Visite guidate alla Torre di Casa Simonis

15-07-2017 10:00 - 15-07-2017 16:30

Sabato 15 e sabato 22 luglio possibilità di effettuare una visita guidata della Torre del XIV secolo della famiglia Simonis, con presentazione a cura dell’architetto Giovanni Simonis.

La Torre di Casa Simonis è un complesso di grande interesse storico e architettonico, con una collezione privata di 141 preziosi disegni che rappresentano rilievi e ricostruzioni delle antiche case della Valle Vigezzo.

Presentazione nel salone cinquecentesco al primo piano della casa e visita della torre del XIV secolo

Dopo l’anno 1000 il vigoroso sviluppo delle attività produttive e commerciali in Italia e in Europa, con il concomitante innalzamento della temperatura, ha una influenza significativa nelle Alpi, che godranno di un periodo definito da Paul Guichonnet, dell’università di Ginevra, età d’oro o rinascimento alpino. Il trasporto attraverso i passi diviene una delle più remunerative attività per gli abitanti. A Craveggia una torre, costruita sull’altura ancora denominata Motto della torre, non era più sufficiente a svolgere il ruolo di casa forte, cioè di luogo atto a conservare e proteggere le merci trasportate. Dal XII al XIV secolo alcune famiglie si trasferiscono quindi vicino all’antica chiesa romanica di Santa Maria Maggiore ed al prato dove il 6 gennaio si riunivano i consoli delle comunità di vicini della valle. La potente famiglia dei de’ Rubeis, che contendeva ai de’ Balchonus i diritti di gestione dei trasporti delle merci si insedia a ovest della chiesa, costruisce la propria casa e una torre con, per la sosta dei muli e dei cavalli, una stalla e un grande cortile (50 m x 25 m) circondato da un muro di pietra e controllato all’angolo opposto da un’altra torre più piccola. Nel 1415 in aderenza alla torre viene costruita la sede della Pretura. Nel 1487 i Giramì o Federati, mercenari al seguito dei vallesani che invadono l’Ossola, prima di essere respinti da Renato Trivulzio, danneggiano parte dei fabbricati. Nel corso dei restauri del 2014 sono state individuate tracce dell’antico incendio che ha interessato le travi del tetto della torre. Nel 1625 la parte verso la corte militare è abitata dal Capitano Gian Giacomo Peretti di Finero, che comanda i 105 soldati a difesa della valle.
La famiglia de’ Rubeis si estingue nel settecento e la linea ereditaria passa alla D. (domina) Maria Elisabeth de’ Rubeis (1678-1761), moglie del D. (dominus) Gio Battista de’ Simonis di Vallario.
Il complesso è di grande interesse storico e architettonico, certamente il monumento storico più importante della Valle Vigezzo: il disegno rappresenta il prospetto nel 1909: la struttura originaria è integrata da finiture e decorazioni del XVIII secolo.
Nella casa e nella torre più grande è ora collocata una collezione privata di 141 preziosi disegni che rappresentano rilievi e ricostruzioni di circa cento bellissime antiche case della valle Vigezzo.

Arch. Giovanni Simonis

Turni di visita : ore 10,00 – ore 11,30 – ore 14,00 – ore 15,30, per gruppi di massimo 25 persone.

Ai fini organizzativi è necessaria la prenotazione al cell. 347 8325894.

Visita a contributo libero. Durante l’evento sarà possibile iscriversi al FAI o rinnovare la tessera.

Scopri altri eventi simili!

  • Santa Maria Maggiore, Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini - ph. Massimo Bertina
    29-02-2020 10:00 - 29-02-2020 12:00

    Da sabato 15 febbraio a sabato 18 aprile presso la Scuola di Belle Arti "Rossetti Valentini" si svolgerà un interessante Corso di avvicinamento al disegno: dieci lezioni sotto la guida del pittore Emanuele Antenori.

    Si tratta di una novità per l'unica accademia di belle arti ancora attiva in tutto l'arco alpino: i banchi della scuola vigezzina, su cui gli allievi lavoreranno durante le dieci lezioni programmate sotto la guida di Emanuele Antenori, sono ancora quelli originali, ospitati nella grande sala al primo piano dell'edificio ottocentesco, situato nel pieno centro storico di Santa Maria Maggiore.

    I corsisti si troveranno a disegnare circondati da alcuni capolavori eseguiti dai maggiori pittori vigezzini (dallo “Sparsicin” a Giacomo Rossetti, da Enrico Cavalli a Carlo Fornara), che offrono una panoramica dei principali generi nei quali gli artisti vigezzini si sono sempre misurati: la ritrattistica e il paesaggio.
    La storia di questa scuola così speciale affonda le proprie radici nel 1878, con l'atto di fondazione a cura del pittore Giovanni Maria Rossetti Valentini, vigezzino che in Francia aveva raggiunto la fama sia come pittore sia come valente professore. Tornato in Valle Vigezzo, decise di aprire una scuola gratuita di disegno e ornato per i ragazzi che desiderassero apprendere le basi della pittura. La Scuola di Belle Arti "Rossetti Valentini" diventò così rapidamente il fulcro di attività artistiche e intellettuali che, con il maestro Enrico Cavalli, ne fecero un'accademia unica nell’arco alpino.

