Per la 43esima edizione del Raduno Internazionale saranno oltre 1400 gli spazzacamini che, in abito da lavoro (tutti neri, tranne quelli della delegazione olandese, che sfilano da sempre con la propria divisa di un candido bianco) e muniti di attrezzi del mestiere, con i volti sporchi di fuliggine, torneranno nel capoluogo della Valle Vigezzo per la tradizionale, vivace e coloratissima parata che prenderà avvio alle ore 10 di domenica 6 settembre.
Un evento in grado di unire popoli e culture, una manifestazione corale che dovrà però rinunciare ancora una volta alla presenza di Russia, Lituania, Ucraina e Moldavia, a ricordare quanto il conflitto alle porte dell’Europa non cessi di compromettere la pace nel Vecchio Continente.
Nonostante queste defezioni, il Raduno potrà contare su un numero importante di partecipanti: tra le nazioni con più uomini neri in parata la Germania (da anni la compagine più numerosa), la vicina Svizzera, e poi Danimarca, Svezia e Austria. Non mancherà la consueta delegazione di “Chimney Sweeps” dagli Stati Uniti d’America, mentre per il primo anno due rappresentative arriveranno dal Montenegro e dalla Macedonia del Nord.
L’appuntamento clou, come in ogni edizione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino, è infatti la grande parata della domenica mattina: le varie delegazioni – alternate a gruppi e bandelle musicali – sfileranno attraverso le vie di Santa Maria Maggiore, passando dalla suggestiva Piazza Risorgimento, dove verranno presentate a pubblico ed autorità.
Quest’anno, per la prima volta nella storia del Raduno, ad aprire il corteo sarà lo scenografico Gruppo Folkloristico Frustatori di Ferno (VA) il cui spettacolo affascina per l’abile “gioco” di fruste – con il ciocchino (il punto terminale della frusta) che supera il muro del suono producendo schiocchi secchi e netti – che richiama l’antica usanza dei carrettieri di far schioccare le loro fruste per attirare l’attenzione degli animali da traino.
La sfilata terminerà con la rievocazione storica della pulitura dei camini in Piazza Risorgimento. Il tetto del Centro Culturale Vecchio Municipio e quello di Villa Antonia, sede del Comune di Santa Maria Maggiore, si popoleranno di spazzacamini che, con gli antichi attrezzi del mestiere – la raspa, una spatola di ferro col manico ad uncino da appendere alla cintura; il riccio, insieme di lamelle a raggiera ricavate dalle molle di sveglie e orologi da campanile; la squareta, bastone allungabile alla cui sommità si agganciava il riccio; il brischetin; lo scopino; una lunga fune; dei pesi; il sach, sacco per riporre la fuliggine – rievocheranno i rüsca di un tempo. E nell’aria riecheggerà il Taròm, il gergo dello spazzacamino.
L’edizione 2026 è realizzata con il prezioso sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, del Museo Regionale dell’emigrazione vigezzina nel mondo, con il contributo di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale e Fondazione BPN per il territorio e con la collaborazione dell’Associazione Musei dell’Ossola, dei Comuni della Valle Vigezzo, del Comune di Orta San Giulio, del Gruppo AIB della Valle Vigezzo.