Sentieri e Pensieri: Bruno Gambarotta e Benedetta Alciato

23-08-2019 18:00 - 23-08-2019 19:00

A Santa Maria Maggiore da lunedì 19 a domenica 25 agosto 2019 torna per il settimo anno consecutivo Sentieri e Pensieri, il festival letterario sotto la Direzione Artistica di Bruno Gambarotta.  

Anche quest’estate saranno molti gli autori, artisti e protagonisti del panorama culturale italiano che saliranno sul palco in Piazza Risorgimento o presso il Teatro Comunale e che andranno a comporre un ricchissimo calendario di appuntamenti, tutti a ingresso gratuito. Sostenuta e fortemente voluta dal Comune di Santa Maria Maggiore, la rassegna Sentieri e Pensieri propone incontri con i protagonisti della letteratura, della cultura, dello sport e dello spettacolo, presentazioni di libri e interviste. Per tutta la durata dell’evento sarà inoltre allestito un bookshop in Piazza Risorgimento, gestito dall’Associazione Libriamoci degli editori e dei librai del Verbano Cusio Ossola.

Venerdì 23 agosto alle ore 18 un doppio incontro speciale. Bruno Gambarotta presenta il suo ultimo romanzo Ero io su quel ponte, basato sulla cronaca del tragico crollo del ponte di Moncalieri nel maggio 1939. Benedetta Alciato, che insieme ad altri parenti e amici delle vittime del crollo del Ponte Morandi ha realizzato una emozionale antologia di ricordi, presenta in anteprima nazionale a Sentieri e Pensieri il volume Vite spezzate – Genova, 14 agosto 2018. Sarà il giornalista e scrittore Matteo Severgnini a condurre il pubblico del festival nel parallelo tra il crollo dei due ponti.

Bruno Gambarotta è nato ad Asti nel 1937, vive da sempre a Torino.
È stato in Rai per quasi quarant’anni, come autore e regista, conduttore e attore di serie televisive.
Nel cinema ha lavorato, tra gli altri, con Luigi Comencini, Nanni Loy, Carlo Lizzani.
Collabora con diverse testate giornalistiche tra cui “la Stampa”, “TuttoLibri” e il settimanale svizzero “Azione”.
Nella narrativa ha esordito nel 1977 con La nipote scomoda (scritto con Massimo Felisatti, edito da Mondadori), vincitore del Premio Gran Giallo – Città di Cattolica.
Dopo il romanzo Ombra di giraffa (Garzanti 2014), nel 2016 ha pubblicato con Manni i racconti gialli Non si piange sul latte macchiato, primo classificato al Premio Settembrini 2016 e menzione speciale al Premio Stresa 2017, e nel 2017 Il colpo degli uomini d’oro.

Ero io su quel ponte (Manni)
Il crollo del 31 maggio 1939 XVII Era Fascista

Camerata Arduino Giovanni, 14 anni appena compiuti, presente! La mia bicicletta è stata recuperata subito, per il mio corpo c’è voluto un po’ più di tempo. Morto ero morto, niente da dire, però, se mi avessero ripescato subito, avrei avuto il mio bel funerale fascista, con la sfilata, i labari abbrunati e il grido “Camerata Arduino, presente!”. Il 18 agosto era troppo tardi, avevano tutti la testa altrove, pochi giorni dopo Francia e Gran Bretagna avrebbero dichiarato guerra alla Germania. Avrei tanto voluto essere arruolato, combattere in prima linea, compiere gesta eroiche, guadagnare medaglie al valore. Il destino ha deciso diversamente.

Mercoledì 31 maggio 1939, ore 14.15, crolla il Ponte di Moncalieri.
Sono trascorse appena due settimane da quando ci è passato sopra Mussolini, è una via strategica perché consente agli abitanti della cittadina piemontese, 21.000 anime, di arrivare a Torino e al Lingotto, dove in tanti lavorano.
È una strada molto trafficata, e negli ultimi anni dal letto del fiume Po che il ponte sovrasta viene prelevata la sabbia che serve al rifacimento di via Roma, una delle principali di Torino. Da alcuni mesi il ponte lancia ripetuti segnali d’allarme, e infatti in quel momento il transito di veicoli è bloccato; ma non quello di pedoni e biciclette.
Nel crollo muoiono in nove – il più giovane, Giovanni, ha quattordici anni -, altri cinque restano feriti; alcuni cadaveri saranno recuperati soltanto ad agosto, perché è troppo pericoloso avviare le ricerche.
Bruno Gambarotta ricostruisce la vicenda, con i suoi risvolti drammatici e quelli grotteschi, attraverso le pagine dei giornali dell’epoca e i documenti delle autorità, ascoltando i testimoni sopravvissuti, e dando voce alle vittime che, come in Spoon River, tornano per raccontare in prima persona la loro storia.
La rievocazione di questa tragedia, grazie alla penna ironica di Gambarotta, diventa un vero romanzo corale sulla storia, sulla fatalità, sull’incrocio dei destini.

