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Calendario eventi

< 2022 >
Settembre

Da sabato 9 luglio presso il Museo dello Spazzacamino è visitabile l’esposizione delle tavole originali delle illustrazioni dell’artista Caterina Gomirato inserite nel volume “…e poi ecco la terra! Storie di emigrazione”.

Le tavole originali di Caterina Gomirato saranno esposte fino a lunedì 5 settembre e saranno visitabili dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18. La mostra sarà visitabile anche lunedì 5 settembre, per l’apertura straordinaria del Museo in occasione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino.

Il volume “…e poi ecco la terra! Storie di emigrazione”, terzo della serie “I quaderni del museo” a cura del Museo Regionale dell’emigrazione Vigezzina nel Mondo realizzato in collaborazione con Interreg DI-Se è la raccolta dei racconti vincitori e finalisti del “Premio Letterario Internazionale Andrea Testore Plinio Martini – Salviamo la Montagna – sezione emigrazione”.

Caterina Gomirato si diploma in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove integra la sua formazione seguendo anche corsi di pittura. Successivamente, grazie a una borsa di studio, lavora a Vienna nel laboratorio di scenografia ‘Art for Art’ Theater Service GHmb, in qualità di pittrice di scena. Contemporaneamente partecipa a diversi concorsi, a mostre personali e collettive. Collabora con associazioni artistiche e culturali. La sua ricerca artistica mantiene un’evidente impostazione scenografica e si concretizza in composizioni astratte grafico-pittoriche essenziali. Altro elemento fondamentale del procedimento artistico e della poetica è l’interesse per la musica Jazz in particolare nelle sue caratteristiche di sospensione, frammentazione, silenzio e asimmetria.
www.caterinagomirato.it

Il volume sarà presentato venerdì 8 luglio alle ore 18.

 

Da domenica 10 luglio a domenica 4 settembre al Centro Culturale Vecchio Municipio è aperta la mostra “Paesaggi come luoghi dell’anima. L’opera di Aldo Cerchiari: gli anni con Lucio Fontana e Bruno Munari”, visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

Aldo Libertario – come a indicare uno spirito libero e di stampo anarchico – nasce a Padova il 12 maggio 1906. Dopo vari spostamenti in Veneto e in Italia al seguito del padre Luigi, avvocato, scrittore, e inventore, agli inizi del decennio Venti la famiglia Cerchiari approda a Milano. Qui Aldo è iscritto al Liceo Classico Berchet, e quindi affianca il padre nella propria attività editoriale, avviata anche grazie alla stretta amicizia con la famiglia Hoepli. Appena sedicenne, però, Aldo si trova a dover provvedere alla famiglia, dato che Luigi lascia la moglie, Leonia Zonaro. È proprio Leonia, appassionata pittrice dilettante, a fornire al figlio Aldo i primi rudimenti della tecnica a olio e a soddisfare così un’urgenza forte, alla quale può inizialmente dedicarsi, per gli impegni di lavoro, solo parzialmente. La famiglia materna, originaria di Masi, nel padovano, annovera anche uno zio scultore, Adamo, e Fausto, pittore di corte del sultano di Turchia a cavallo tra XIX e XX secolo e stimato professionista dopo il rientro in Italia.
Intraprendente e determinato, Aldo lavora per alcune case editrici, collaborando a numerose pubblicazioni, tra cui l’Enciclopedia Moderna Italiana edita da Sonzogno e scritta a quattro mani con Edgardo Baldi; mette poi a punto, e dirige dal 1938 al 1949, un’ambiziosa Enciclopedia, di moderna concezione, per la casa editrice Hoepli, mentre in parallelo sviluppa un’intensa attività sportiva come schermidore, ottenendo titoli e partecipando alla squadra nazionale coi fratelli Mangiarotti. Durante la ricerca di collaboratori per l’Enciclopedia Hoepli incontra nel 1944 Elda Necchi, laureanda in Storia dell’Arte, con la quale si sposa nel maggio del 1945 a Bellagio, dove la Hoepli è sfollata. La coppia torna a Milano e, pur nelle difficoltà dell’immediato dopoguerra, vive il clima stimolante, fatto di incontri e confronti, di una città che sta rinascendo. Ben presto il salotto della loro casa diventa un luogo frequentato da artisti: Bruno Munari, intimo amico, Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Roberto Crippa, Gianni Dova, Piero Manzoni, Aligi Sassu. Dal 1958 Aldo dipinge ed espone in Italia e all’estero, alternando momenti di feconda produzione ad altri di stasi, causati da una malattia che lo conduce alla morte, sopraggiunta il 15 ottobre 1971.

ALDO CERCHIARI – OPERA PITTORICA

È la natura, e in particolare il paesaggio, l’oggetto della costante, approfondita ricerca di Aldo Cerchiari. Un paesaggio che diventa risonanza del sentire, strumento per sondare e tentare di comprendere il proprio animo.
Gli inizi del suo percorso pittorico sono figurativi, attenti anche alle ricerche di altri artisti italiani e stranieri. Dopo un lungo apprendistato, che lo ha spinto a sperimentare forme e colori in disegni di varie dimensioni, alcuni anche piccolissimi, veri e propri appunti, Aldo inizia a dipingere a olio.
La sua indagine, seguendo un doppio binario, lo porta da un lato alla pittura figurativa, e dall’altro, osservando la natura quasi in una sorta di zoom, a cogliere l’essenziale e a raggiungere l’astrazione. In questi lavori i titoli diventano una chiave interpretativa, rimandando a luoghi legati alla sua vicenda personale, così come lo sono quelli delle serie che indicano i temi ricorrenti della sua ricerca: Segni del tempo, Orizzonti, Atmosfere, Il silenzio.
Nei dipinti degli anni Cinquanta e Sessanta la tavolozza è ridotta, spesso addirittura quasi monocroma; la materia è corposa, fortemente tattile, talvolta ottenuta con la mescolanza di colle e sabbia, per realizzare un effetto quasi tridimensionale. Negli ultimi dipinti, invece, tutto si fa più rarefatto: la tavolozza si schiarisce e la pennellata è più scarna, quasi trasparente.
La natura, nella sua ampia opera, è indagata con occhio attento, pronto a cogliere e a suggerire sensazioni ed emozioni:sono i contrasti della terra riarsa dell’isola siciliana di Panarea e la sua luce abbacinante, è l’atmosfera argentea della laguna, è la linearità della pianura padana, con le sue luminosità traslucide ed evanescenti.

La mostra, a cura di Mariateresa Chirico, sarà inaugurata sabato 9 luglio alle ore 17.30 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio.

Da sabato 10 settembre a martedì 1 novembre la mostra è aperta il sabato, la domenica e i festivi, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

 

Da sabato 9 luglio presso il Museo dello Spazzacamino è visitabile l’esposizione delle tavole originali delle illustrazioni dell’artista Caterina Gomirato inserite nel volume “…e poi ecco la terra! Storie di emigrazione”.

Le tavole originali di Caterina Gomirato saranno esposte fino a lunedì 5 settembre e saranno visitabili dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18. La mostra sarà visitabile anche lunedì 5 settembre, per l’apertura straordinaria del Museo in occasione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino.

Il volume “…e poi ecco la terra! Storie di emigrazione”, terzo della serie “I quaderni del museo” a cura del Museo Regionale dell’emigrazione Vigezzina nel Mondo realizzato in collaborazione con Interreg DI-Se è la raccolta dei racconti vincitori e finalisti del “Premio Letterario Internazionale Andrea Testore Plinio Martini – Salviamo la Montagna – sezione emigrazione”.

Caterina Gomirato si diploma in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove integra la sua formazione seguendo anche corsi di pittura. Successivamente, grazie a una borsa di studio, lavora a Vienna nel laboratorio di scenografia ‘Art for Art’ Theater Service GHmb, in qualità di pittrice di scena. Contemporaneamente partecipa a diversi concorsi, a mostre personali e collettive. Collabora con associazioni artistiche e culturali. La sua ricerca artistica mantiene un’evidente impostazione scenografica e si concretizza in composizioni astratte grafico-pittoriche essenziali. Altro elemento fondamentale del procedimento artistico e della poetica è l’interesse per la musica Jazz in particolare nelle sue caratteristiche di sospensione, frammentazione, silenzio e asimmetria.
www.caterinagomirato.it

Il volume sarà presentato venerdì 8 luglio alle ore 18.

 

Da domenica 10 luglio a domenica 4 settembre al Centro Culturale Vecchio Municipio è aperta la mostra “Paesaggi come luoghi dell’anima. L’opera di Aldo Cerchiari: gli anni con Lucio Fontana e Bruno Munari”, visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

Aldo Libertario – come a indicare uno spirito libero e di stampo anarchico – nasce a Padova il 12 maggio 1906. Dopo vari spostamenti in Veneto e in Italia al seguito del padre Luigi, avvocato, scrittore, e inventore, agli inizi del decennio Venti la famiglia Cerchiari approda a Milano. Qui Aldo è iscritto al Liceo Classico Berchet, e quindi affianca il padre nella propria attività editoriale, avviata anche grazie alla stretta amicizia con la famiglia Hoepli. Appena sedicenne, però, Aldo si trova a dover provvedere alla famiglia, dato che Luigi lascia la moglie, Leonia Zonaro. È proprio Leonia, appassionata pittrice dilettante, a fornire al figlio Aldo i primi rudimenti della tecnica a olio e a soddisfare così un’urgenza forte, alla quale può inizialmente dedicarsi, per gli impegni di lavoro, solo parzialmente. La famiglia materna, originaria di Masi, nel padovano, annovera anche uno zio scultore, Adamo, e Fausto, pittore di corte del sultano di Turchia a cavallo tra XIX e XX secolo e stimato professionista dopo il rientro in Italia.
Intraprendente e determinato, Aldo lavora per alcune case editrici, collaborando a numerose pubblicazioni, tra cui l’Enciclopedia Moderna Italiana edita da Sonzogno e scritta a quattro mani con Edgardo Baldi; mette poi a punto, e dirige dal 1938 al 1949, un’ambiziosa Enciclopedia, di moderna concezione, per la casa editrice Hoepli, mentre in parallelo sviluppa un’intensa attività sportiva come schermidore, ottenendo titoli e partecipando alla squadra nazionale coi fratelli Mangiarotti. Durante la ricerca di collaboratori per l’Enciclopedia Hoepli incontra nel 1944 Elda Necchi, laureanda in Storia dell’Arte, con la quale si sposa nel maggio del 1945 a Bellagio, dove la Hoepli è sfollata. La coppia torna a Milano e, pur nelle difficoltà dell’immediato dopoguerra, vive il clima stimolante, fatto di incontri e confronti, di una città che sta rinascendo. Ben presto il salotto della loro casa diventa un luogo frequentato da artisti: Bruno Munari, intimo amico, Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Roberto Crippa, Gianni Dova, Piero Manzoni, Aligi Sassu. Dal 1958 Aldo dipinge ed espone in Italia e all’estero, alternando momenti di feconda produzione ad altri di stasi, causati da una malattia che lo conduce alla morte, sopraggiunta il 15 ottobre 1971.

