Musica da bere – Il giovane Mozart in Italia

29-08-2020 21:00 - 29-08-2020 22:30

Sabato 29 agosto alle ore 21 prosegue la diciottesima edizione di Musica da bere, la rassegna musicale estiva sotto la direzione del M° Roberto Bassa. Nella splendida Chiesa Parrocchiale della Vergine Assunta l’Ensemble Colloredo eseguirà un programma di musica sacra dal titolo Il giovane Mozart in Italia.

Il 14 maggio 1770, un quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart, accompagnato dal padre Leopold, giunge a Napoli, prima tappa di un viaggio in Italia che, nell’idea del padre accompagnatore, avrebbe dovuto segnare l’affermazione internazionale del proprio figliolo prodigio, in qualità di musicista esecutore, ma che per quest’ultimo corrispose invece ad un viaggio di formazione, che culminerà poi nella “patente” rilasciatagli a Bologna da Padre Martini, sulla via della composizione musicale, sia di genere sacro che profano.

Prima tappa – imprescindibile – Napoli, si diceva.
Certo, perché Napoli era allora uno dei fari musicali Europei. Ricercatissimi a quel tempo erano in tutto il continente i compositori provenienti o che si erano formati nella città Partenopea e non necessariamente indigeni, si veda, ad esempio, il caso di Johann Adolf Hasse.
La scuola musicale Partenopea, benché già notevole in precedenza, s’impose nel panorama internazionale prevalentemente grazie a due grandi compositori e didatti : Francesco Durante e Leonardo Leo.
Il primo maggiormente dedito a musica di ispirazione religiosa, liturgica od oratoriale, e pertanto connotata da un sapiente bilanciamento di stile antico e moderno; il secondo invece più decisamente orientato verso la musica teatrale e strumentale, pur non disdegnando committenze per opere sacre, tra cui spicca il “Miserere” a 8 voci composto per la Reale Cappella di Carlo Emanuele III di Savoia.
Forse già la loro estrazione, Campano il primo, Pugliese il secondo, tendeva a differenziarne la sensibilità, sta di fatto che attorno a ciascuno di essi si radunarono due circoli ben distinti ed in competizione tra loro di allievi e sostenitori.
Eppure entrambi ebbero, curiosamente, provenienze analoghe : ambedue indirizzati alla musica da un loro zio, ambedue formatisi parzialmente a Roma, sotto l’egida di un grande didatta e musicista quale Giuseppe Ottavio Pitoni.
La scomparsa di Leonardo Leo, a soli cinquant’anni di età, pose fine in qualche modo alla rivalità tra i due, e dopo la morte di Durante, avvenuta poco più di dieci anni più tardi, saranno i loro allievi Traetta e Paisiello – e, indirettamente Cimarosa – di Durante, Piccinni e Jommelli di Leo, a mantenere integro il prestigio della scuola musicale Partenopea per tutto il secolo dei lumi e fino all’inizio del secolo successivo.
In questo clima si colloca l’arrivo di Mozart a Napoli, in una città davvero generosa e sapiente dal punto di vista musicale, e non solo. Non ci vuol molto ad intuire quanto quella “spugna musicale” chiamata Mozart s’imbevve di tale generosità, di tale sapienza, sia in campo strumentale che vocale. La solidissima preparazione contrappuntistica, accanto alla squisita affabilità melodica dei compositori Napoletani di quell’epoca giocarono un ruolo di primissimo piano nella formazione musicale dell’adolescente Wolfgang Amadeus che, pur vagheggiando in vita un ritorno a Napoli, non metterà mai più piede della città di Durante e di Leo.
In questo modo egli si esprimerà in una lettera diversi anni più tardi : “Quando avrò scritto l’opera per Napoli mi si ricerchera’ ovunque. (…) Con un’opera a Napoli ci si fa più onore e credito che non tenendo cento concerti in Germania.”

Un autentico genio, se vogliamo un “Mozart ante litteram”, troppo presto scomparso, fu Giovanni Battista Pergolesi.
Marchigiano, allievo di Durante, fu copista del “Magnificat” che s’esegue stasera, al punto da esserne erroneamente ritenuto l’autore fino agli inizi del secolo scorso.
Il suo “O sacrum convivium” è un saggio di bravura in stile osservato “Palestrinano”, perfettamente assimilato dal proprio maestro.
Nella prima parte del concerto presenteremo poi due brani considerati tra i capolavori di Leo e di Durante, rispettivamente la sinfonia concertata per Violoncello, archi e continuo in Do minore, sesto dei concerti di Leo per Violoncello solista, e il “Magnificat” in Sibemolle maggiore, ove Durante ci offre un saggio di quanto mirabilmente abbia saputo far coabitare nella sua musica stile antico e moderno.
La seconda parte del concerto è invece dedicata completamente a Mozart e a due sue opere scritte negli anni immediatamente successivi al suo viaggio in Italia: la “Missa Brevis” in Re Maggiore K194 e il mottetto K222 “Misericordias Domini”.
Entrambe queste belle composizioni giovanili, tra le più rimarchevoli di quel Mozart a servizio del Cardinal Colloredo cui si ispira il nome del nostro Ensemble, consentiranno all’ascoltatore di valutare quanta parte dello stile Italiano, e Napoletano in particolare, sia “entrato nelle vene” del genio di Salisburgo.

