Santa da ina part

Santa est e Santa ovest? Santa sud e Santa nord?! Santa di qui e Santa di là?!? Abbiamo ragionato a lungo su come suddividere questo nuovo e meraviglioso percorso di scoperta del nostro borgo e alla fine… il dialetto! Benvenuti a “Santa da ina part”, ovvero… quella opposta a “Santa da l’auta part”! 🙂

Buona navigazione: troverete in questa pagina gli attrattori da non perdere in Via Rosmini, Via Cavalli e Via Rossetti Valentini. Una breve descrizione e una gallery di immagini vi faranno scoprire in anteprima questa porzione di “Sentieri e Pensieri – Camminare e conoscere”. E poi armati di mappa, la trovate qui sotto, buona scoperta “di persona”!

10.

CAPPELLA DEI “BASTONI”

Appartiene ad un ramo della famiglia Bona, i cui componenti erano chiamati “batunitt” dal probabile soprannome del capostipite, da cui deriva anche la denominazione della cappella.
Gli affreschi di Luigi Morgari rappresentano la Madonna del Sangue e, a sinistra, S. Carlo Borromeo, S. Matteo, S. Pietro; a destra, S. Francesco, S. Giovanni Battista e S. Paolo.
Restaurata nel 1895 ad opera di Paolo e Teresa Borgnis.

11.

CAPPELLA DEL PASQUÈ

Il pasquè o pasquario indicava la piazzetta per la raccolta delle capre che andavano all’arvà, pascolo giornaliero condotto in modo turnario da uno o due pastori per conto di tutti gli altri. Gli affreschi voluti dalla famiglia Borgnis-Bolongaro sono di Lorenzo Peretti (1774-1851) e raffigurano la Madonna del Rosario con le anime purganti; ai lati, S. Francesco in preghiera e L’educazione di Maria impartita da Sant’Anna.

12.

COLONNA CON CAPITELLO ROMANICO

La colonna e il capitello con figure zoomorfe appartengono alla prima chiesa del paese. Nel 1776, sulla colonna utilizzata al contrario, venne incisa una croce dentro cui si inseriva la cera (agnus), protetta da un cancelletto ora perduto.
Nel 1881, la colonna trovò collocazione sull’attuale basamento litico.
Queste colonne con le croci (ve ne sono altre in paese) segnavano i confini del paese e, durante le processioni, costituivano delle tappe dei riti per allontanare il male dall’abitato.

13.

CASA DEL CIÒUS

Il termine dialettale ciòus, con il quale questa villa con giardino è conosciuta, deriva da clausum, luogo recintato.
La villa, di proprietà Ponti, presenta un tetto in pietra caratteristico delle costruzioni locali, insieme con elementi di gusto “cittadino”: le dimensioni della casa, il vasto parco che la circonda e non si sviluppa su un solo lato, l’ampia scala d’accesso con la terrazza.
Le persiane sostituiscono inferriate e scurini tipici degli edifici vigezzini fino al ‘700.

14.

SCUOLA DI BELLE ARTI ROSSETTI VALENTINI

Per volontà di Giovanni Maria Rossetti Valentini (1796-1878), pittore vigezzino emigrante che insegnò disegno anche a Radez e Montpellier, l’edificio divenne sede di una scuola gratuita di disegno e ornato a partire dal 1881. In realtà, l’intento del fondatore era quello di dare una formazione completa ai ragazzi, insegnando loro anche anatomia, musica, lingua francese.
La pinacoteca al piano superiore presenta esempi di ritrattistica signorile del Settecento, genere con il quale i pittori emigranti cercarono fortuna e gloria all’estero.
È l’unica Scuola di Belle Arti dell’intero arco alpino.

15.

CASE SIMONIS (CA’ SCIMUN)

Lo schema distributivo del gruppo di case a cui si accede dal vicolo rivela origini medievali arcaiche, che non hanno riscontro in altre zone di Santa Maria Maggiore, ma solo in villaggi più antichi, come Crana, Toceno e Craveggia. Gli edifici sulla via Cavalli, parte dell’abitato detto Caccimone, hanno invece caratteristiche simili a quelli dove si sono insediate le altre 6 famiglie provenienti da Craveggia dal XII al XIV secolo: Balchonus, de’ Borgnis, Farina, de’ Mellerijs, Menabene, de’ Rubeis. L’insediamento è l’unico che aveva anche funzioni agricole, con utilizzo di terreni a sud e a nord (l’area del Chioso è stata venduta dai de’ Simonis nel XIX secolo).

25.

CASE CAVALLI

Le case originarie della famiglia Cavalli, sulla mappa Rabbini del 1859, risultano formate da una costruzione signorile e affrescata più massiccia, a ovest, e una più semplice verso est, dalla quale restava separata per mezzo di una piccola strada porticata. L’edificio a est, casa di Enrico Cavalli (1849-1919), pittore eccezionale e insuperabile docente presso la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini, venne demolita. Dopo la demolizione, a lato della Casa Cavalli principale venne costruita una balconata ballatoio all’altezza del primo piano.
Di fronte, il grande parco dell’altra Casa Cavalli, è arricchito da una fontana circondata da rose meillandine e offre una spettacolare scenografia di alberi secolari. Sul muro perimetrale in pietra è inserita, come consuetudine nelle ville signorili vigezzine, una nicchia votiva raffigurante la Madonna del Sangue di Re. La grande casa ottocentesca (1860) è frutto dell’ampliamento di un’abitazione precedente. Anche il giardino, come testimonia la posizione laterale della casa, è frutto di acquisizioni successive.

26.

CASA BORGNIS-BOLONGARO

Edificio signorile affrescato nel 1810 da Lorenzo Peretti (1774-1851) su richiesta dei coniugi Borgnis-Bolongaro, suoi mecenati.
Francesco Maria Borgnis, la cui famiglia fece fortuna in Germania con l’attività bancaria, si sposò con la nobile Anna Maria Bolongaro di Stresa, generosa benefattrice delle opere pie.
Negli ovali in facciata: L’angelo custode e La Vergine Immacolata.
Parete a nord: Mosè salvato dalle acque dalla figlia del faraone e dalle sue ancelle.
Facciata a est: Noli me tangere.