ALDO CERCHIARI – OPERA PITTORICA

È la natura, e in particolare il paesaggio, l’oggetto della costante, approfondita ricerca di Aldo Cerchiari. Un paesaggio che diventa risonanza del sentire, strumento per sondare e tentare di comprendere il proprio animo.
Gli inizi del suo percorso pittorico sono figurativi, attenti anche alle ricerche di altri artisti italiani e stranieri. Dopo un lungo apprendistato, che lo ha spinto a sperimentare forme e colori in disegni di varie dimensioni, alcuni anche piccolissimi, veri e propri appunti, Aldo inizia a dipingere a olio.
La sua indagine, seguendo un doppio binario, lo porta da un lato alla pittura figurativa, e dall’altro, osservando la natura quasi in una sorta di zoom, a cogliere l’essenziale e a raggiungere l’astrazione. In questi lavori i titoli diventano una chiave interpretativa, rimandando a luoghi legati alla sua vicenda personale, così come lo sono quelli delle serie che indicano i temi ricorrenti della sua ricerca: Segni del tempo, Orizzonti, Atmosfere, Il silenzio.
Nei dipinti degli anni Cinquanta e Sessanta la tavolozza è ridotta, spesso addirittura quasi monocroma; la materia è corposa, fortemente tattile, talvolta ottenuta con la mescolanza di colle e sabbia, per realizzare un effetto quasi tridimensionale. Negli ultimi dipinti, invece, tutto si fa più rarefatto: la tavolozza si schiarisce e la pennellata è più scarna, quasi trasparente.
La natura, nella sua ampia opera, è indagata con occhio attento, pronto a cogliere e a suggerire sensazioni ed emozioni:sono i contrasti della terra riarsa dell’isola siciliana di Panarea e la sua luce abbacinante, è l’atmosfera argentea della laguna, è la linearità della pianura padana, con le sue luminosità traslucide ed evanescenti.

La mostra, a cura di Mariateresa Chirico, sarà inaugurata sabato 9 luglio alle ore 17.30 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio.

Da sabato 10 settembre a martedì 1 novembre la mostra è aperta il sabato, la domenica e i festivi, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

 

Santa Maria Maggiore - Raduno Internazionale dello Spazzacamino - ph. Massimo Bertina

Dopo due anni di stop, dal 2 al 5 settembre 2022 torna il Raduno Internazionale dello Spazzacamino: evento clou la sfilata di domenica 4 a Santa Maria Maggiore, con oltre 900 spazzacamini provenienti da tutto il mondo. Per il Sindaco di Santa Maria Maggiore, Claudio Cottini, “vuole essere anche un messaggio di pace”.


***ATTENZIONE: CAUSA PREVISIONI METEO NEGATIVE, LA NOTTE NERA PREVISTA VENERDÌ A PARTIRE DALLE ORE 21 È ANNULLATA***

I PROGRAMMI DI SABATO E DI DOMENICA SONO INVECE CONFERMATI.


È ufficiale: dopo due anni senza gli uomini neri, Santa Maria Maggiore si riappropria dell’ultimo evento che il Covid-19 aveva cancellato dal ricco calendario del capoluogo vigezzino. Da venerdì 2 a lunedì 5 settembre 2022 si svolgerà l’attesissima 39^ edizione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino, uno degli appuntamenti storici del Piemonte. Ricordi, musica, tradizionali racconti e la suggestiva sfilata con centinaia di spazzacamini da tutto il mondo, che ritornano ogni anno nella loro patria d’origine, la Valle Vigezzo.

Nonostante i due anni di pausa causati dalla pandemia, le grandi incertezze di questa fase storica e il dramma bellico che sta ancora coinvolgendo i confini est dell’Europa, il Raduno Internazionale dello Spazzacamino, forse proprio per il suo forte valore simbolico di unione tra popoli, torna per la sua 39esima edizione con un numero altissimo di uomini neri attesi dal 2 al 5 settembre nella loro culla, Santa Maria Maggiore, in Valle Vigezzo, la valle degli spazzacamini appunto.

LA STORIA DEL MESTIERE, LA STORIA DEL RADUNO

La storia del Raduno Internazionale dello Spazzacamino ha radici profonde, in Valle Vigezzo. Da questa valle alpina al confine con la Svizzera intere generazioni di emigranti spazzacamini partirono lungo i sentieri che portavano verso Francia, Germania, Austria ed Olanda e i loro sacrifici furono enormi, ma è nel 1800 che lo sfruttamento dei bambini scrisse una delle pagine più drammatiche di questo rapporto tra uomo e fuliggine.

Il piccolo spazzacamino del monumento di Malesco, paese più popoloso della vallata piemontese, ne è forse il simbolo più rappresentativo. Si tratta di Faustino Cappini, originario di Re, altro paese della stessa valle, che, terminata la pulizia di un camino, alzò le mani per dimostrare di aver portato a termine il lavoro: sfiorando i fili dell’alta tensione il piccolo morì fulminato.

Un mestiere antico, quello dello spazzacamino, oggi celebrato grazie ad un evento unico al mondo in grado di richiamare ogni anno migliaia di visitatori da tutta Italia e non solo: occorre però mettere da parte l’immagine un po’ poetica e scanzonata dello spazzacamino Bert interpretato da Dick Van Dyke nel film Mary Poppins.

Il Raduno Internazionale dello Spazzacamino regala in realtà atmosfere ben diverse, che vogliono celebrare l’autenticità di un mestiere oggi tutelato e moderno, ma nel recente passato legato anche a vicende drammatiche, raccontate nel multimediale Museo dello Spazzacamino.
Per molto tempo la vita dello spazzacamino fu davvero durissima, non deve dunque meravigliare se generazioni intere di fumisti hanno scelto di dimenticare: sono dovuti trascorrere decenni prima che dalla rimozione si potesse passare alla celebrazione, con il desiderio di rendere onore agli avi, alla loro fatica e ai loro sacrifici. Così, all’inizio degli anni Ottanta, il primo raduno vide sfilare a Santa Maria Maggiore una trentina di persone: negli anni la crescita è stata esponenziale, fino a raggiungere anche 1200 spazzacamini in sfilata. Il brusco stop causato dalla pandemia ha per la prima volta interrotto il fiume di uomini neri proveniente da ogni angolo del mondo, ma l’orgoglio della tradizione riporterà a settembre centinaia di spazzacamini, dall’America fino al cuore dell’Europa.


Torna a visitare Santa Maria Maggiore in autunno, scopri il foliage in Valle Vigezzo.


IL RADUNO DELLO SPAZZACAMINO 2022

Oltre 900 gli spazzacamini che, accompagnati dagli attrezzi del mestiere, colorati di fuliggine sui volti e con gli abiti di lavoro tradizionali (tutti neri, tranne per la delegazione olandese, che si differenzia da sempre con la propria divisa di un candido bianco), torneranno in Italia da tutto il mondo: un evento in grado di unire popoli e culture, che mai come quest’anno, dopo una pandemia e con una guerra alle porte dell’Europa (senza dimenticare i quasi 60 conflitti che stanno flagellando ogni angolo del globo) assume davvero un significato prezioso.

Gli spazzacamini scelgono una particolare vallata italiana, la Val Vigezzo, la valle degli spazzacamini: da qui emigranti vigezzini, giovani e giovanissimi, partirono alla ricerca di fortuna e di lavoro, non solo nelle pianure del Nord Italia, ma anche e soprattutto all’estero.
Oggi il Raduno, giunto alla 39esima edizione, è uno degli eventi tradizionali più amati del nord Italia. Saranno venti le Nazioni rappresentate quest’anno, con due new entry, Croazia e Bulgaria, che per la prima volta saranno presenti con una propria delegazione di fumisti.
Germania, Svizzera, Danimarca, Svezia e Finlandia le nazioni più rappresentate nella grande sfilata che prenderà avvio alle ore 10 di domenica 4 settembre (sarà possibile raggiungere Santa Maria Maggiore da Domodossola e da Locarno a bordo dei treni della Ferrovia Vigezzina-Centovalli senza problemi di traffico e parcheggio, info su www.vigezzinacentovalli.com – prenotazione fortemente consigliata).

Lo storico evento è organizzato dall’Associazione Nazionale Spazzacamini con la collaborazione del Comune di Santa Maria Maggiore e della Pro Loco di Santa Maria Maggiore.
L’edizione 2022 è realizzata con il prezioso sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, del Museo Regionale dell’emigrazione vigezzina nel mondo e del Consiglio Regionale del Piemonte, con il patrocinio della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, con il contributo di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale e Fondazione BPN per il territorio e con la collaborazione dell’Associazione Musei dell’Ossola.

Tradizioni, storie autentiche e dai risvolti a volte drammatici che possono e devono essere riscoperte (anche grazie alla visita al Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, che ogni anno accoglie più di 10.000 visitatori), colori e profumi di un tempo, un salto nel passato ed anche nel futuro di un mestiere importante e oggi tutelato. Insieme ad un pizzico di goliardia e divertimento, un mix di ingredienti che consente al Raduno Internazionale dello Spazzacamino di rinnovare ogni anno la magia e suggestione di un evento unico al mondo.

Siamo felici di poter tornare ad organizzare a Santa Maria Maggiore il Raduno Internazionale dello Spazzacamino, la cui ultima edizione si è tenuta a cavallo tra agosto e settembre del 2019: ora è arrivato il momento di tornare a celebrare questa occasione di incontro, così sentita e così legata alla cultura e alla storia della valle degli spazzacamini. Non sappiamo quale sarà la risposta delle delegazioni internazionali, molto dipenderà da quanto guerra e pandemia condizioneranno ancora i prossimi tempi: noi metteremo in campo come sempre ogni sforzo per organizzare al meglio l’evento, nel rispetto delle normative che caratterizzeranno i prossimi mesi, ma anche con grande fiducia e con il desiderio di tornare a vivere in sicurezza una manifestazione unica al mondo.

Livio Milani, Presidente dell’Associazione Nazionale Spazzacamini


Le celebrazioni per il mese dedicato agli spazzacamini proseguono sabato 17 settembre con un laboratorio per bimbi a tema. Clicca qui per i dettagli.


Di seguito il programma dettagliato della 39esima edizione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino.

Venerdì 2 settembre
SANTA MARIA MAGGIORE

  • ore 15.00 Pomeriggio di accoglienza per gli spazzacamini e intrattenimento musicale nel Parco di Villa Antonia
  • ***ATTENZIONE, CAUSA PREVISIONI METEO NEGATIVE LA NOTTE NERA PREVISTA A PARTIRE DALLE ORE 21 È ANNULLATA***

Sabato 3 settembre
MALESCO

  • ore 10.30 Omaggio floreale al Monumento allo Spazzacamino

RE

  • ore 15.30 Saluti e musica nell’area sottostante il Santuario della Madonna del Sangue
  • ore 17.30 Sfilata delle delegazioni di spazzacamini verso il Santuario della Madonna del Sangue
  • ore 18.00 Santa Messa e deposizione di fiori presso la casa natale del piccolo rüska Faustino Cappini

SANTA MARIA MAGGIORE

  • a partire dalle ore 19.00 “Serata in festa” a cura della Pro Loco di Santa Maria Maggiore, Crana e Buttogno: nel Parco di Villa Antonia, accanto alla sede del Museo dello Spazzacamino, sarà attivo un ricco e goloso punto ristoro con piatti tipici e la musica nonstop di DJ Bucaneve fino a tarda notte. Una serata da trascorrere insieme agli spazzacamini, tra balli e buon cibo.
    Ecco i piatti previsti dal punto ristoro della Pro loco:PER SABATO 3 SETTEMBRE DALLE ORE 19 E DOMENICA 4 SETTEMBRE DALLE ORE 12
    PANE € 1
    FORMAGGIO NOSTRANO O GORGONZOLA € 2,50
    TRIPPA € 6
    PASTA RUSTIA € 7
    PASTA AL POMODORO € 5
    PANINO CON PROSCIUTTO CRUDO € 4
    PANINO AL FORMAGGIO € 3,50
    PANINO VIGEZZO € 5
    PANINO CON SALAMELLA € 4
    PATATE FRITTE € 3
    STINCO CON PATATE € 12
    FETTA DI TORTA € 3IN PIU’ PER DOMENICA 4 SETTEMBRE DALLE ORE 12
    POLENTA € 2,50
    POLENTA CON NOSTRANO € 5
    POLENTA CON GORGONZOLA € 5
    POLENTA CON SPEZZATINO € 8
    POLENTA CON SALSICCIA € 5

