Sentieri e Pensieri: Franco Michieli

19-08-2019 21:00 - 19-08-2019 22:15

 A Santa Maria Maggiore da lunedì 19 a domenica 25 agosto 2019 torna per il settimo anno consecutivo Sentieri e Pensieri, il festival letterario sotto la Direzione Artistica di Bruno Gambarotta.  

Anche quest’estate saranno molti gli autori, artisti e protagonisti del panorama culturale italiano che saliranno sul palco in Piazza Risorgimento o presso il Teatro Comunale e che andranno a comporre un ricchissimo calendario di appuntamenti, tutti a ingresso gratuito. Sostenuta e fortemente voluta dal Comune di Santa Maria Maggiore, la rassegna Sentieri e Pensieri propone incontri con i protagonisti della letteratura, della cultura, dello sport e dello spettacolo, presentazioni di libri e interviste. Per tutta la durata dell’evento sarà inoltre allestito un bookshop in Piazza Risorgimento, gestito dall’Associazione Libriamoci degli editori e dei librai del Verbano Cusio Ossola.

Lunedì 19 agosto alle ore 21, in una serata organizzata in collaborazione con il CAI Valle Vigezzo, il geografo, esploratore e scrittore Franco Michieli, traendo spunti dal suo ultimo libro Andare per silenzi, ci accompagna in una narrazione per immagini e parole delle sue avventure esplorative attraverso intere catene montuose e terre selvagge. Sul palco con lui il presidente del CAI Vigezzo Raffaele Marini.

Franco Michieli, geografo, esploratore, scrittore, vive nelle Alpi ed è autore di una trentina di lunghe traversate a piedi di catene montuose e terre selvagge. Studioso delle relazioni tra esseri viventi e territori, ha imparato a muoversi su terreni sconosciuti interpretando la natura, senza utilizzare mappe e strumenti tecnologici, come gli animali migratori e gli umani antichi. Tra i suoi libri, si ricordino: Scrivere la natura (con Davide Sapienza, Zanichelli 2012) Huascaràn 1993 Verso l’alto. Verso l’altro. (Club Alpino Italiano 2013). La vocazione di perdersi e L’estasi della corsa selvaggia Ediciclo editore 2015 2017). Per alcuni di questi libri ha ricevuto importanti riconoscimenti letterari.

Rievocando viaggi a piedi lungo le Alpi, la Scandinavia, l’Islanda, le Ande e altri luoghi spettacolari Franco Michieli afferma il suo approccio in controtendenza nella relazione con la natura: sottraendo tecnologie e servizi divenuti abituali, e in particolare eliminando dal bagaglio cartine e strumenti per l’orientamento, si recuperano doti umane e fonti esperienziali oggi dimenticate, eppure vicinissime. Nel diverso e intimo equilibrio che così rinasce nel rapporto con eventi e creature della Terra, si riscopre l’aspirazione universale a una convivenza armonica.

Andare per silenzi (Sperling&Kupfer)
La meravigliosa avventura di un camminatore nelle terre senza confini

Il permanere nella natura origina consapevolezze e rivelazioni molto più profonde delle ascensioni brevi

Lunghe traversate da un capo all’altro della Norvegia, su isole popolate solo di nidiate di uccelli, in mezzo a paesaggi rocciosi e selvaggi, per giorni e settimane, senza compagni e senza mappe, nel silenzio più assoluto. Sembra un’immersione nel vuoto, invece è un’esperienza totalizzante: non sono gli altri a segnare la via, siamo noi a sceglierla a ogni passo. L’attenzione si acuisce, la presenza si fa costante: solo così il cammino è vero incontro con un ambiente partecipe. Le acque che scorrono tracciano il percorso, il vento e la pioggia dettano il passo, gli animali si allertano e seguono l’andare umano. Franco Michieli geografo e esploratore da quasi quarant’anni alterna avventura in solitaria, in coppia e in gruppo, su strade battute e in luoghi disabitati, affidandosi alle indicazioni della natura, certo che il varco si rivelerà da sé. In questo libro ripercorre alcuni dei suoi viaggi – dal whiteout del deserto lavico islandese alle ascensioni andine tra insediamenti di antica spiritualità – rimettendo in discussione l’idea di compagnia: siamo più soli nella folla cittadina, dove la miriade di stimoli si spegne in un bombardamento fragoroso, di quanto non lo siamo nell’isolamento dei boschi che per chi sa ascoltare si fa denso di voci. Qui lontano dai condizionamenti tecnologici riemerge la nostra connessione primordiale e istintiva con la natura e con i nostri simili: come può esserci solitudine tra tanta animata bellezza?