Dopo quasi due mesi di permanenza, il 25 giugno del 1770 Wolfgang Amadeus Mozart e suo padre Leopold lasciavano Napoli alla volta di Roma. Il giovane ragazzo prodigio era stato certamente apprezzato dalla nobiltà e dal ceto abbiente della città, ma in una Napoli così zeppa di talenti e così piena di buona musica, il suo passaggio fini’ col confondersi tra le numerose e raffinatissime occasioni musicali  a cui la platea cittadina era oramai avvezza da oltre mezzo secolo.

IL GIOVANE MOZART IN ITALIA
Appunti musicali da un viaggio a Napoli duecentocinquanta anni dopo (1770-2020)

Prima parte : qui Napoli

Giovanni Battista Pergolesi, O sacrum convivium Mottetto a quattro voci e basso seguente
Leonardo Leo, Sinfonia concertata per Violoncello, archi e basso continuo in do min.
Francesco Durante, Magnificat in si bemolle maggiore a quattro voci, archi e basso continuo

Seconda parte : qui Salisburgo

Wolfgang Amadeus Mozart, Missa brevis K194 in Re maggiore. Per quattro voci, archi e basso continuo
Wolfgang Amadeus Mozart Misericordias Domini. Mottetto a quattro voci, archi e basso continuo

Colloredo Ensemble

Formazione musicale di recente costituzione, è nata con lo scopo di utilizzare la sinergia che si viene a creare unendo un quartetto vocale ad un quartetto d’archi, supportati da un organo o da un cembalo, organico attraverso il quale è possibile gustare pienamente, a parti reali, quel repertorio Settecentesco di ispirazione religiosa che attraversa un secolo di trasformazioni musicali, dal tardo barocco al preromantico, attraverso lo stile galante e lo stile classico.
Eccezionalmente, se se ne ravvisa, l’ensemble si riserva comunque la possibilità di esplorare periodi storici e stili musicali che esulano dal repertorio Settecentesco propriamente detto.
Ma tornando a quel secolo, decisivo sotto il profilo della storia della musica e della storia d’Occidente, centrale ci è sembrata  la figura di Wolfgang Amadeus Mozart, colta nel suo periodo di formazione giovanile, nella quale, alle dipendenze del cardinal Colloredo – di qui il nostro nome – quel ragazzo prodigio si imbevve delle prassi compositive nel genere sacro, allora  oscillanti tra rigide convenzioni contrappuntistiche e novità armoniche e melodiche che provenivano dalla musica strumentale e per il teatro, e la rielaborò a suo genio, in una forma originale e ricchissima di spunti, che diventeranno i capisaldi da cui prenderanno le mosse fondamentali evoluzioni stilistiche successive.
I componenti dell’ensemble sono affermati musicisti, ciascuno dei quali ha maturato significative e disparate esperienze, sia in gruppi musicali di alto valore, che solistiche, e sono animati dal desiderio di far conoscere al pubblico un repertorio composto nel “secolo dei lumi” e tuttavia rimasto in ombra, forse perché dei loro autori è più conosciuta l’opera scritta per il teatro o per la sala da concerto, rispetto a quella concepita per la chiesa.
Le committenze del Cardinal Colloredo a Mozart, in questo senso assumono un significato simbolico ed assurgono ad archetipo di un mondo musicale legato inscindibilnente alla chiesa cattolica, legame che entrerà progressivamente in crisi e del quale la rottura dei rapporti tra Mozart e Colloredo assumerà storica valenza di non ritorno.

Colloredo Ensemble è formato da :
Stefania Nevosi – Soprano
Angela Verallo – Mezzosoprano
Matteo Magistrali – Tenore
Fulvio Peletti – Baritono
Valentina Ghirardani – Violino I
Gianrico Agresta – Violino II
Dario Bevacqua – Viola
Teresa Majno – Violoncello
Nicolò Gattoni – Organo

Covidless Approach & TrustCconcerto a ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili secondo la normativa vigente.

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