Domenica 4 settembre
SANTA MARIA MAGGIORE

  • alle ore 10.00 si terrà l’evento clou dell’intera manifestazione: tra le vie e piazze di Santa Maria Maggiore la scenografica sfilata di centinaia di spazzacamini con i loro attrezzi da lavoro, accompagnati da gruppi in costume tradizionale e bande musicali. La parata sarà aperta quest’anno dalla Fanfara della sezione ossolana degli Alpini e dal Gruppo Folkloristico della Valle Vigezzo, che festeggia nel 2022 i 100 anni.
    Le varie delegazioni sfileranno per le vie di Santa Maria Maggiore, passando nella suggestiva Piazza Risorgimento, dove saranno presentate al pubblico, e, dopo un giro completo nel centro storico, termineranno la sfilata in Piazza Gennari.
    Al termine della sfilata, in Piazza Gennari e in Piazza Risorgimento avrà luogo la rievocazione storica della pulitura dei camini con l’utilizzo degli attrezzi che lo spazzacamino usava nei tempi passati: la raspa, una spatola di ferro col manico ad uncino da appendere alla cintura; il riccio, insieme di lamelle a raggiera ricavate dalle molle di sveglie e orologi da campanile; la squareta, bastone allungabile alla cui sommità si agganciava il riccio; il brischetin; lo scopino; una lunga fune; dei pesi; il sach, sacco per riporre la fuliggine. I tetti delle abitazioni di Piazza Risorgimento e Piazza Gennari si popoleranno di spazzacamini che, con i vecchi attrezzi, rievocheranno i rüsca di un tempo nel lavoro di pulitura del camino e nell’aria riecheggerà il Taròm, il gergo dello spazzacamino.
  • Ore 12.00 nel Parco di Villa Antonia apertura punto ristoro a cura della Pro Loco di Santa Maria Maggiore
  • ore 16.00 nel Parco di Villa Antonia concerto dell’Orchestra GMO (Giovani Musicisti Ossolani) diretta da Alberto Lanza
  • ore 17.00 Interviste, premiazioni e ricordi degli Spazzacamini

Lunedì 5 settembre
Spazzacamini in gita alla Piana di Vigezzo

Il lunedì successivo alla sfilata, dopo il grande bagno di folla per le vie di Santa Maria Maggiore, la giornata è dedicata alla scoperta delle bellezze naturali e degli angoli più affascinanti del territorio da parte degli spazzacamini stranieri e non solo.


GUARDA IL VIDEO UFFICIALE DEL RADUNO INTERNAZIONALE DELLO SPAZZACAMINO


La Valle Vigezzo, proprio per la storia secolare legata a questo mestiere, fu addirittura nominata nelle carte geografiche del 1500 come “Valle degli Spazzacamini”: da queste terre di montagna generazioni di emigranti spazzacamini partirono lungo i sentieri che portavano verso Francia, Germania, Austria ed Olanda e i loro sacrifici furono enormi. Nel 1800 lo sfruttamento dei bambini fu una delle pagine più drammatiche di questo rapporto tra uomo e fuliggine.


SCOPRI IL MUSEO DELLO SPAZZACAMINO DI SANTA MARIA MAGGIORE


Tradizioni, storie autentiche e drammatiche che possono e devono essere riscoperte (anche grazie alla visita al Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, che ogni anno accoglie più di 10.000 visitatori), colori e profumi di un tempo, un salto nel passato ed anche nel futuro di un mestiere importante e oggi tutelato. Insieme ad un pizzico di goliardia e divertimento, un mix di ingredienti che consente al Raduno Internazionale dello Spazzacamino di rinnovare ogni anno la magia e suggestione di un evento unico al mondo.

Informazioni e dettagli del programma su www.museospazzacamino.itwww.facebook.com/museospazzacaminowww.instagram.com/museo_spazzacamino.

Seguiteci anche sulle pagine Facebook e Instagram di Santa Maria Maggiore per aggiornamenti e dettagli. Aspettiamo i vostri scatti del 39° Raduno dello Spazzacamino con gli hashtag ufficiali #radunospazzacamino2022 e #soloasanta!

foto slide Massimo Bertina

Da sabato 9 luglio presso il Museo dello Spazzacamino è visitabile l’esposizione delle tavole originali delle illustrazioni dell’artista Caterina Gomirato inserite nel volume “…e poi ecco la terra! Storie di emigrazione”.

Le tavole originali di Caterina Gomirato saranno esposte fino a lunedì 5 settembre e saranno visitabili dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18. La mostra sarà visitabile anche lunedì 5 settembre, per l’apertura straordinaria del Museo in occasione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino.

Il volume “…e poi ecco la terra! Storie di emigrazione”, terzo della serie “I quaderni del museo” a cura del Museo Regionale dell’emigrazione Vigezzina nel Mondo realizzato in collaborazione con Interreg DI-Se è la raccolta dei racconti vincitori e finalisti del “Premio Letterario Internazionale Andrea Testore Plinio Martini – Salviamo la Montagna – sezione emigrazione”.

Caterina Gomirato si diploma in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove integra la sua formazione seguendo anche corsi di pittura. Successivamente, grazie a una borsa di studio, lavora a Vienna nel laboratorio di scenografia ‘Art for Art’ Theater Service GHmb, in qualità di pittrice di scena. Contemporaneamente partecipa a diversi concorsi, a mostre personali e collettive. Collabora con associazioni artistiche e culturali. La sua ricerca artistica mantiene un’evidente impostazione scenografica e si concretizza in composizioni astratte grafico-pittoriche essenziali. Altro elemento fondamentale del procedimento artistico e della poetica è l’interesse per la musica Jazz in particolare nelle sue caratteristiche di sospensione, frammentazione, silenzio e asimmetria.
www.caterinagomirato.it

Il volume sarà presentato venerdì 8 luglio alle ore 18.

 

Da domenica 10 luglio a domenica 4 settembre al Centro Culturale Vecchio Municipio è aperta la mostra “Paesaggi come luoghi dell’anima. L’opera di Aldo Cerchiari: gli anni con Lucio Fontana e Bruno Munari”, visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

Aldo Libertario – come a indicare uno spirito libero e di stampo anarchico – nasce a Padova il 12 maggio 1906. Dopo vari spostamenti in Veneto e in Italia al seguito del padre Luigi, avvocato, scrittore, e inventore, agli inizi del decennio Venti la famiglia Cerchiari approda a Milano. Qui Aldo è iscritto al Liceo Classico Berchet, e quindi affianca il padre nella propria attività editoriale, avviata anche grazie alla stretta amicizia con la famiglia Hoepli. Appena sedicenne, però, Aldo si trova a dover provvedere alla famiglia, dato che Luigi lascia la moglie, Leonia Zonaro. È proprio Leonia, appassionata pittrice dilettante, a fornire al figlio Aldo i primi rudimenti della tecnica a olio e a soddisfare così un’urgenza forte, alla quale può inizialmente dedicarsi, per gli impegni di lavoro, solo parzialmente. La famiglia materna, originaria di Masi, nel padovano, annovera anche uno zio scultore, Adamo, e Fausto, pittore di corte del sultano di Turchia a cavallo tra XIX e XX secolo e stimato professionista dopo il rientro in Italia.
Intraprendente e determinato, Aldo lavora per alcune case editrici, collaborando a numerose pubblicazioni, tra cui l’Enciclopedia Moderna Italiana edita da Sonzogno e scritta a quattro mani con Edgardo Baldi; mette poi a punto, e dirige dal 1938 al 1949, un’ambiziosa Enciclopedia, di moderna concezione, per la casa editrice Hoepli, mentre in parallelo sviluppa un’intensa attività sportiva come schermidore, ottenendo titoli e partecipando alla squadra nazionale coi fratelli Mangiarotti. Durante la ricerca di collaboratori per l’Enciclopedia Hoepli incontra nel 1944 Elda Necchi, laureanda in Storia dell’Arte, con la quale si sposa nel maggio del 1945 a Bellagio, dove la Hoepli è sfollata. La coppia torna a Milano e, pur nelle difficoltà dell’immediato dopoguerra, vive il clima stimolante, fatto di incontri e confronti, di una città che sta rinascendo. Ben presto il salotto della loro casa diventa un luogo frequentato da artisti: Bruno Munari, intimo amico, Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Roberto Crippa, Gianni Dova, Piero Manzoni, Aligi Sassu. Dal 1958 Aldo dipinge ed espone in Italia e all’estero, alternando momenti di feconda produzione ad altri di stasi, causati da una malattia che lo conduce alla morte, sopraggiunta il 15 ottobre 1971.

ALDO CERCHIARI – OPERA PITTORICA

È la natura, e in particolare il paesaggio, l’oggetto della costante, approfondita ricerca di Aldo Cerchiari. Un paesaggio che diventa risonanza del sentire, strumento per sondare e tentare di comprendere il proprio animo.
Gli inizi del suo percorso pittorico sono figurativi, attenti anche alle ricerche di altri artisti italiani e stranieri. Dopo un lungo apprendistato, che lo ha spinto a sperimentare forme e colori in disegni di varie dimensioni, alcuni anche piccolissimi, veri e propri appunti, Aldo inizia a dipingere a olio.
La sua indagine, seguendo un doppio binario, lo porta da un lato alla pittura figurativa, e dall’altro, osservando la natura quasi in una sorta di zoom, a cogliere l’essenziale e a raggiungere l’astrazione. In questi lavori i titoli diventano una chiave interpretativa, rimandando a luoghi legati alla sua vicenda personale, così come lo sono quelli delle serie che indicano i temi ricorrenti della sua ricerca: Segni del tempo, Orizzonti, Atmosfere, Il silenzio.
Nei dipinti degli anni Cinquanta e Sessanta la tavolozza è ridotta, spesso addirittura quasi monocroma; la materia è corposa, fortemente tattile, talvolta ottenuta con la mescolanza di colle e sabbia, per realizzare un effetto quasi tridimensionale. Negli ultimi dipinti, invece, tutto si fa più rarefatto: la tavolozza si schiarisce e la pennellata è più scarna, quasi trasparente.
La natura, nella sua ampia opera, è indagata con occhio attento, pronto a cogliere e a suggerire sensazioni ed emozioni:sono i contrasti della terra riarsa dell’isola siciliana di Panarea e la sua luce abbacinante, è l’atmosfera argentea della laguna, è la linearità della pianura padana, con le sue luminosità traslucide ed evanescenti.

La mostra, a cura di Mariateresa Chirico, sarà inaugurata sabato 9 luglio alle ore 17.30 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio.

Da sabato 10 settembre a martedì 1 novembre la mostra è aperta il sabato, la domenica e i festivi, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

 

Santa Maria Maggiore - Raduno Internazionale dello Spazzacamino - ph. Massimo Bertina

Dopo due anni di stop, dal 2 al 5 settembre 2022 torna il Raduno Internazionale dello Spazzacamino: evento clou la sfilata di domenica 4 a Santa Maria Maggiore, con oltre 900 spazzacamini provenienti da tutto il mondo. Per il Sindaco di Santa Maria Maggiore, Claudio Cottini, “vuole essere anche un messaggio di pace”.


***ATTENZIONE: CAUSA PREVISIONI METEO NEGATIVE, LA NOTTE NERA PREVISTA VENERDÌ A PARTIRE DALLE ORE 21 È ANNULLATA***

I PROGRAMMI DI SABATO E DI DOMENICA SONO INVECE CONFERMATI.


