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Sentieri e Pensieri: Francesco Vecchi

20-08-2021 21:00 - 20-08-2021 22:30

 A Santa Maria Maggiore da giovedì 19 a martedì 25 agosto 2021 (con un’originale anteprima mercoledì 18) torna per il nono anno consecutivo Sentieri e Pensieri, il festival letterario sotto la Direzione Artistica di Bruno Gambarotta.  

Molti, anche in questa edizione, i protagonisti che andranno a comporre il ricchissimo calendario di Sentieri e Pensieri, tutti a ingresso gratuito. Sostenuta e fortemente voluta dal Comune di Santa Maria Maggiore, la rassegna Sentieri e Pensieri propone incontri con i protagonisti della cultura, della letteratura, dello sport e dello spettacolo, presentazioni di libri e interviste. Per tutta la durata dell’evento sarà inoltre allestito un bookshop, gestito dall’Associazione Libriamoci degli editori e dei librai del Verbano Cusio Ossola. Anche nel 2021 la sede principale rimarrà l’incantevole cornice del Parco di Villa Antonia, luogo ideale per poter garantire il giusto distanziamento fisico ed il rispetto di tutte le norme sanitarie e di sicurezza.
Scopri qui il protocollo organizzativo e sanitario di Sentieri e Pensieri 2021.


Alle ore 21 di venerdì 20 agosto il palco di Santa Maria Maggiore ospita il giornalista Francesco Vecchi, conduttore di Mattino Cinque, il programma quotidiano di Canale 5. Gli scrocconi è il titolo del suo ultimo libro edito da Piemme; a dialogare con lui sarà Marco Graziano, giornalista delle reti Mediaset.

Un libro che nasce da una domanda che non si può più ignorare: potremo tornare al livello di benessere che abbiamo raggiunto e mantenere i diritti che consideriamo acquisiti se tutto il peso poggia sulle spalle di pochi?


Posti limitati. Prenotazione del posto fortemente consigliata.
Prenota qui entro le ore 10 di venerdì 20 agosto.


FRANCESCO VECCHI, laureato in Discipline Economiche e Sociali all’Università Bocconi, dopo aver lavorato al TGcom24 e al TG5, dal 2016 conduce Mattino Cinque, il programma quotidiano del mattino di Canale 5. È autore dello spettacolo teatrale Spredica e di due romanzi. Con il primo, Avrà l’odore delle cose nuove, ha vinto il Premio Internazionale Città di Cattolica e il Premio per la Cultura Mediterranea. Con il secondo, Il Grande Rudi, ha vinto il Premio Speciale Montefiore Romanzo dell’anno. Nel 2019 ha pubblicato il libro per bambini La vera storia del lupo cattivo. Sempre nel 2019 è uscito con Piemme I figli del debito. Come i nostri padri ci hanno rubato il futuro..

GLI SCROCCONI
PER OGNI ITALIANO CHE LAVORA, DIECI VIVONO ALLE SUE SPALLE

«Questo libro nasce da una domanda che non si può più ignorare: potremo tornare al livello di benessere che abbiamo raggiunto e mantenere i diritti che consideriamo acquisiti se tutto il peso poggia sulle spalle di pochi?» In Italia vivere sulle spalle degli altri è piuttosto semplice. Sono moltissimi quelli che scelgono di non lavorare, oppure di farlo ma senza dichiararlo. Sono quelli che non fanno mai la loro parte, che alzano le mani quando c’è da saldare i conti. Sanità, scuole, pensioni: per loro è tutto gratis. Bonus, aiuti e sgravi fiscali: un tesoretto da arraffare. È giunto il momento di chiamarli con il loro nome, Gli scrocconi. In questo libro tagliente e documentatissimo, Francesco Vecchi dimostra che gli scrocconi si moltiplicano mentre il nostro paese, con i suoi 60 milioni di abitanti, si regge ormai su un manipolo di italiani operosi che “tirano la carretta” per tutti: 5 milioni di individui che si spaccano la schiena e che dallo stato ricevono molto meno di quanto versino in tasse (di solito, almeno la metà dei redditi). Tra sgobboni e scrocconi c’è naturalmente un’ampia via di mezzo, fatta di onesti lavoratori, disoccupati veri e famiglie in reale difficoltà. Ma in un paese che non sa distinguere tra chi è davvero povero e chi no, anche le misure di giustizia sociale rischiano di alimentare nuova iniquità: iniquità nel premiare il merito, iniquità nel distribuire i carichi, iniquità nel chiedere sacrifici. Ora che la pandemia di Covid-19 rischia di spezzare la schiena produttiva del paese, l’esigenza di un fisco finalmente equo e sensato è più pressante di qualsiasi altra. Redistribuire gli oneri dell’attività economica è urgente tanto quanto la lotta alla povertà, che spesso è solo la maschera del lavoro nero e dell’elusione fiscale. Certo, per i politici è più facile promettere redditi, assegni, bonus e altri aiutini. Ma non potremo mai più aiutare nessuno se gli italiani che lavorano e pagano le tasse si avviano all’estinzione.

«Se sono così tanti gli Italiani che non lavorano, se sono così tanti quelli che lavorano ma non pagano le tasse, potremo mai salvarci?»
«Tra i 35.000 e i 100.000 euro di reddito annuo ci sono poco meno di 5 milioni di cittadini. È questo il nocciolo duro del Paese. È su questo che si appoggia tutta la baracca.»