***

Benedetta Alciato lavora come receptionist in un hotel ma per passione scrive e traduce, oltre a dedicarsi alla fotografia. Parente lei stessa della famiglia di Camporone che ha perso la vita nel crollo del ponte Morandi, ha fortemente voluto questo libro e grazie alla sua determinazione ha raccolto le testimonianze e i racconti che lo compongono.

Vite spezzate – Genova, 14 agosto 2018 (Il Canneto)
Come spiega nell’introduzione Lucia Pinasco, psicologa e psicoterapeuta, questo volume è “un’opera a più mani, coordinata e pazientemente cucita dalla tenacia di Benedetta che ha creduto nella necessità di dare voce a chi in quel Ponte ha perso quanto aveva di più prezioso, ma anche a chi come Gianluca ha trovato una seconda opportunità di vita, e a chi dopo il crollo ha prestato soccorso immediatamente con voglia e capacità di ‘fare la differenza’ dentro quello scenario apocalittico”. I racconti e le storie qui raccolti hanno come protagonisti coloro che da quel 14 agosto non hanno più possibilità di raccontarsi. Nel vuoto incolmabile che hanno lasciato, numerosi amici e famigliari hanno accolto con gratitudine l’opportunità di ricordarli in un libro. Il risultato, come ci dice Benedetta, è stato doloroso ma insieme confortante: “Mi sento di definire tutte le persone che hanno partecipato a questa raccolta la mia ‘seconda famiglia’. È per loro, per me, per i nostri cari, soprattutto per la memoria dei nostri cari, che questo libro è stato scritto. Perché tutti possano conoscere un pochino le persone che ci hanno lasciato, perché tutti possano conoscere un pochino anche noi che le ricordiamo, perché tutti possano sapere la verità”. Al progetto hanno risposto con favore anche il sindaco di Genova Marco Bucci, che apre la raccolta con un intervento, e i capitani di Genoa e Sampdoria Domenico Criscito e Fabio Quagliarella, che hanno scritto la prefazione.

Il ricavato delle vendite di Vite spezzate – 14 agosto 2018 sarà devoluto all’Associazione ANGSA Liguria.

Ci allena Genova. Ci allenano i genovesi. Ci allena la voglia di lottare della gente.
Ci allena la visione di quell’orizzonte violentato, un buco nel cielo dove una volta c’era il ponte Morandi. Ci allena il bisogno di ricostruire. Ci allena la spinta a non mollare. Ci allena il ricordo di tutte quelle anime innocenti che non ci sono più, ma che non potremo mai dimenticare.

dalla prefazione di Domenico Criscito, capitano Genoa e  Fabio Quagliarella, capitano Sampdoria

Vite spezzate nasce dall’esigenza di ricordare, ma non perché le persone si possano dimenticare. Un’opera a più mani, coordinata e pazientemente cucita dalla tenacia di Benedetta Alciato che ha creduto nella necessità di dare voce a tutti coloro che in quel ponte hanno perso quanto avevano di più prezioso, ma anche a chi come Gianluca ha trovato una seconda opportunità di vita, e a chi dopo il crollo ha prestato soccorso immediatamente con voglia e capacità di fare la differenza dentro quello scenario apocalittico.

dall’introduzione di Lucia Pinasco, psicologa


Sentieri e Pensieri 2019 è realizzato dal Comune di Santa Maria Maggiore, con il patrocinio e sostegno della Regione Piemonte, con il prezioso contributo di Fondazione Comunitaria VCO e con la collaborazione della Fondazione Circolo dei lettoriSentieri e Pensieri fa parte di Borgate dal vivo

 

      

           

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