È ufficiale: dopo due anni senza gli uomini neri, Santa Maria Maggiore si riappropria dell’ultimo evento che il Covid-19 aveva cancellato dal ricco calendario del capoluogo vigezzino. Da venerdì 2 a lunedì 5 settembre 2022 si svolgerà l’attesissima 39^ edizione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino, uno degli appuntamenti storici del Piemonte. Ricordi, musica, tradizionali racconti e la suggestiva sfilata con centinaia di spazzacamini da tutto il mondo, che ritornano ogni anno nella loro patria d’origine, la Valle Vigezzo.

Nonostante i due anni di pausa causati dalla pandemia, le grandi incertezze di questa fase storica e il dramma bellico che sta ancora coinvolgendo i confini est dell’Europa, il Raduno Internazionale dello Spazzacamino, forse proprio per il suo forte valore simbolico di unione tra popoli, torna per la sua 39esima edizione con un numero altissimo di uomini neri attesi dal 2 al 5 settembre nella loro culla, Santa Maria Maggiore, in Valle Vigezzo, la valle degli spazzacamini appunto.

LA STORIA DEL MESTIERE, LA STORIA DEL RADUNO

La storia del Raduno Internazionale dello Spazzacamino ha radici profonde, in Valle Vigezzo. Da questa valle alpina al confine con la Svizzera intere generazioni di emigranti spazzacamini partirono lungo i sentieri che portavano verso Francia, Germania, Austria ed Olanda e i loro sacrifici furono enormi, ma è nel 1800 che lo sfruttamento dei bambini scrisse una delle pagine più drammatiche di questo rapporto tra uomo e fuliggine.

Il piccolo spazzacamino del monumento di Malesco, paese più popoloso della vallata piemontese, ne è forse il simbolo più rappresentativo. Si tratta di Faustino Cappini, originario di Re, altro paese della stessa valle, che, terminata la pulizia di un camino, alzò le mani per dimostrare di aver portato a termine il lavoro: sfiorando i fili dell’alta tensione il piccolo morì fulminato.

Un mestiere antico, quello dello spazzacamino, oggi celebrato grazie ad un evento unico al mondo in grado di richiamare ogni anno migliaia di visitatori da tutta Italia e non solo: occorre però mettere da parte l’immagine un po’ poetica e scanzonata dello spazzacamino Bert interpretato da Dick Van Dyke nel film Mary Poppins.

Il Raduno Internazionale dello Spazzacamino regala in realtà atmosfere ben diverse, che vogliono celebrare l’autenticità di un mestiere oggi tutelato e moderno, ma nel recente passato legato anche a vicende drammatiche, raccontate nel multimediale Museo dello Spazzacamino.
Per molto tempo la vita dello spazzacamino fu davvero durissima, non deve dunque meravigliare se generazioni intere di fumisti hanno scelto di dimenticare: sono dovuti trascorrere decenni prima che dalla rimozione si potesse passare alla celebrazione, con il desiderio di rendere onore agli avi, alla loro fatica e ai loro sacrifici. Così, all’inizio degli anni Ottanta, il primo raduno vide sfilare a Santa Maria Maggiore una trentina di persone: negli anni la crescita è stata esponenziale, fino a raggiungere anche 1200 spazzacamini in sfilata. Il brusco stop causato dalla pandemia ha per la prima volta interrotto il fiume di uomini neri proveniente da ogni angolo del mondo, ma l’orgoglio della tradizione riporterà a settembre centinaia di spazzacamini, dall’America fino al cuore dell’Europa.


Torna a visitare Santa Maria Maggiore in autunno, scopri il foliage in Valle Vigezzo.


IL RADUNO DELLO SPAZZACAMINO 2022

Oltre 900 gli spazzacamini che, accompagnati dagli attrezzi del mestiere, colorati di fuliggine sui volti e con gli abiti di lavoro tradizionali (tutti neri, tranne per la delegazione olandese, che si differenzia da sempre con la propria divisa di un candido bianco), torneranno in Italia da tutto il mondo: un evento in grado di unire popoli e culture, che mai come quest’anno, dopo una pandemia e con una guerra alle porte dell’Europa (senza dimenticare i quasi 60 conflitti che stanno flagellando ogni angolo del globo) assume davvero un significato prezioso.

Gli spazzacamini scelgono una particolare vallata italiana, la Val Vigezzo, la valle degli spazzacamini: da qui emigranti vigezzini, giovani e giovanissimi, partirono alla ricerca di fortuna e di lavoro, non solo nelle pianure del Nord Italia, ma anche e soprattutto all’estero.
Oggi il Raduno, giunto alla 39esima edizione, è uno degli eventi tradizionali più amati del nord Italia. Saranno venti le Nazioni rappresentate quest’anno, con due new entry, Croazia e Bulgaria, che per la prima volta saranno presenti con una propria delegazione di fumisti.
Germania, Svizzera, Danimarca, Svezia e Finlandia le nazioni più rappresentate nella grande sfilata che prenderà avvio alle ore 10 di domenica 4 settembre (sarà possibile raggiungere Santa Maria Maggiore da Domodossola e da Locarno a bordo dei treni della Ferrovia Vigezzina-Centovalli senza problemi di traffico e parcheggio, info su www.vigezzinacentovalli.com – prenotazione fortemente consigliata).

Lo storico evento è organizzato dall’Associazione Nazionale Spazzacamini con la collaborazione del Comune di Santa Maria Maggiore e della Pro Loco di Santa Maria Maggiore.
L’edizione 2022 è realizzata con il prezioso sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, del Museo Regionale dell’emigrazione vigezzina nel mondo e del Consiglio Regionale del Piemonte, con il patrocinio della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, con il contributo di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale e Fondazione BPN per il territorio e con la collaborazione dell’Associazione Musei dell’Ossola.

Tradizioni, storie autentiche e dai risvolti a volte drammatici che possono e devono essere riscoperte (anche grazie alla visita al Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, che ogni anno accoglie più di 10.000 visitatori), colori e profumi di un tempo, un salto nel passato ed anche nel futuro di un mestiere importante e oggi tutelato. Insieme ad un pizzico di goliardia e divertimento, un mix di ingredienti che consente al Raduno Internazionale dello Spazzacamino di rinnovare ogni anno la magia e suggestione di un evento unico al mondo.

Siamo felici di poter tornare ad organizzare a Santa Maria Maggiore il Raduno Internazionale dello Spazzacamino, la cui ultima edizione si è tenuta a cavallo tra agosto e settembre del 2019: ora è arrivato il momento di tornare a celebrare questa occasione di incontro, così sentita e così legata alla cultura e alla storia della valle degli spazzacamini. Non sappiamo quale sarà la risposta delle delegazioni internazionali, molto dipenderà da quanto guerra e pandemia condizioneranno ancora i prossimi tempi: noi metteremo in campo come sempre ogni sforzo per organizzare al meglio l’evento, nel rispetto delle normative che caratterizzeranno i prossimi mesi, ma anche con grande fiducia e con il desiderio di tornare a vivere in sicurezza una manifestazione unica al mondo.

Livio Milani, Presidente dell’Associazione Nazionale Spazzacamini


Le celebrazioni per il mese dedicato agli spazzacamini proseguono sabato 17 settembre con un laboratorio per bimbi a tema. Clicca qui per i dettagli.


Di seguito il programma dettagliato della 39esima edizione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino.

Venerdì 2 settembre
SANTA MARIA MAGGIORE

  • ore 15.00 Pomeriggio di accoglienza per gli spazzacamini e intrattenimento musicale nel Parco di Villa Antonia
  • ***ATTENZIONE, CAUSA PREVISIONI METEO NEGATIVE LA NOTTE NERA PREVISTA A PARTIRE DALLE ORE 21 È ANNULLATA***

Sabato 3 settembre
MALESCO

  • ore 10.30 Omaggio floreale al Monumento allo Spazzacamino

RE

  • ore 15.30 Saluti e musica nell’area sottostante il Santuario della Madonna del Sangue
  • ore 17.30 Sfilata delle delegazioni di spazzacamini verso il Santuario della Madonna del Sangue
  • ore 18.00 Santa Messa e deposizione di fiori presso la casa natale del piccolo rüska Faustino Cappini

SANTA MARIA MAGGIORE

  • a partire dalle ore 19.00 “Serata in festa” a cura della Pro Loco di Santa Maria Maggiore, Crana e Buttogno: nel Parco di Villa Antonia, accanto alla sede del Museo dello Spazzacamino, sarà attivo un ricco e goloso punto ristoro con piatti tipici e la musica nonstop di DJ Bucaneve fino a tarda notte. Una serata da trascorrere insieme agli spazzacamini, tra balli e buon cibo.
    Ecco i piatti previsti dal punto ristoro della Pro loco:PER SABATO 3 SETTEMBRE DALLE ORE 19 E DOMENICA 4 SETTEMBRE DALLE ORE 12
    PANE € 1
    FORMAGGIO NOSTRANO O GORGONZOLA € 2,50
    TRIPPA € 6
    PASTA RUSTIA € 7
    PASTA AL POMODORO € 5
    PANINO CON PROSCIUTTO CRUDO € 4
    PANINO AL FORMAGGIO € 3,50
    PANINO VIGEZZO € 5
    PANINO CON SALAMELLA € 4
    PATATE FRITTE € 3
    STINCO CON PATATE € 12
    FETTA DI TORTA € 3IN PIU’ PER DOMENICA 4 SETTEMBRE DALLE ORE 12
    POLENTA € 2,50
    POLENTA CON NOSTRANO € 5
    POLENTA CON GORGONZOLA € 5
    POLENTA CON SPEZZATINO € 8
    POLENTA CON SALSICCIA € 5

Domenica 4 settembre
SANTA MARIA MAGGIORE

  • alle ore 10.00 si terrà l’evento clou dell’intera manifestazione: tra le vie e piazze di Santa Maria Maggiore la scenografica sfilata di centinaia di spazzacamini con i loro attrezzi da lavoro, accompagnati da gruppi in costume tradizionale e bande musicali. La parata sarà aperta quest’anno dalla Fanfara della sezione ossolana degli Alpini e dal Gruppo Folkloristico della Valle Vigezzo, che festeggia nel 2022 i 100 anni.
    Le varie delegazioni sfileranno per le vie di Santa Maria Maggiore, passando nella suggestiva Piazza Risorgimento, dove saranno presentate al pubblico, e, dopo un giro completo nel centro storico, termineranno la sfilata in Piazza Gennari.
    Al termine della sfilata, in Piazza Gennari e in Piazza Risorgimento avrà luogo la rievocazione storica della pulitura dei camini con l’utilizzo degli attrezzi che lo spazzacamino usava nei tempi passati: la raspa, una spatola di ferro col manico ad uncino da appendere alla cintura; il riccio, insieme di lamelle a raggiera ricavate dalle molle di sveglie e orologi da campanile; la squareta, bastone allungabile alla cui sommità si agganciava il riccio; il brischetin; lo scopino; una lunga fune; dei pesi; il sach, sacco per riporre la fuliggine. I tetti delle abitazioni di Piazza Risorgimento e Piazza Gennari si popoleranno di spazzacamini che, con i vecchi attrezzi, rievocheranno i rüsca di un tempo nel lavoro di pulitura del camino e nell’aria riecheggerà il Taròm, il gergo dello spazzacamino.
  • Ore 12.00 nel Parco di Villa Antonia apertura punto ristoro a cura della Pro Loco di Santa Maria Maggiore
  • ore 16.00 nel Parco di Villa Antonia concerto dell’Orchestra GMO (Giovani Musicisti Ossolani) diretta da Alberto Lanza
  • ore 17.00 Interviste, premiazioni e ricordi degli Spazzacamini

Lunedì 5 settembre
Spazzacamini in gita alla Piana di Vigezzo

Il lunedì successivo alla sfilata, dopo il grande bagno di folla per le vie di Santa Maria Maggiore, la giornata è dedicata alla scoperta delle bellezze naturali e degli angoli più affascinanti del territorio da parte degli spazzacamini stranieri e non solo.