Sentieri e Pensieri 2019 è realizzato dal Comune di Santa Maria Maggiore, con il patrocinio e sostegno della Regione Piemonte, con il prezioso contributo di Fondazione Comunitaria VCO e con la collaborazione della Fondazione Circolo dei lettoriSentieri e Pensieri fa parte di Borgate dal vivo

 

      

           

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  • Mostra “Dalla calza al calzino spaiato il passo è breve” - Santa Maria Maggiore
    25-01-2020 16:00 - 25-01-2020 18:30

    Da venerdì 27 dicembre 2019 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio è aperta la divertente mostra “Dalla calza al calzino spaiato il passo è breve. Storia della calza e della sua sparizione in lavatrice".

    Da un'idea curiosa è nata la mostra pensata dall'amministrazione di Santa Maria Maggiore per arricchire – insieme a tanti altri appuntamenti organizzati anche dalla Proloco e dalle frazioni – le vacanze natalizie dei numerosi turisti e villeggianti che hanno scelto ancora una volta il capoluogo della valle dei pittori.

    Negli undici giorni di apertura durante le feste, dal 27 dicembre al 6 gennaio, sono stati oltre 3.000 i visitatori che hanno popolato le sale espositive del Centro Culturale Vecchio Municipio per scoprire la divertente mostra “Dalla calza al calzino spaiato il passo è breve. Storia della calza e della sua sparizione in lavatrice”.

    Tra allestimenti scenografici e buffe perlustrazioni nel mondo delle calze, l'esposizione curata da Monica Mattei, responsabile dell'ufficio turismo e cultura del Comune di Santa Maria Maggiore, regala certamente molti sorrisi, ma non solo. La mostra, infatti, prende avvio con un approfondimento storico curato dalla studiosa Elena Poletti, con una piccola ricostruzione dell’archeologia delle calze e un excursus sugli indumenti utilizzati fin dall'antichità.

    I visitatori sono dunque accompagnati lungo un percorso che prende avvio con i primi antenati delle calze, i calzoni abbinati a calzature imbottite indossati dall’Uomo dei Ghiacci, il famoso Öetzi rinvenuto sulle montagne dell’Alto Adige, fino a giungere ai nostri giorni e ai misteri della calza e della sua sparizione... in lavatrice.

    La coinvolgente esposizione sarà visitabile, a ingresso libero, tutti i weekend fino a domenica 1 marzo, dalle ore 16 alle ore 18.30.

    ***

    Un’indispensabile premessa a questa piccola ricostruzione dell’archeologia delle calze è relativa al fatto che nell’antichità gli indumenti utilizzati per proteggere dal freddo i piedi e le gambe erano per lo più gambali, atti a coprire tutta la gamba, oltre ai piedi, oppure ghette, prive di copertura per il piede, che venivano abbinate a calzature imbottite.

    I primi antenati delle calze che si conoscano sono i calzoni abbinati a calzature imbottite indossati dall’Uomo dei Ghiacci, il famoso Öetzi rinvenuto sulle montagne dell’Alto Adige. Questo montanaro del 3300 a.C. indossava sulle gambe robuste ghette in cuoio di capra, mentre ai piedi portava calzature in cuoio imbottite di fieno.

