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Sentieri e Pensieri: Annalisa Cuzzocrea

22-08-2021 18:00 - 22-08-2021 19:00

 A Santa Maria Maggiore da giovedì 19 a martedì 25 agosto 2021 (con un’originale anteprima mercoledì 18) torna per il nono anno consecutivo Sentieri e Pensieri, il festival letterario sotto la Direzione Artistica di Bruno Gambarotta.  

Molti, anche in questa edizione, i protagonisti che andranno a comporre il ricchissimo calendario di Sentieri e Pensieri, tutti a ingresso gratuito. Sostenuta e fortemente voluta dal Comune di Santa Maria Maggiore, la rassegna Sentieri e Pensieri propone incontri con i protagonisti della cultura, della letteratura, dello sport e dello spettacolo, presentazioni di libri e interviste. Per tutta la durata dell’evento sarà inoltre allestito un bookshop, gestito dall’Associazione Libriamoci degli editori e dei librai del Verbano Cusio Ossola. Anche nel 2021 la sede principale rimarrà l’incantevole cornice del Parco di Villa Antonia, luogo ideale per poter garantire il giusto distanziamento fisico ed il rispetto di tutte le norme sanitarie e di sicurezza.
Scopri qui il protocollo organizzativo e sanitario di Sentieri e Pensieri 2021.


Domenica 22 agosto alle ore 18 ospite del Festival sarà la giornalista de la Repubblica Annalisa Cuzzocrea con il suo ultimo libro, edito da Piemme, Che fine hanno fatto i bambini. L’incontro, moderato dalla giornalista di OGGI Marianna Aprile, è realizzato in collaborazione con la Fondazione Circolo dei lettori.

“Che fine hanno fatto i bambini?” è anche quanto chiedevano alcuni striscioni comparsi in diverse città italiane durante il primo lockdown, quando le scuole erano chiuse e i ragazzi erano spariti dal discorso pubblico. Annalisa Cuzzocrea cerca di rispondere al quesito, anche per capire cosa ci stiamo perdendo, come stiamo mettendo in pericolo il nostro futuro. E da dove bisogna ripartire.


Posti limitati. Prenotazione del posto fortemente consigliata.
Prenota qui entro le ore 10 di domenica 22 agosto.


ANNALISA CUZZOCREA Inviata de «la Repubblica», dove si occupa soprattutto di politica, è nata a Reggio Calabria, ma vive a Roma da quasi trent’anni. Laureata alla Sapienza in Lingue e Letterature straniere, ha cominciato la sua carriera giornalistica a
Radio Capital nel 2000, per poi passare alla web tv del sito de «la Repubblica» e infine alla carta stampata. Tiene un corso di “Giornalismo politico al tempo dei social” alla Luiss di Roma. È sposata e ha due figli.

CHE FINE HANNO FATTO I BAMBINI? – CRONACHE DI UN PAESE CHE NON GUARDA AL FUTURO
«Che fine hanno fatto i bambini?» chiedevano alcuni striscioni comparsi in diverse città italiane durante il primo lockdown, quando le scuole erano chiuse e i ragazzi erano spariti dal discorso pubblico. Quando il presidente del Consiglio e il Comitato tecnico-scientifico avevano dimenticato di decidere se un bambino, accompagnato, potesse fare almeno un giro intorno al palazzo per capire che il mondo non era scomparso, avere un’idea di quel che stava accadendo davvero. Annalisa Cuzzocrea, inviata de «la Repubblica», mamma di Carlo e Chiara, ha deciso di indagare sul perché i bambini e i ragazzi non siano stati visti dal governo alle prese con l’emergenza Covid-19. Perché siano serviti mesi prima di rendersi conto di quanto pesante sarebbe stata la conseguenza della chiusura delle scuole, dell’isolamento nelle case, soprattutto per i più fragili e per chi vive in contesti difficili. Attraverso il dialogo con psicologi, scrittori, economisti, demografi, sociologi, registi, insegnanti, genitori, nel viaggio che la porta fino ai Quartieri Spagnoli di Napoli e dentro la sezione nido del carcere di Rebibbia, l’autrice scopre le ragioni di fondo dell’invisibilità di infanzia e adolescenza nel nostro Paese. Dove le esigenze e i diritti dei più piccoli, dei più giovani, vengono sempre dopo. Messe dallo Stato a piè di lista, mentre troppo, quasi tutto, si delega alle famiglie di appartenenza. I bambini sono considerati “bagagli appresso” dei genitori, appendici affidate alle loro cure, non cittadini degli spazi che abitano, quasi mai pensati per chi ha meno di 18 anni. È solo un problema politico o è anche e soprattutto un problema culturale? Perché l’Italia stenta a vedere i suoi figli per quello che sono, e si limita a studiarli attraverso quello che consumano? Se tutto è affidato alla famiglia, cosa si fa dove l’ambiente d’origine non funziona, non aiuta, non permette di “fiorire”? Che fine hanno fatto i bambini è un testo necessario per capire cosa ci stiamo perdendo, come stiamo mettendo in pericolo il nostro futuro. E da dove bisogna ripartire.

HA UN PROBLEMA UN PAESE DOVE SI VIETA AI BAMBINI UNA BOCCATA D’ARIA MENTRE SI PUÒ PORTARE FUORI IL CANE A FARE I BISOGNI? FORSE SÌ. ED È QUELLO CHE È ACCADUTO DURANTE IL PRIMO LOCKDOWN: EPILOGO COERENTE DI UNA LUNGA STORIA DI INVISIBILITÀ DELL’INFANZIA.

VIAGGIO-INCHIESTA NEL PAESE CHE DIMENTICA IL FUTURO: OPINIONI, VOCI DEL MONDO DELLA CULTURA UNITE A STORIE DI ORDINARIA GESTIONE DELLA PROLE PER RACCONTARE L’ITALIA DEI BAMBINI PERDUTI.

«I bambini sono considerati “bagagli appresso” dei genitori, appendici affidate alle loro cure, non cittadini degli spazi che abitano, quasi mai pensati per chi ha meno di 18 anni.»


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    L'evento è corredato da un catalogo a cura di Paolo Volorio ed edito della Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini e del Comune di Santa Maria Maggiore.
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