GUARDA IL VIDEO UFFICIALE DEL RADUNO INTERNAZIONALE DELLO SPAZZACAMINO


La Valle Vigezzo, proprio per la storia secolare legata a questo mestiere, fu addirittura nominata nelle carte geografiche del 1500 come “Valle degli Spazzacamini”: da queste terre di montagna generazioni di emigranti spazzacamini partirono lungo i sentieri che portavano verso Francia, Germania, Austria ed Olanda e i loro sacrifici furono enormi. Nel 1800 lo sfruttamento dei bambini fu una delle pagine più drammatiche di questo rapporto tra uomo e fuliggine.


SCOPRI IL MUSEO DELLO SPAZZACAMINO DI SANTA MARIA MAGGIORE


Tradizioni, storie autentiche e drammatiche che possono e devono essere riscoperte (anche grazie alla visita al Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, che ogni anno accoglie più di 10.000 visitatori), colori e profumi di un tempo, un salto nel passato ed anche nel futuro di un mestiere importante e oggi tutelato. Insieme ad un pizzico di goliardia e divertimento, un mix di ingredienti che consente al Raduno Internazionale dello Spazzacamino di rinnovare ogni anno la magia e suggestione di un evento unico al mondo.

Informazioni e dettagli del programma su www.museospazzacamino.itwww.facebook.com/museospazzacaminowww.instagram.com/museo_spazzacamino.

Seguiteci anche sulle pagine Facebook e Instagram di Santa Maria Maggiore per aggiornamenti e dettagli. Aspettiamo i vostri scatti del 39° Raduno dello Spazzacamino con gli hashtag ufficiali #radunospazzacamino2022 e #soloasanta!

foto slide Massimo Bertina

Da sabato 9 luglio presso il Museo dello Spazzacamino è visitabile l’esposizione delle tavole originali delle illustrazioni dell’artista Caterina Gomirato inserite nel volume “…e poi ecco la terra! Storie di emigrazione”.

Le tavole originali di Caterina Gomirato saranno esposte fino a lunedì 5 settembre e saranno visitabili dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 18. La mostra sarà visitabile anche lunedì 5 settembre, per l’apertura straordinaria del Museo in occasione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino.

Il volume “…e poi ecco la terra! Storie di emigrazione”, terzo della serie “I quaderni del museo” a cura del Museo Regionale dell’emigrazione Vigezzina nel Mondo realizzato in collaborazione con Interreg DI-Se è la raccolta dei racconti vincitori e finalisti del “Premio Letterario Internazionale Andrea Testore Plinio Martini – Salviamo la Montagna – sezione emigrazione”.

Caterina Gomirato si diploma in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove integra la sua formazione seguendo anche corsi di pittura. Successivamente, grazie a una borsa di studio, lavora a Vienna nel laboratorio di scenografia ‘Art for Art’ Theater Service GHmb, in qualità di pittrice di scena. Contemporaneamente partecipa a diversi concorsi, a mostre personali e collettive. Collabora con associazioni artistiche e culturali. La sua ricerca artistica mantiene un’evidente impostazione scenografica e si concretizza in composizioni astratte grafico-pittoriche essenziali. Altro elemento fondamentale del procedimento artistico e della poetica è l’interesse per la musica Jazz in particolare nelle sue caratteristiche di sospensione, frammentazione, silenzio e asimmetria.
www.caterinagomirato.it

Il volume sarà presentato venerdì 8 luglio alle ore 18.

 

Da domenica 10 luglio a domenica 4 settembre al Centro Culturale Vecchio Municipio è aperta la mostra “Paesaggi come luoghi dell’anima. L’opera di Aldo Cerchiari: gli anni con Lucio Fontana e Bruno Munari”, visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

Aldo Libertario – come a indicare uno spirito libero e di stampo anarchico – nasce a Padova il 12 maggio 1906. Dopo vari spostamenti in Veneto e in Italia al seguito del padre Luigi, avvocato, scrittore, e inventore, agli inizi del decennio Venti la famiglia Cerchiari approda a Milano. Qui Aldo è iscritto al Liceo Classico Berchet, e quindi affianca il padre nella propria attività editoriale, avviata anche grazie alla stretta amicizia con la famiglia Hoepli. Appena sedicenne, però, Aldo si trova a dover provvedere alla famiglia, dato che Luigi lascia la moglie, Leonia Zonaro. È proprio Leonia, appassionata pittrice dilettante, a fornire al figlio Aldo i primi rudimenti della tecnica a olio e a soddisfare così un’urgenza forte, alla quale può inizialmente dedicarsi, per gli impegni di lavoro, solo parzialmente. La famiglia materna, originaria di Masi, nel padovano, annovera anche uno zio scultore, Adamo, e Fausto, pittore di corte del sultano di Turchia a cavallo tra XIX e XX secolo e stimato professionista dopo il rientro in Italia.
Intraprendente e determinato, Aldo lavora per alcune case editrici, collaborando a numerose pubblicazioni, tra cui l’Enciclopedia Moderna Italiana edita da Sonzogno e scritta a quattro mani con Edgardo Baldi; mette poi a punto, e dirige dal 1938 al 1949, un’ambiziosa Enciclopedia, di moderna concezione, per la casa editrice Hoepli, mentre in parallelo sviluppa un’intensa attività sportiva come schermidore, ottenendo titoli e partecipando alla squadra nazionale coi fratelli Mangiarotti. Durante la ricerca di collaboratori per l’Enciclopedia Hoepli incontra nel 1944 Elda Necchi, laureanda in Storia dell’Arte, con la quale si sposa nel maggio del 1945 a Bellagio, dove la Hoepli è sfollata. La coppia torna a Milano e, pur nelle difficoltà dell’immediato dopoguerra, vive il clima stimolante, fatto di incontri e confronti, di una città che sta rinascendo. Ben presto il salotto della loro casa diventa un luogo frequentato da artisti: Bruno Munari, intimo amico, Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Roberto Crippa, Gianni Dova, Piero Manzoni, Aligi Sassu. Dal 1958 Aldo dipinge ed espone in Italia e all’estero, alternando momenti di feconda produzione ad altri di stasi, causati da una malattia che lo conduce alla morte, sopraggiunta il 15 ottobre 1971.

ALDO CERCHIARI – OPERA PITTORICA

È la natura, e in particolare il paesaggio, l’oggetto della costante, approfondita ricerca di Aldo Cerchiari. Un paesaggio che diventa risonanza del sentire, strumento per sondare e tentare di comprendere il proprio animo.
Gli inizi del suo percorso pittorico sono figurativi, attenti anche alle ricerche di altri artisti italiani e stranieri. Dopo un lungo apprendistato, che lo ha spinto a sperimentare forme e colori in disegni di varie dimensioni, alcuni anche piccolissimi, veri e propri appunti, Aldo inizia a dipingere a olio.
La sua indagine, seguendo un doppio binario, lo porta da un lato alla pittura figurativa, e dall’altro, osservando la natura quasi in una sorta di zoom, a cogliere l’essenziale e a raggiungere l’astrazione. In questi lavori i titoli diventano una chiave interpretativa, rimandando a luoghi legati alla sua vicenda personale, così come lo sono quelli delle serie che indicano i temi ricorrenti della sua ricerca: Segni del tempo, Orizzonti, Atmosfere, Il silenzio.
Nei dipinti degli anni Cinquanta e Sessanta la tavolozza è ridotta, spesso addirittura quasi monocroma; la materia è corposa, fortemente tattile, talvolta ottenuta con la mescolanza di colle e sabbia, per realizzare un effetto quasi tridimensionale. Negli ultimi dipinti, invece, tutto si fa più rarefatto: la tavolozza si schiarisce e la pennellata è più scarna, quasi trasparente.
La natura, nella sua ampia opera, è indagata con occhio attento, pronto a cogliere e a suggerire sensazioni ed emozioni:sono i contrasti della terra riarsa dell’isola siciliana di Panarea e la sua luce abbacinante, è l’atmosfera argentea della laguna, è la linearità della pianura padana, con le sue luminosità traslucide ed evanescenti.

La mostra, a cura di Mariateresa Chirico, sarà inaugurata sabato 9 luglio alle ore 17.30 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio.

Da sabato 10 settembre a martedì 1 novembre la mostra è aperta il sabato, la domenica e i festivi, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

 

Santa Maria Maggiore - Raduno Internazionale dello Spazzacamino - ph. Massimo Bertina

Dopo due anni di stop, dal 2 al 5 settembre 2022 torna il Raduno Internazionale dello Spazzacamino: evento clou la sfilata di domenica 4 a Santa Maria Maggiore, con oltre 900 spazzacamini provenienti da tutto il mondo. Per il Sindaco di Santa Maria Maggiore, Claudio Cottini, “vuole essere anche un messaggio di pace”.


***ATTENZIONE: CAUSA PREVISIONI METEO NEGATIVE, LA NOTTE NERA PREVISTA VENERDÌ A PARTIRE DALLE ORE 21 È ANNULLATA***

I PROGRAMMI DI SABATO E DI DOMENICA SONO INVECE CONFERMATI.


È ufficiale: dopo due anni senza gli uomini neri, Santa Maria Maggiore si riappropria dell’ultimo evento che il Covid-19 aveva cancellato dal ricco calendario del capoluogo vigezzino. Da venerdì 2 a lunedì 5 settembre 2022 si svolgerà l’attesissima 39^ edizione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino, uno degli appuntamenti storici del Piemonte. Ricordi, musica, tradizionali racconti e la suggestiva sfilata con centinaia di spazzacamini da tutto il mondo, che ritornano ogni anno nella loro patria d’origine, la Valle Vigezzo.

Nonostante i due anni di pausa causati dalla pandemia, le grandi incertezze di questa fase storica e il dramma bellico che sta ancora coinvolgendo i confini est dell’Europa, il Raduno Internazionale dello Spazzacamino, forse proprio per il suo forte valore simbolico di unione tra popoli, torna per la sua 39esima edizione con un numero altissimo di uomini neri attesi dal 2 al 5 settembre nella loro culla, Santa Maria Maggiore, in Valle Vigezzo, la valle degli spazzacamini appunto.

LA STORIA DEL MESTIERE, LA STORIA DEL RADUNO

La storia del Raduno Internazionale dello Spazzacamino ha radici profonde, in Valle Vigezzo. Da questa valle alpina al confine con la Svizzera intere generazioni di emigranti spazzacamini partirono lungo i sentieri che portavano verso Francia, Germania, Austria ed Olanda e i loro sacrifici furono enormi, ma è nel 1800 che lo sfruttamento dei bambini scrisse una delle pagine più drammatiche di questo rapporto tra uomo e fuliggine.

Il piccolo spazzacamino del monumento di Malesco, paese più popoloso della vallata piemontese, ne è forse il simbolo più rappresentativo. Si tratta di Faustino Cappini, originario di Re, altro paese della stessa valle, che, terminata la pulizia di un camino, alzò le mani per dimostrare di aver portato a termine il lavoro: sfiorando i fili dell’alta tensione il piccolo morì fulminato.

Un mestiere antico, quello dello spazzacamino, oggi celebrato grazie ad un evento unico al mondo in grado di richiamare ogni anno migliaia di visitatori da tutta Italia e non solo: occorre però mettere da parte l’immagine un po’ poetica e scanzonata dello spazzacamino Bert interpretato da Dick Van Dyke nel film Mary Poppins.

