal quale potersi liberare, forse proprio attraverso la potenza della musica, che assurge dunque a valore assoluto ed imperituro.

Duo Frejus – Fulvio & Agnès

Ecco il programma della serata:
Franz Schubert (1797-1828), dalla Sonata n.21 in si bemolle maggiore D 960 quarto movimento – allegro non troppo/presto
Selezione da Schwanengesang
Die Stadt (H. Heine)
Der Doppelgaenger (H.Heine)
Staendchen (H.L.Rellstab)
Robert Schumann (1810-1856), Geister Thema (e 5 variazioni) WoO24
Johannes Brahms (1833-1897), Vier ernste Gesaenge
Denn es gehet den Menschen (dal libro dell’Ecclesiaste)
Ich wandte mich (dal libro dell’Ecclesiaste)
O Tod, wie bitter bist du (dal libro del Siracide)
Wenn ich mit Menschen (dalle Lettere di San Paolo)
Claude Debussy (1862-1918), Les soires illuminès par l’ardeur du charbon
Maurice Ravel (1875-1937), Don Quichotte à Dulcinèe (poema di Paul Morand)
Chanson romansesque
Chanson èpique
Chanson à boire

L’ingresso al concerto è gratuito sino ad esaurimento dei posti disponibili.

AGNES RUHAUT, Pianoforte
Ha completato la sua formazione musicologica alla Sorbona di Parigi, dopo essere stata insignita della medaglia d’oro in pianoforte e musica da camera conseguita a Digne-les-Bains. Ha studiato con maestri del calibro di Jean-Luc Andrè e Veronique Pelissero, e si è perfezionata con pianisti di fama internazionale, quali Michel Bourdoncle e Theodore Paraskivesco. Da sempre appassionata di musica cameristica, ha all’attivo collaborazioni con musicisti della più eterogenea estrazione, accompagnando anche, in numerosi recital, cantanti lirici di chiara fama. Ha inoltre eseguito in varie occasioni brani per pianoforte ed orchestra; di particolare rilievo la sua collaborazione con l’Orchestra Nazionale Moldava. Dal 2000 insegna pianoforte e musica da camera avvalendosi del proprio diploma statale conseguito in Francia, e dal 2012 esercita la sua professione a Milano. Si è anche specializzata nell’accompagnamento del canto lirico mediante apposito diploma ottenuto al conservatorio di Marsiglia, sotto la guida del Mo. Pierre Morabia. Ha costituito il duo Atlantique con il collega ed amico sassofonista Michel Rigouard, il duo Piano tandem con la pianista milanese Silvia Lomazzi e, del tutto particolare, il duo teatrale-musicale “A portèe des mots, le suonastorie”, con l’attrice Soumya Teffahi, che si propone l’obiettivo di far scoprire (o riscoprire) romanzi o poemi dalla particolare pregnanza di significati.

FULVIO PELETTI, Baritono
Comincia a cantare all’età di 7 anni sotto la guida di Francesco Fossati prima, e di Arturo Sacchetti poi. Raggiunta la maturità vocale comincia ad approfondire lo studio del canto e collabora con diverse prestigiose realtà corali milanesi e dell’hinterland milanese, anche in qualità di solista. Di rilievo la sua collaborazione con l’Orchesta e Coro “Giuseppe Verdi” di Milano, con la quale si è esibito in Italia ed all’estero (Spagna, Francia, Germania, Austria, Ungheria, Giappone) sotto la guida di celeberrimi direttori (Claudio Abbado, Riccardo Chailly, Daniel Harding, Helmuth Rilling, Herbert Blomstedt, ecc…). In qualità di solista è ed è stato attivo prevalentemente nel repertorio liederistico e contemporaneo ma più ancora in quello antico e barocco. Sotto questa veste infatti, ha cantato sotto la direzione, tra gli altri, di Arnold Bosman, Frieder Bernius e Giovanni Antonini, solo per citare i direttori più noti, ed ha partecipato alle masterclass della soprano Susanne Ryden, del basso Tobias Hug e del controtenore Roberto Balconi.
Ha inciso, in qualità di solista, per Sarx Record, Stradivarius e Tactus. Sue performance sono state trasmesse in diretta da Rai Radio3 e RTSI. Sotto il punto di vista liederistico, oltre che in duo con Agnès Ruhaut, è membro del sestetto “Six and the city”, mentre coll’organista Andrea Collauto da vita ad un repertorio di liederistica e mottettistica sacra.


Il programma di questa stagione è decisamente ricco e di grande varietà: toccheremo generi diversi, dal repertorio classico tradizionale a quello originalmente creativo, dal jazz alla musica d’autore su testi dialettali. Una ricchezza che mi auguro possa interessare il pubblico tradizionale e avvicinare nuovi amici a incontri musicali piacevoli e coinvolgenti.

Roberto Bassa, Direttore Artistico