    Il corso di avvicinamento al disegno si terrà ogni sabato dal 15 febbraio al 18 aprile, con 10 lezioni di due ore ciascuna, dalle ore 10 alle ore 12. La formazione degli allievi sarà curata dal pittore Emanuele Antenori.

    Sono ammesse al massimo dieci persone di età superiore ai 15 anni e con un minimo di attitudine per il disegno. Si partirà dall'ABC del disegno – con l'osservazione e l'utilizzo dei principali strumenti – per giungere allo schizzo, fino all'elaborazione di una composizione dal vivo.
    Il costo del corso è di € 150.

    Informazioni e iscrizioni: Ufficio turismo e cultura del Comune di Santa Maria Maggiore – tel. 0324 95091-94213 in orario d'ufficio ogni mattina da lunedì a sabato – e-mail: info@comune.santamariamaggiore.vb.it.

     

  • Mostra “Dalla calza al calzino spaiato il passo è breve” - Santa Maria Maggiore
    29-02-2020 16:00 - 29-02-2020 18:30

    Da venerdì 27 dicembre 2019 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio è aperta la divertente mostra “Dalla calza al calzino spaiato il passo è breve. Storia della calza e della sua sparizione in lavatrice".

    Da un'idea curiosa è nata la mostra pensata dall'amministrazione di Santa Maria Maggiore per arricchire – insieme a tanti altri appuntamenti organizzati anche dalla Proloco e dalle frazioni – le vacanze natalizie dei numerosi turisti e villeggianti che hanno scelto ancora una volta il capoluogo della valle dei pittori.

    Negli undici giorni di apertura durante le feste, dal 27 dicembre al 6 gennaio, sono stati oltre 3.000 i visitatori che hanno popolato le sale espositive del Centro Culturale Vecchio Municipio per scoprire la divertente mostra “Dalla calza al calzino spaiato il passo è breve. Storia della calza e della sua sparizione in lavatrice”.

    Tra allestimenti scenografici e buffe perlustrazioni nel mondo delle calze, l'esposizione curata da Monica Mattei, responsabile dell'ufficio turismo e cultura del Comune di Santa Maria Maggiore, regala certamente molti sorrisi, ma non solo. La mostra, infatti, prende avvio con un approfondimento storico curato dalla studiosa Elena Poletti, con una piccola ricostruzione dell’archeologia delle calze e un excursus sugli indumenti utilizzati fin dall'antichità.

    I visitatori sono dunque accompagnati lungo un percorso che prende avvio con i primi antenati delle calze, i calzoni abbinati a calzature imbottite indossati dall’Uomo dei Ghiacci, il famoso Öetzi rinvenuto sulle montagne dell’Alto Adige, fino a giungere ai nostri giorni e ai misteri della calza e della sua sparizione... in lavatrice.

    La coinvolgente esposizione sarà visitabile, a ingresso libero, tutti i weekend fino a domenica 1 marzo, dalle ore 16 alle ore 18.30.

    ***

    Un’indispensabile premessa a questa piccola ricostruzione dell’archeologia delle calze è relativa al fatto che nell’antichità gli indumenti utilizzati per proteggere dal freddo i piedi e le gambe erano per lo più gambali, atti a coprire tutta la gamba, oltre ai piedi, oppure ghette, prive di copertura per il piede, che venivano abbinate a calzature imbottite.

    I primi antenati delle calze che si conoscano sono i calzoni abbinati a calzature imbottite indossati dall’Uomo dei Ghiacci, il famoso Öetzi rinvenuto sulle montagne dell’Alto Adige. Questo montanaro del 3300 a.C. indossava sulle gambe robuste ghette in cuoio di capra, mentre ai piedi portava calzature in cuoio imbottite di fieno.

    Ancora dai ghiacci dell’Alto Adige, e precisamente dalle Vedrette di Ries, ci vengono resti di calze di lana dell’età del Ferro, databili al VII secolo a.C., che si avvicinano molto come forma ai calzettoni da montagna di oggi, anche se la parte che copre la gamba e quella che copre il piede sono ancora separate. Questi calzettoni sono stati tessuti manualmente al telaio verticale con lana caprina. Presentano foggia del tutto analoga anche i gambali abbinati a calze con suola rinforzata rinvenuti in una sepoltura femminile del II secolo a.C. in Francia a Les Martres de Veyre.