Il Raduno Internazionale dello Spazzacamino regala in realtà atmosfere ben diverse, che vogliono celebrare l’autenticità di un mestiere oggi tutelato e moderno, ma nel recente passato legato anche a vicende drammatiche, raccontate nel multimediale Museo dello Spazzacamino.
Per molto tempo la vita dello spazzacamino fu davvero durissima, non deve dunque meravigliare se generazioni intere di fumisti hanno scelto di dimenticare: sono dovuti trascorrere decenni prima che dalla rimozione si potesse passare alla celebrazione, con il desiderio di rendere onore agli avi, alla loro fatica e ai loro sacrifici. Così, all’inizio degli anni Ottanta, il primo raduno vide sfilare a Santa Maria Maggiore una trentina di persone: negli anni la crescita è stata esponenziale, fino a raggiungere anche 1200 spazzacamini in sfilata. Il brusco stop causato dalla pandemia ha per la prima volta interrotto il fiume di uomini neri proveniente da ogni angolo del mondo, ma l’orgoglio della tradizione riporterà a settembre centinaia di spazzacamini, dall’America fino al cuore dell’Europa.


Torna a visitare Santa Maria Maggiore in autunno, scopri il foliage in Valle Vigezzo.


IL RADUNO DELLO SPAZZACAMINO 2022

Oltre 900 gli spazzacamini che, accompagnati dagli attrezzi del mestiere, colorati di fuliggine sui volti e con gli abiti di lavoro tradizionali (tutti neri, tranne per la delegazione olandese, che si differenzia da sempre con la propria divisa di un candido bianco), torneranno in Italia da tutto il mondo: un evento in grado di unire popoli e culture, che mai come quest’anno, dopo una pandemia e con una guerra alle porte dell’Europa (senza dimenticare i quasi 60 conflitti che stanno flagellando ogni angolo del globo) assume davvero un significato prezioso.

Gli spazzacamini scelgono una particolare vallata italiana, la Val Vigezzo, la valle degli spazzacamini: da qui emigranti vigezzini, giovani e giovanissimi, partirono alla ricerca di fortuna e di lavoro, non solo nelle pianure del Nord Italia, ma anche e soprattutto all’estero.
Oggi il Raduno, giunto alla 39esima edizione, è uno degli eventi tradizionali più amati del nord Italia. Saranno venti le Nazioni rappresentate quest’anno, con due new entry, Croazia e Bulgaria, che per la prima volta saranno presenti con una propria delegazione di fumisti.
Germania, Svizzera, Danimarca, Svezia e Finlandia le nazioni più rappresentate nella grande sfilata che prenderà avvio alle ore 10 di domenica 4 settembre (sarà possibile raggiungere Santa Maria Maggiore da Domodossola e da Locarno a bordo dei treni della Ferrovia Vigezzina-Centovalli senza problemi di traffico e parcheggio, info su www.vigezzinacentovalli.com – prenotazione fortemente consigliata).

Lo storico evento è organizzato dall’Associazione Nazionale Spazzacamini con la collaborazione del Comune di Santa Maria Maggiore e della Pro Loco di Santa Maria Maggiore.
L’edizione 2022 è realizzata con il prezioso sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, del Museo Regionale dell’emigrazione vigezzina nel mondo e del Consiglio Regionale del Piemonte, con il patrocinio della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, con il contributo di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale e Fondazione BPN per il territorio e con la collaborazione dell’Associazione Musei dell’Ossola.

Tradizioni, storie autentiche e dai risvolti a volte drammatici che possono e devono essere riscoperte (anche grazie alla visita al Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, che ogni anno accoglie più di 10.000 visitatori), colori e profumi di un tempo, un salto nel passato ed anche nel futuro di un mestiere importante e oggi tutelato. Insieme ad un pizzico di goliardia e divertimento, un mix di ingredienti che consente al Raduno Internazionale dello Spazzacamino di rinnovare ogni anno la magia e suggestione di un evento unico al mondo.

Siamo felici di poter tornare ad organizzare a Santa Maria Maggiore il Raduno Internazionale dello Spazzacamino, la cui ultima edizione si è tenuta a cavallo tra agosto e settembre del 2019: ora è arrivato il momento di tornare a celebrare questa occasione di incontro, così sentita e così legata alla cultura e alla storia della valle degli spazzacamini. Non sappiamo quale sarà la risposta delle delegazioni internazionali, molto dipenderà da quanto guerra e pandemia condizioneranno ancora i prossimi tempi: noi metteremo in campo come sempre ogni sforzo per organizzare al meglio l’evento, nel rispetto delle normative che caratterizzeranno i prossimi mesi, ma anche con grande fiducia e con il desiderio di tornare a vivere in sicurezza una manifestazione unica al mondo.

Livio Milani, Presidente dell’Associazione Nazionale Spazzacamini


Le celebrazioni per il mese dedicato agli spazzacamini proseguono sabato 17 settembre con un laboratorio per bimbi a tema. Clicca qui per i dettagli.


Di seguito il programma dettagliato della 39esima edizione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino.

Venerdì 2 settembre
SANTA MARIA MAGGIORE

  • ore 15.00 Pomeriggio di accoglienza per gli spazzacamini e intrattenimento musicale nel Parco di Villa Antonia
  • ***ATTENZIONE, CAUSA PREVISIONI METEO NEGATIVE LA NOTTE NERA PREVISTA A PARTIRE DALLE ORE 21 È ANNULLATA***

Sabato 3 settembre
MALESCO

  • ore 10.30 Omaggio floreale al Monumento allo Spazzacamino

RE

  • ore 15.30 Saluti e musica nell’area sottostante il Santuario della Madonna del Sangue
  • ore 17.30 Sfilata delle delegazioni di spazzacamini verso il Santuario della Madonna del Sangue
  • ore 18.00 Santa Messa e deposizione di fiori presso la casa natale del piccolo rüska Faustino Cappini

SANTA MARIA MAGGIORE

  • a partire dalle ore 19.00 “Serata in festa” a cura della Pro Loco di Santa Maria Maggiore, Crana e Buttogno: nel Parco di Villa Antonia, accanto alla sede del Museo dello Spazzacamino, sarà attivo un ricco e goloso punto ristoro con piatti tipici e la musica nonstop di DJ Bucaneve fino a tarda notte. Una serata da trascorrere insieme agli spazzacamini, tra balli e buon cibo.
    Ecco i piatti previsti dal punto ristoro della Pro loco:PER SABATO 3 SETTEMBRE DALLE ORE 19 E DOMENICA 4 SETTEMBRE DALLE ORE 12
    PANE € 1
    FORMAGGIO NOSTRANO O GORGONZOLA € 2,50
    TRIPPA € 6
    PASTA RUSTIA € 7
    PASTA AL POMODORO € 5
    PANINO CON PROSCIUTTO CRUDO € 4
    PANINO AL FORMAGGIO € 3,50
    PANINO VIGEZZO € 5
    PANINO CON SALAMELLA € 4
    PATATE FRITTE € 3
    STINCO CON PATATE € 12
    FETTA DI TORTA € 3IN PIU’ PER DOMENICA 4 SETTEMBRE DALLE ORE 12
    POLENTA € 2,50
    POLENTA CON NOSTRANO € 5
    POLENTA CON GORGONZOLA € 5
    POLENTA CON SPEZZATINO € 8
    POLENTA CON SALSICCIA € 5

Domenica 4 settembre
SANTA MARIA MAGGIORE

  • alle ore 10.00 si terrà l’evento clou dell’intera manifestazione: tra le vie e piazze di Santa Maria Maggiore la scenografica sfilata di centinaia di spazzacamini con i loro attrezzi da lavoro, accompagnati da gruppi in costume tradizionale e bande musicali. La parata sarà aperta quest’anno dalla Fanfara della sezione ossolana degli Alpini e dal Gruppo Folkloristico della Valle Vigezzo, che festeggia nel 2022 i 100 anni.
    Le varie delegazioni sfileranno per le vie di Santa Maria Maggiore, passando nella suggestiva Piazza Risorgimento, dove saranno presentate al pubblico, e, dopo un giro completo nel centro storico, termineranno la sfilata in Piazza Gennari.
    Al termine della sfilata, in Piazza Gennari e in Piazza Risorgimento avrà luogo la rievocazione storica della pulitura dei camini con l’utilizzo degli attrezzi che lo spazzacamino usava nei tempi passati: la raspa, una spatola di ferro col manico ad uncino da appendere alla cintura; il riccio, insieme di lamelle a raggiera ricavate dalle molle di sveglie e orologi da campanile; la squareta, bastone allungabile alla cui sommità si agganciava il riccio; il brischetin; lo scopino; una lunga fune; dei pesi; il sach, sacco per riporre la fuliggine. I tetti delle abitazioni di Piazza Risorgimento e Piazza Gennari si popoleranno di spazzacamini che, con i vecchi attrezzi, rievocheranno i rüsca di un tempo nel lavoro di pulitura del camino e nell’aria riecheggerà il Taròm, il gergo dello spazzacamino.
  • Ore 12.00 nel Parco di Villa Antonia apertura punto ristoro a cura della Pro Loco di Santa Maria Maggiore
  • ore 16.00 nel Parco di Villa Antonia concerto dell’Orchestra GMO (Giovani Musicisti Ossolani) diretta da Alberto Lanza
  • ore 17.00 Interviste, premiazioni e ricordi degli Spazzacamini

Lunedì 5 settembre
Spazzacamini in gita alla Piana di Vigezzo

Il lunedì successivo alla sfilata, dopo il grande bagno di folla per le vie di Santa Maria Maggiore, la giornata è dedicata alla scoperta delle bellezze naturali e degli angoli più affascinanti del territorio da parte degli spazzacamini stranieri e non solo.


GUARDA IL VIDEO UFFICIALE DEL RADUNO INTERNAZIONALE DELLO SPAZZACAMINO


La Valle Vigezzo, proprio per la storia secolare legata a questo mestiere, fu addirittura nominata nelle carte geografiche del 1500 come “Valle degli Spazzacamini”: da queste terre di montagna generazioni di emigranti spazzacamini partirono lungo i sentieri che portavano verso Francia, Germania, Austria ed Olanda e i loro sacrifici furono enormi. Nel 1800 lo sfruttamento dei bambini fu una delle pagine più drammatiche di questo rapporto tra uomo e fuliggine.


SCOPRI IL MUSEO DELLO SPAZZACAMINO DI SANTA MARIA MAGGIORE


Tradizioni, storie autentiche e drammatiche che possono e devono essere riscoperte (anche grazie alla visita al Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, che ogni anno accoglie più di 10.000 visitatori), colori e profumi di un tempo, un salto nel passato ed anche nel futuro di un mestiere importante e oggi tutelato. Insieme ad un pizzico di goliardia e divertimento, un mix di ingredienti che consente al Raduno Internazionale dello Spazzacamino di rinnovare ogni anno la magia e suggestione di un evento unico al mondo.

Informazioni e dettagli del programma su www.museospazzacamino.itwww.facebook.com/museospazzacaminowww.instagram.com/museo_spazzacamino.

Seguiteci anche sulle pagine Facebook e Instagram di Santa Maria Maggiore per aggiornamenti e dettagli. Aspettiamo i vostri scatti del 39° Raduno dello Spazzacamino con gli hashtag ufficiali #radunospazzacamino2022 e #soloasanta!

foto slide Massimo Bertina
Santa Maria Maggiore - Raduno Internazionale dello Spazzacamino - ph. Massimo Bertina

Dopo due anni di stop, dal 2 al 5 settembre 2022 torna il Raduno Internazionale dello Spazzacamino: evento clou la sfilata di domenica 4 a Santa Maria Maggiore, con oltre 900 spazzacamini provenienti da tutto il mondo. Per il Sindaco di Santa Maria Maggiore, Claudio Cottini, “vuole essere anche un messaggio di pace”.


