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Mostra “Dalla calza al calzino spaiato il passo è breve”

03-01-2020 16:00 - 03-01-2020 18:30

Da venerdì 27 dicembre presso il Centro Culturale Vecchio Municipio è aperta la divertente mostra “Dalla calza al calzino spaiato il passo è breve. Storia della calza e della sua sparizione in lavatrice”.

L’inaugurazione della mostra sarà venerdì 27 dicembre alle ore 11. L’esposizione sarà visitabile, a ingresso libero, fino a lunedì 6 gennaio tutti i giorni dalle ore 16 alle ore 18.30. In seguito nei weekend fino a domenica 1 marzo 2020.

Mercoledì 1 gennaio è organizzata una visita guidata con lettura animata della mostra, con merenda e brindisi di inizio anno. Scopri di più cliccando qui.

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Un’indispensabile premessa a questa piccola ricostruzione dell’archeologia delle calze è relativa al fatto che nell’antichità gli indumenti utilizzati per proteggere dal freddo i piedi e le gambe erano per lo più gambali, atti a coprire tutta la gamba, oltre ai piedi, oppure ghette, prive di copertura per il piede, che venivano abbinate a calzature imbottite.

I primi antenati delle calze che si conoscano sono i calzoni abbinati a calzature imbottite indossati dall’Uomo dei Ghiacci, il famoso Öetzi rinvenuto sulle montagne dell’Alto Adige. Questo montanaro del 3300 a.C. indossava sulle gambe robuste ghette in cuoio di capra, mentre ai piedi portava calzature in cuoio imbottite di fieno.

Ancora dai ghiacci dell’Alto Adige, e precisamente dalle Vedrette di Ries, ci vengono resti di calze di lana dell’età del Ferro, databili al VII secolo a.C., che si avvicinano molto come forma ai calzettoni da montagna di oggi, anche se la parte che copre la gamba e quella che copre il piede sono ancora separate. Questi calzettoni sono stati tessuti manualmente al telaio verticale con lana caprina. Presentano foggia del tutto analoga anche i gambali abbinati a calze con suola rinforzata rinvenuti in una sepoltura femminile del II secolo a.C. in Francia a Les Martres de Veyre.

Per trovare delle calze lavorate a maglia, proprio come quelle realizzate dalle nostre nonne, dobbiamo aspettare il II secolo d.C. e spostarci nell’antico Egitto, dove in diverse tombe sono stati rinvenuti calzini, che mostrano un gusto moderno e vivace nell’uso di colori e fantasie a righe. Queste sorta di babbucce presentano la sede modellata per l’alluce, dettaglio che si ritrova a distanza di millenni anche in modelli attuali.

In epoca greco-romana erano utilizzati soprattutto nell’esercito i tibiales, fasce di tessuto di lana, arrotolate intorno alla gamba e sorrette da cinturini e legacci di cuoio, che non coprivano però il piede. Questo indumento venne nella tarda romanità sostituito da veri e propri calzoni, le bracae, mutate dai Barbari delle province nordiche, molto più efficaci per proteggere dal freddo, e spesso strutturati come pesanti calzamaglie, in modo da prevedere anche la copertura del piede.

Testo a cura di Elena Poletti, Civico Museo Archeologico Mergozzo

 

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    Alle ore 21 di sabato 21 agosto spazio al teatro e alla leggerezza con uno degli autori comici più apprezzati del panorama nazionale. Maurizio Lastrico, ex volto di Zelig, torna sul palco dal vivo con Nel mezzo del casin di nostra vita, per celebrare Dante a 700 anni dalla sua morte.

    Uno spettacolo che diventa una festa, dove non mancheranno le sue celebri divine commedie rivisitate in chiave moderna ed i suoi monologhi di ricerca comica. Il comico ed il bello si fondono così nella dimensione più vera del teatro: un modo antico e universale per celebrare Dante e la lingua italiana con leggerezza ed intelligenza.
    La serata è una co-produzione di Sentieri e Pensieri e Borgate dal Vivo.


    Posti limitati. Prenotazione del posto fortemente consigliata.
    Prenota qui entro le ore 10 di sabato 21 agosto.


    MAURIZIO LASTRICO (1994), nasce a Genova nel 1979.
    Si diploma come attore nel 2006 presso la scuola del Teatro Stabile di Genova, lavorando poi in produzioni dello stesso.
    All’attività di attore affianca anche quella di comico e cabarettista.
    Nel 2009 è in onda su Canale 5 a Zelig Off proponendo una Divina Commedia rivisitata, temi di vita quotidiana in lingua dantesca.
    Nel 2010 al 2016 è fisso in prima serata a Zelig sempre su Canale 5.
    In questi anni inizia a girare l’Italia con due sue tournée di spettacolo di cabaret, nel 2010/2011 Quando fai qualcosa in giro dimmelo e nel 2013 Facciamo che io ero io con regia di Gioele Dix.
    Ha un cameo in Sole a catinelle, film del 2013 di Checco Zalone.
    Nel 2017 è nel cast di Tutto può succedere con il personaggio di Elia, regia di Lucio Pelegrini; nello stesso anno è in teatro come protagonista ne Il Bugiardo di Carlo Goldoni, regia di Binasco.
    Nel 2019 è Andrea in Io sono Mia, film biografico su Mia Martini, regia di Riccardo Donna.
    Nel 2018/2019 è uno dei protagonisti dell’undicesima stagione di Don Matteo nel ruolo del P.M. Marco Nardi. Sempre nel 2018 è Filippo in Made in Italy produzione Amazon/Mediaset, regia di A. Panini e L. Lucini. Nel 2019/2020 è nella dodicesima stagione di “Don Matteo, sempre nel ruolo del P.M. Marco Nardi. Nel 2021 è impegnato nel ruolo di Simone nel film America Latina regia Fabio e Damiano D’Innocenzo e in Fedeltà, serie Netflix con la regia di A. Molaioli.
    Nel 2021/2022 Maurizio Lastrico è ancora il P.M. Marco Nardi nella tredicesima stagione di Don Matteo.

    NEL MEZZO DEL CASIN DI NOSTRA VITA
    Maurizio Lastrico ritorna su un palco dal vivo per celebrare Dante a 700 anni dalla sua morte, ma anche il rinnovato incontro con il pubblico.
    Una festa dove non mancheranno le sue celebri divine commedie rivisitate in chiave moderna ed i suoi monologhi di ricerca comica. Un po’ giullare, un po’ narratore: una miscela coinvolgente ed intensa che trova nel teatro la sua vera vita.
    Il comico ed il bello si fondono nella dimensione più vera del teatro: un modo antico e universale per celebrare Dante e la lingua italiana con leggerezza ed intelligenza.
    E quindi (ri)usciamo tutti a riveder il teatro.