    Ancora dai ghiacci dell’Alto Adige, e precisamente dalle Vedrette di Ries, ci vengono resti di calze di lana dell’età del Ferro, databili al VII secolo a.C., che si avvicinano molto come forma ai calzettoni da montagna di oggi, anche se la parte che copre la gamba e quella che copre il piede sono ancora separate. Questi calzettoni sono stati tessuti manualmente al telaio verticale con lana caprina. Presentano foggia del tutto analoga anche i gambali abbinati a calze con suola rinforzata rinvenuti in una sepoltura femminile del II secolo a.C. in Francia a Les Martres de Veyre.

    Per trovare delle calze lavorate a maglia, proprio come quelle realizzate dalle nostre nonne, dobbiamo aspettare il II secolo d.C. e spostarci nell’antico Egitto, dove in diverse tombe sono stati rinvenuti calzini, che mostrano un gusto moderno e vivace nell’uso di colori e fantasie a righe. Queste sorta di babbucce presentano la sede modellata per l’alluce, dettaglio che si ritrova a distanza di millenni anche in modelli attuali.

    In epoca greco-romana erano utilizzati soprattutto nell’esercito i tibiales, fasce di tessuto di lana, arrotolate intorno alla gamba e sorrette da cinturini e legacci di cuoio, che non coprivano però il piede. Questo indumento venne nella tarda romanità sostituito da veri e propri calzoni, le bracae, mutate dai Barbari delle province nordiche, molto più efficaci per proteggere dal freddo, e spesso strutturati come pesanti calzamaglie, in modo da prevedere anche la copertura del piede.

    Testo a cura di Elena Poletti, Civico Museo Archeologico Mergozzo

     

  • Santa Maria Maggiore, Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini - ph. Massimo Bertina
    15-02-2020 10:00 - 15-02-2020 12:00

    Da sabato 15 febbraio a sabato 18 aprile presso la Scuola di Belle Arti "Rossetti Valentini" si svolgerà un interessante Corso di avvicinamento al disegno: dieci lezioni sotto la guida del pittore Emanuele Antenori.

    Si tratta di una novità per l'unica accademia di belle arti ancora attiva in tutto l'arco alpino: i banchi della scuola vigezzina, su cui gli allievi lavoreranno durante le dieci lezioni programmate sotto la guida di Emanuele Antenori, sono ancora quelli originali, ospitati nella grande sala al primo piano dell'edificio ottocentesco, situato nel pieno centro storico di Santa Maria Maggiore.

    I corsisti si troveranno a disegnare circondati da alcuni capolavori eseguiti dai maggiori pittori vigezzini (dallo “Sparsicin” a Giacomo Rossetti, da Enrico Cavalli a Carlo Fornara), che offrono una panoramica dei principali generi nei quali gli artisti vigezzini si sono sempre misurati: la ritrattistica e il paesaggio.
    La storia di questa scuola così speciale affonda le proprie radici nel 1878, con l'atto di fondazione a cura del pittore Giovanni Maria Rossetti Valentini, vigezzino che in Francia aveva raggiunto la fama sia come pittore sia come valente professore. Tornato in Valle Vigezzo, decise di aprire una scuola gratuita di disegno e ornato per i ragazzi che desiderassero apprendere le basi della pittura. La Scuola di Belle Arti "Rossetti Valentini" diventò così rapidamente il fulcro di attività artistiche e intellettuali che, con il maestro Enrico Cavalli, ne fecero un'accademia unica nell’arco alpino.

    Il corso di avvicinamento al disegno si terrà ogni sabato dal 15 febbraio al 18 aprile, con 10 lezioni di due ore ciascuna, dalle ore 10 alle ore 12. La formazione degli allievi sarà curata dal pittore Emanuele Antenori.

    Sono ammesse al massimo dieci persone di età superiore ai 15 anni e con un minimo di attitudine per il disegno. Si partirà dall'ABC del disegno – con l'osservazione e l'utilizzo dei principali strumenti – per giungere allo schizzo, fino all'elaborazione di una composizione dal vivo.
    Il costo del corso è di € 150.

    Informazioni e iscrizioni: Ufficio turismo e cultura del Comune di Santa Maria Maggiore – tel. 0324 95091-94213 in orario d'ufficio ogni mattina da lunedì a sabato – e-mail: info@comune.santamariamaggiore.vb.it.