***ATTENZIONE: CAUSA PREVISIONI METEO NEGATIVE, LA NOTTE NERA PREVISTA VENERDÌ A PARTIRE DALLE ORE 21 È ANNULLATA***

I PROGRAMMI DI SABATO E DI DOMENICA SONO INVECE CONFERMATI.


È ufficiale: dopo due anni senza gli uomini neri, Santa Maria Maggiore si riappropria dell’ultimo evento che il Covid-19 aveva cancellato dal ricco calendario del capoluogo vigezzino. Da venerdì 2 a lunedì 5 settembre 2022 si svolgerà l’attesissima 39^ edizione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino, uno degli appuntamenti storici del Piemonte. Ricordi, musica, tradizionali racconti e la suggestiva sfilata con centinaia di spazzacamini da tutto il mondo, che ritornano ogni anno nella loro patria d’origine, la Valle Vigezzo.

Nonostante i due anni di pausa causati dalla pandemia, le grandi incertezze di questa fase storica e il dramma bellico che sta ancora coinvolgendo i confini est dell’Europa, il Raduno Internazionale dello Spazzacamino, forse proprio per il suo forte valore simbolico di unione tra popoli, torna per la sua 39esima edizione con un numero altissimo di uomini neri attesi dal 2 al 5 settembre nella loro culla, Santa Maria Maggiore, in Valle Vigezzo, la valle degli spazzacamini appunto.

LA STORIA DEL MESTIERE, LA STORIA DEL RADUNO

La storia del Raduno Internazionale dello Spazzacamino ha radici profonde, in Valle Vigezzo. Da questa valle alpina al confine con la Svizzera intere generazioni di emigranti spazzacamini partirono lungo i sentieri che portavano verso Francia, Germania, Austria ed Olanda e i loro sacrifici furono enormi, ma è nel 1800 che lo sfruttamento dei bambini scrisse una delle pagine più drammatiche di questo rapporto tra uomo e fuliggine.

Il piccolo spazzacamino del monumento di Malesco, paese più popoloso della vallata piemontese, ne è forse il simbolo più rappresentativo. Si tratta di Faustino Cappini, originario di Re, altro paese della stessa valle, che, terminata la pulizia di un camino, alzò le mani per dimostrare di aver portato a termine il lavoro: sfiorando i fili dell’alta tensione il piccolo morì fulminato.

Un mestiere antico, quello dello spazzacamino, oggi celebrato grazie ad un evento unico al mondo in grado di richiamare ogni anno migliaia di visitatori da tutta Italia e non solo: occorre però mettere da parte l’immagine un po’ poetica e scanzonata dello spazzacamino Bert interpretato da Dick Van Dyke nel film Mary Poppins.

Il Raduno Internazionale dello Spazzacamino regala in realtà atmosfere ben diverse, che vogliono celebrare l’autenticità di un mestiere oggi tutelato e moderno, ma nel recente passato legato anche a vicende drammatiche, raccontate nel multimediale Museo dello Spazzacamino.
Per molto tempo la vita dello spazzacamino fu davvero durissima, non deve dunque meravigliare se generazioni intere di fumisti hanno scelto di dimenticare: sono dovuti trascorrere decenni prima che dalla rimozione si potesse passare alla celebrazione, con il desiderio di rendere onore agli avi, alla loro fatica e ai loro sacrifici. Così, all’inizio degli anni Ottanta, il primo raduno vide sfilare a Santa Maria Maggiore una trentina di persone: negli anni la crescita è stata esponenziale, fino a raggiungere anche 1200 spazzacamini in sfilata. Il brusco stop causato dalla pandemia ha per la prima volta interrotto il fiume di uomini neri proveniente da ogni angolo del mondo, ma l’orgoglio della tradizione riporterà a settembre centinaia di spazzacamini, dall’America fino al cuore dell’Europa.


Torna a visitare Santa Maria Maggiore in autunno, scopri il foliage in Valle Vigezzo.


IL RADUNO DELLO SPAZZACAMINO 2022

Oltre 900 gli spazzacamini che, accompagnati dagli attrezzi del mestiere, colorati di fuliggine sui volti e con gli abiti di lavoro tradizionali (tutti neri, tranne per la delegazione olandese, che si differenzia da sempre con la propria divisa di un candido bianco), torneranno in Italia da tutto il mondo: un evento in grado di unire popoli e culture, che mai come quest’anno, dopo una pandemia e con una guerra alle porte dell’Europa (senza dimenticare i quasi 60 conflitti che stanno flagellando ogni angolo del globo) assume davvero un significato prezioso.

Gli spazzacamini scelgono una particolare vallata italiana, la Val Vigezzo, la valle degli spazzacamini: da qui emigranti vigezzini, giovani e giovanissimi, partirono alla ricerca di fortuna e di lavoro, non solo nelle pianure del Nord Italia, ma anche e soprattutto all’estero.
Oggi il Raduno, giunto alla 39esima edizione, è uno degli eventi tradizionali più amati del nord Italia. Saranno venti le Nazioni rappresentate quest’anno, con due new entry, Croazia e Bulgaria, che per la prima volta saranno presenti con una propria delegazione di fumisti.
Germania, Svizzera, Danimarca, Svezia e Finlandia le nazioni più rappresentate nella grande sfilata che prenderà avvio alle ore 10 di domenica 4 settembre (sarà possibile raggiungere Santa Maria Maggiore da Domodossola e da Locarno a bordo dei treni della Ferrovia Vigezzina-Centovalli senza problemi di traffico e parcheggio, info su www.vigezzinacentovalli.com – prenotazione fortemente consigliata).

Lo storico evento è organizzato dall’Associazione Nazionale Spazzacamini con la collaborazione del Comune di Santa Maria Maggiore e della Pro Loco di Santa Maria Maggiore.
L’edizione 2022 è realizzata con il prezioso sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, del Museo Regionale dell’emigrazione vigezzina nel mondo e del Consiglio Regionale del Piemonte, con il patrocinio della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, con il contributo di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale e Fondazione BPN per il territorio e con la collaborazione dell’Associazione Musei dell’Ossola.

Tradizioni, storie autentiche e dai risvolti a volte drammatici che possono e devono essere riscoperte (anche grazie alla visita al Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, che ogni anno accoglie più di 10.000 visitatori), colori e profumi di un tempo, un salto nel passato ed anche nel futuro di un mestiere importante e oggi tutelato. Insieme ad un pizzico di goliardia e divertimento, un mix di ingredienti che consente al Raduno Internazionale dello Spazzacamino di rinnovare ogni anno la magia e suggestione di un evento unico al mondo.

Siamo felici di poter tornare ad organizzare a Santa Maria Maggiore il Raduno Internazionale dello Spazzacamino, la cui ultima edizione si è tenuta a cavallo tra agosto e settembre del 2019: ora è arrivato il momento di tornare a celebrare questa occasione di incontro, così sentita e così legata alla cultura e alla storia della valle degli spazzacamini. Non sappiamo quale sarà la risposta delle delegazioni internazionali, molto dipenderà da quanto guerra e pandemia condizioneranno ancora i prossimi tempi: noi metteremo in campo come sempre ogni sforzo per organizzare al meglio l’evento, nel rispetto delle normative che caratterizzeranno i prossimi mesi, ma anche con grande fiducia e con il desiderio di tornare a vivere in sicurezza una manifestazione unica al mondo.

Livio Milani, Presidente dell’Associazione Nazionale Spazzacamini


Le celebrazioni per il mese dedicato agli spazzacamini proseguono sabato 17 settembre con un laboratorio per bimbi a tema. Clicca qui per i dettagli.


Di seguito il programma dettagliato della 39esima edizione del Raduno Internazionale dello Spazzacamino.

Venerdì 2 settembre
SANTA MARIA MAGGIORE

  • ore 15.00 Pomeriggio di accoglienza per gli spazzacamini e intrattenimento musicale nel Parco di Villa Antonia
  • ***ATTENZIONE, CAUSA PREVISIONI METEO NEGATIVE LA NOTTE NERA PREVISTA A PARTIRE DALLE ORE 21 È ANNULLATA***

Sabato 3 settembre
MALESCO

  • ore 10.30 Omaggio floreale al Monumento allo Spazzacamino

RE

  • ore 15.30 Saluti e musica nell’area sottostante il Santuario della Madonna del Sangue
  • ore 17.30 Sfilata delle delegazioni di spazzacamini verso il Santuario della Madonna del Sangue
  • ore 18.00 Santa Messa e deposizione di fiori presso la casa natale del piccolo rüska Faustino Cappini

SANTA MARIA MAGGIORE

  • a partire dalle ore 19.00 “Serata in festa” a cura della Pro Loco di Santa Maria Maggiore, Crana e Buttogno: nel Parco di Villa Antonia, accanto alla sede del Museo dello Spazzacamino, sarà attivo un ricco e goloso punto ristoro con piatti tipici e la musica nonstop di DJ Bucaneve fino a tarda notte. Una serata da trascorrere insieme agli spazzacamini, tra balli e buon cibo.
    Ecco i piatti previsti dal punto ristoro della Pro loco:PER SABATO 3 SETTEMBRE DALLE ORE 19 E DOMENICA 4 SETTEMBRE DALLE ORE 12
    PANE € 1
    FORMAGGIO NOSTRANO O GORGONZOLA € 2,50
    TRIPPA € 6
    PASTA RUSTIA € 7
    PASTA AL POMODORO € 5
    PANINO CON PROSCIUTTO CRUDO € 4
    PANINO AL FORMAGGIO € 3,50
    PANINO VIGEZZO € 5
    PANINO CON SALAMELLA € 4
    PATATE FRITTE € 3
    STINCO CON PATATE € 12
    FETTA DI TORTA € 3IN PIU’ PER DOMENICA 4 SETTEMBRE DALLE ORE 12
    POLENTA € 2,50
    POLENTA CON NOSTRANO € 5
    POLENTA CON GORGONZOLA € 5
    POLENTA CON SPEZZATINO € 8
    POLENTA CON SALSICCIA € 5

Domenica 4 settembre
SANTA MARIA MAGGIORE

  • alle ore 10.00 si terrà l’evento clou dell’intera manifestazione: tra le vie e piazze di Santa Maria Maggiore la scenografica sfilata di centinaia di spazzacamini con i loro attrezzi da lavoro, accompagnati da gruppi in costume tradizionale e bande musicali. La parata sarà aperta quest’anno dalla Fanfara della sezione ossolana degli Alpini e dal Gruppo Folkloristico della Valle Vigezzo, che festeggia nel 2022 i 100 anni.
    Le varie delegazioni sfileranno per le vie di Santa Maria Maggiore, passando nella suggestiva Piazza Risorgimento, dove saranno presentate al pubblico, e, dopo un giro completo nel centro storico, termineranno la sfilata in Piazza Gennari.
    Al termine della sfilata, in Piazza Gennari e in Piazza Risorgimento avrà luogo la rievocazione storica della pulitura dei camini con l’utilizzo degli attrezzi che lo spazzacamino usava nei tempi passati: la raspa, una spatola di ferro col manico ad uncino da appendere alla cintura; il riccio, insieme di lamelle a raggiera ricavate dalle molle di sveglie e orologi da campanile; la squareta, bastone allungabile alla cui sommità si agganciava il riccio; il brischetin; lo scopino; una lunga fune; dei pesi; il sach, sacco per riporre la fuliggine. I tetti delle abitazioni di Piazza Risorgimento e Piazza Gennari si popoleranno di spazzacamini che, con i vecchi attrezzi, rievocheranno i rüsca di un tempo nel lavoro di pulitura del camino e nell’aria riecheggerà il Taròm, il gergo dello spazzacamino.
  • Ore 12.00 nel Parco di Villa Antonia apertura punto ristoro a cura della Pro Loco di Santa Maria Maggiore
  • ore 16.00 nel Parco di Villa Antonia concerto dell’Orchestra GMO (Giovani Musicisti Ossolani) diretta da Alberto Lanza
  • ore 17.00 Interviste, premiazioni e ricordi degli Spazzacamini

Lunedì 5 settembre
Spazzacamini in gita alla Piana di Vigezzo

Il lunedì successivo alla sfilata, dopo il grande bagno di folla per le vie di Santa Maria Maggiore, la giornata è dedicata alla scoperta delle bellezze naturali e degli angoli più affascinanti del territorio da parte degli spazzacamini stranieri e non solo.