    Per trovare delle calze lavorate a maglia, proprio come quelle realizzate dalle nostre nonne, dobbiamo aspettare il II secolo d.C. e spostarci nell’antico Egitto, dove in diverse tombe sono stati rinvenuti calzini, che mostrano un gusto moderno e vivace nell’uso di colori e fantasie a righe. Queste sorta di babbucce presentano la sede modellata per l’alluce, dettaglio che si ritrova a distanza di millenni anche in modelli attuali.

    In epoca greco-romana erano utilizzati soprattutto nell’esercito i tibiales, fasce di tessuto di lana, arrotolate intorno alla gamba e sorrette da cinturini e legacci di cuoio, che non coprivano però il piede. Questo indumento venne nella tarda romanità sostituito da veri e propri calzoni, le bracae, mutate dai Barbari delle province nordiche, molto più efficaci per proteggere dal freddo, e spesso strutturati come pesanti calzamaglie, in modo da prevedere anche la copertura del piede.

    Testo a cura di Elena Poletti, Civico Museo Archeologico Mergozzo

     

  • San Valentino a Santa Maria Maggiore - Casa del Profumo - ph. Susy Mezzanotte
    07-03-2020 10:00 - 07-03-2020 17:00

    Il mese di marzo si dipinge di rosa, in Valle Vigezzo: il Comune di Santa Maria Maggiore da sabato 7 a domenica 29 marzo 2020 organizza "Donna, dal rosa a tutti gli altri colori", un mese di eventi dedicati alle donne, chiunque scelgano di essere.

    Di seguito il programma degli eventi.

    • Tutti i fine settimana presso la Serra della Casa del Profumo sarà visitabile la mostra “Quando Berta filava…controvoglia”, tratta dal libro dell’illustratrice inglese Jacky Fleming “Breve storia delle donne”, ed. Il Corbaccio.
    • Tutti i sabato di marzo presso il Centro Olistico L’Antico Melo dell’Ottocento - in Via Rossetti Valentini 12 - trattamenti di benessere (yoga, shiatzu, costellazioni famigliari) pensati per le donne. Ogni sabato un pacchetto benessere diverso. Programmi dettagliati su Facebook e Instagram. Per info: 347 8842599 (Paola).
    • Sabato 7 marzo alle ore 11 per tutte le signore visita guidata gratuita alla Casa del Profumo e alla mostra “Quando Berta filava…controvoglia”.
    • Domenica 8 marzo per tutte le signore ingresso gratuito con omaggio alla Casa del Profumo.
    • Sabato 14 marzo dalle ore 16 alle ore 19 presso la Casa del Profumo “Trucco e barbatrucco…segreti di donne”.
      La makeup artist Michela Crenna trucca gratuitamente tutte le signore, signorine, regine, principesse, gattemorte, santarelline, nonne, streghe che hanno voglia di rilassarsi e degustare una tisana in compagnia.
    • Sabato 21 marzo per la "Giornata Nazionale del Profumo" alle ore 17 presso la Casa del Profumo “Storie di cattive ragazze”.
      Musiche e parole con Roberto Bassa al piano, Davide Besana al violino e Monica Mattei voce recitante.
    • Domenica 22 marzo “Visita alle sedi storiche del Parlamento delle donne: i lavatoi e gli orti”, escursione naturalistica di mezza giornata con piccolo aperitivo, organizzata dalla guida naturalistica Arianna Bertoni. Prenotazione obbligatoria.
      Ritrovo ore 10 in piazza Risorgimento - Costo a persona €12 - Info e prenotazioni al 347 9103100.

     

  • 19-03-2020 07:30 - 19-03-2020 16:00

    Giovedì 19 marzo la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini organizza una gita culturale al Castello Visconteo Sforzesco di Novara in visita alla mostra “Divisionismo - La rivoluzione della luce".

    La giornata sarà organizzata come segue:

    • ore 7.30 partenza dalla Piazza Mercato di Santa Maria Maggiore (con eventuale successivatappa a Domodossola)
    • ore 10 ingresso e visita guidata alla mostra
    • ore 13 pranzo ricco presso la Trattoria Gufo Nero di Ghemme. Il menu comprende: prosciutto crudo di Parma, bresaola di manzo olio e limone, salamino della duja, insalata russa e capricciosa, peperoni in bagna cauda, fagioli alla campagnola, cipolline all'aceto antico, olive greche, vitello tonnato - risotto allo spumante e ravioli alla piemontese - carrello di carni con arrosti e bolliti - dessert a scelta tra tiramisù, profiteroles al cioccolato caldo, torta di frutta, mousse al caffè - caffè - vino e acqua.
    • ore 15.30-16 rientro in Valle Vigezzo

    L'intera giornata (comprensiva di viaggio, ingresso mostra, visita guidata, pranzo) ha un costo a persona di € 68.

    Prenotazione obbligatoria entro il 2 marzo 2020 presso gli uffici comunali di Santa Maria Maggiore tutte le mattine - tel. 0324 94213
    Si richiede il versamento di una caparra di € 30.