MATTHIAS MARTELLI (Urbino, 1986) è attore, drammaturgo, regista, giullare. Con il suo primo spettacolo, Il Mercante di Monologhi, realizza oltre 300 repliche e vince diversi premi nazionali. Con Mistero buffo del Premio Nobel Dario Fo, per la regia di Eugenio Allegri, calca i più importanti palcoscenici italiani e internazionali.
Scrive e interpreta numerosi spettacoli per i principali Teatri Stabili italiani, tra cui Raffaello il figlio del vento, Dante fra le fiamme e le stelle, FRED! (con la regia di Arturo Brachetti), Eretici, il fuoco degli spiriti liberi.
Vincitore del Premio Nazionale di Cultura Frontino-Montefeltro, è autore di conferenze d’attore come The Universal Language of Dario Fo, presentata alla Chapman University in California. A maggio 2026 ha debuttato con Lu Santo Jullare Francesco di Dario Fo, coprodotto dal Teatro Stabile di Torino e dal Teatro Stabile dell’Umbria.
Lo trovate in giro, vivo, con oltre cento repliche all’anno, fra teatri e piazze del pianeta.
IL GIULLARE RIBELLE
Vita apocrifa di Dario Fo
A distanza di cento anni dalla sua nascita, e di dieci dalla sua morte, Dario Fo, ultimo italiano a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura, rimane ancora nell’immaginario comune un genio, un artista incontenibile, un riferimento libero e spesso lucidissimo nel dibattito intellettuale, sociale e politico.
Per chi vive di teatro, però, rappresenta soprattutto un maestro che – assieme a Franca Rame, sua compagna di tutta una vita – ha solcato un impareggiabile percorso creativo, donandosi con generosità al pubblico e ai tanti attori e autori venuti dopo di lui.
Matthias Martelli ha nove anni quando vede per la prima volta una vecchia registrazione di Mistero buffo alla Tv: è una folgorazione, ed è a Fo e a quello spettacolo che Martelli tornerà anni dopo, quando prenderà il volo la sua vivace carriera sul palcoscenico.
Mosso dallo stesso slancio, con la devozione dell’allievo e l’autorevolezza dell’artista, Matthias Martelli scrive una biografia di Dario Fo in cui la sua vita eclettica – dall’infanzia tra i fabulatori del Lago Maggiore al clamoroso riconoscimento internazionale – prende forma in un racconto vivido, capace di restituire tutta la potenza artistica, civile e umana del «giullare ribelle». È una tradizione teatrale colta, gioiosa, popolare e sovversiva quella che si riaccende in queste pagine, lasciando risuonare una voce che, oggi più che mai, abbiamo bisogno di riascoltare.
Ecco, io nel raccontarvi la storia rutilante di Dario Fo, sarò l’ubriaco.
Non un narratore freddo e distaccato, piuttosto colui che, inebriato dall’arte del più grande giullare di sempre, salterà entusiasta sul palco di queste pagine, gridando:
«Voglio raccontarvi della ciucca bellissima che mi sono preso!»
ph credit Archivio Eugenio Allegri