GUARDA IL VIDEO UFFICIALE DEL RADUNO INTERNAZIONALE DELLO SPAZZACAMINO


La Valle Vigezzo, proprio per la storia secolare legata a questo mestiere, fu addirittura nominata nelle carte geografiche del 1500 come “Valle degli Spazzacamini”: da queste terre di montagna generazioni di emigranti spazzacamini partirono lungo i sentieri che portavano verso Francia, Germania, Austria ed Olanda e i loro sacrifici furono enormi. Nel 1800 lo sfruttamento dei bambini fu una delle pagine più drammatiche di questo rapporto tra uomo e fuliggine.


SCOPRI IL MUSEO DELLO SPAZZACAMINO DI SANTA MARIA MAGGIORE


Tradizioni, storie autentiche e drammatiche che possono e devono essere riscoperte (anche grazie alla visita al Museo dello Spazzacamino di Santa Maria Maggiore, che ogni anno accoglie più di 10.000 visitatori), colori e profumi di un tempo, un salto nel passato ed anche nel futuro di un mestiere importante e oggi tutelato. Insieme ad un pizzico di goliardia e divertimento, un mix di ingredienti che consente al Raduno Internazionale dello Spazzacamino di rinnovare ogni anno la magia e suggestione di un evento unico al mondo.

Informazioni e dettagli del programma su www.museospazzacamino.itwww.facebook.com/museospazzacaminowww.instagram.com/museo_spazzacamino.

Seguiteci anche sulle pagine Facebook e Instagram di Santa Maria Maggiore per aggiornamenti e dettagli. Aspettiamo i vostri scatti del 39° Raduno dello Spazzacamino con gli hashtag ufficiali #radunospazzacamino2022 e #soloasanta!

foto slide Massimo Bertina

Da sabato 10 settembre a martedì 1 novembre presso il Centro Culturale Vecchio Municipio il sabato, la domenica e i festivi è aperta – dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30 – la mostra “Paesaggi come luoghi dell’anima. L’opera di Aldo Cerchiari: gli anni con Lucio Fontana e Bruno Munari”.

Aldo Libertario – come a indicare uno spirito libero e di stampo anarchico – nasce a Padova il 12 maggio 1906. Dopo vari spostamenti in Veneto e in Italia al seguito del padre Luigi, avvocato, scrittore, e inventore, agli inizi del decennio Venti la famiglia Cerchiari approda a Milano. Qui Aldo è iscritto al Liceo Classico Berchet, e quindi affianca il padre nella propria attività editoriale, avviata anche grazie alla stretta amicizia con la famiglia Hoepli. Appena sedicenne, però, Aldo si trova a dover provvedere alla famiglia, dato che Luigi lascia la moglie, Leonia Zonaro. È proprio Leonia, appassionata pittrice dilettante, a fornire al figlio Aldo i primi rudimenti della tecnica a olio e a soddisfare così un’urgenza forte, alla quale può inizialmente dedicarsi, per gli impegni di lavoro, solo parzialmente. La famiglia materna, originaria di Masi, nel padovano, annovera anche uno zio scultore, Adamo, e Fausto, pittore di corte del sultano di Turchia a cavallo tra XIX e XX secolo e stimato professionista dopo il rientro in Italia.
Intraprendente e determinato, Aldo lavora per alcune case editrici, collaborando a numerose pubblicazioni, tra cui l’Enciclopedia Moderna Italiana edita da Sonzogno e scritta a quattro mani con Edgardo Baldi; mette poi a punto, e dirige dal 1938 al 1949, un’ambiziosa Enciclopedia, di moderna concezione, per la casa editrice Hoepli, mentre in parallelo sviluppa un’intensa attività sportiva come schermidore, ottenendo titoli e partecipando alla squadra nazionale coi fratelli Mangiarotti. Durante la ricerca di collaboratori per l’Enciclopedia Hoepli incontra nel 1944 Elda Necchi, laureanda in Storia dell’Arte, con la quale si sposa nel maggio del 1945 a Bellagio, dove la Hoepli è sfollata. La coppia torna a Milano e, pur nelle difficoltà dell’immediato dopoguerra, vive il clima stimolante, fatto di incontri e confronti, di una città che sta rinascendo. Ben presto il salotto della loro casa diventa un luogo frequentato da artisti: Bruno Munari, intimo amico, Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Roberto Crippa, Gianni Dova, Piero Manzoni, Aligi Sassu. Dal 1958 Aldo dipinge ed espone in Italia e all’estero, alternando momenti di feconda produzione ad altri di stasi, causati da una malattia che lo conduce alla morte, sopraggiunta il 15 ottobre 1971.

ALDO CERCHIARI – OPERA PITTORICA

È la natura, e in particolare il paesaggio, l’oggetto della costante, approfondita ricerca di Aldo Cerchiari. Un paesaggio che diventa risonanza del sentire, strumento per sondare e tentare di comprendere il proprio animo.
Gli inizi del suo percorso pittorico sono figurativi, attenti anche alle ricerche di altri artisti italiani e stranieri. Dopo un lungo apprendistato, che lo ha spinto a sperimentare forme e colori in disegni di varie dimensioni, alcuni anche piccolissimi, veri e propri appunti, Aldo inizia a dipingere a olio.
La sua indagine, seguendo un doppio binario, lo porta da un lato alla pittura figurativa, e dall’altro, osservando la natura quasi in una sorta di zoom, a cogliere l’essenziale e a raggiungere l’astrazione. In questi lavori i titoli diventano una chiave interpretativa, rimandando a luoghi legati alla sua vicenda personale, così come lo sono quelli delle serie che indicano i temi ricorrenti della sua ricerca: Segni del tempo, Orizzonti, Atmosfere, Il silenzio.
Nei dipinti degli anni Cinquanta e Sessanta la tavolozza è ridotta, spesso addirittura quasi monocroma; la materia è corposa, fortemente tattile, talvolta ottenuta con la mescolanza di colle e sabbia, per realizzare un effetto quasi tridimensionale. Negli ultimi dipinti, invece, tutto si fa più rarefatto: la tavolozza si schiarisce e la pennellata è più scarna, quasi trasparente.
La natura, nella sua ampia opera, è indagata con occhio attento, pronto a cogliere e a suggerire sensazioni ed emozioni:sono i contrasti della terra riarsa dell’isola siciliana di Panarea e la sua luce abbacinante, è l’atmosfera argentea della laguna, è la linearità della pianura padana, con le sue luminosità traslucide ed evanescenti.

La mostra, a cura di Mariateresa Chirico, sarà inaugurata sabato 9 luglio alle ore 17.30 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio.

Da domenica 10 luglio a domenica 4 settembre la mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

 

Inaugura alle ore 17 di sabato 10 settembre Tra i paesaggi di Carlo Fornara il percorso che collegherà in 11 tappe Santa Maria Maggiore con Prestinone di Craveggi, dedicato ai paesaggi di Carlo Fornara, visti con gli occhi del pittore nato proprio a Prestinone nel 1871.

Sarà un nuovo modo per ammirare i paesaggi della valle dei pittori, guidati dallo sguardo di uno degli esponenti più amati della scuola di pittura vigezzina.
Il ritrovo è fissato davanti alla Scuola di Belle Arti “Rossetti Valentini”, per poi camminare fino alla graziosa località di Prestinone, con brevi soste nei pressi dei vari pannelli con la guida di Chiara Besana, che ne ha curato la realizzazione, e di Giorgio Caione, coordinatore del progetto “Val Vigezzo. La Valle dei Pittori”.
Rientro previsto a Santa Maria Maggiore intorno alle ore 19. Si consigliano scarpe comode. Non è necessaria la prenotazione.

“Tra i paesaggi di Carlo Fornara” è promosso dalla Fondazione Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini, curato da Chiara Besana e sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del progetto “Val Vigezzo. La Valle dei Pittori”.
Le bellezze naturali della Val Vigezzo, che attraggono oggi turisti e villeggianti, hanno ispirato in passato dinastie di artisti. L’itinerario “Tra i paesaggi di Carlo Fornara” permetterà di ammirare con una nuova cartellonistica e contenuti extra alcuni luoghi significativi della valle dei pittori tra la sede storica della Scuola di Belle Arti a Santa Maria Maggiore e Prestinone, dove nacque e visse uno dei suoi allievi più noti, Carlo Fornara (1871-1968).

Leggi qui il comunicato di presentazione.

Per ulteriori informazioni www.fondazionerossettivalentini.it

 

Santa Maria Maggiore: Musica da bere al Teatro Comunale

Sabato 10 settembre alle ore 21 per il ciclo “Concerti per la Belle Arti” il duo pianistico Renata Sacchi e Roberto Bassa presenterà al Teatro Comunale “Il mito dell’America”, storie, memorie, suoni e immagini per ricordare l’emigrazione vigezzina in America.

Gli appuntamenti sono promossi in collaborazione con l’Associazione Culturale Carlo Ravasenga di Orcesco. L’associazione collabora e sostiene da quasi 20 anni le attività della Scuola attraverso eventi musicali, per un lungo periodo ospitati nella Pinacoteca, legati a mostre e momenti di attività della stessa.
Nei progetti futuri, al ritorno nella nuova bella sede, sono previsti percorsi tematici che si leghino in maniera sempre più forte a temi artistici passati e presenti, che siano di valorizzazione del patrimonio vigezzino, ma anche ossolano più in generale.

Gli altri appuntamenti dei “Concerti per la Belle Arti” sono in programma giovedì 21 luglio e giovedì 11 agosto.

 

Da sabato 10 settembre a martedì 1 novembre presso il Centro Culturale Vecchio Municipio il sabato, la domenica e i festivi è aperta – dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30 – la mostra “Paesaggi come luoghi dell’anima. L’opera di Aldo Cerchiari: gli anni con Lucio Fontana e Bruno Munari”.

Aldo Libertario – come a indicare uno spirito libero e di stampo anarchico – nasce a Padova il 12 maggio 1906. Dopo vari spostamenti in Veneto e in Italia al seguito del padre Luigi, avvocato, scrittore, e inventore, agli inizi del decennio Venti la famiglia Cerchiari approda a Milano. Qui Aldo è iscritto al Liceo Classico Berchet, e quindi affianca il padre nella propria attività editoriale, avviata anche grazie alla stretta amicizia con la famiglia Hoepli. Appena sedicenne, però, Aldo si trova a dover provvedere alla famiglia, dato che Luigi lascia la moglie, Leonia Zonaro. È proprio Leonia, appassionata pittrice dilettante, a fornire al figlio Aldo i primi rudimenti della tecnica a olio e a soddisfare così un’urgenza forte, alla quale può inizialmente dedicarsi, per gli impegni di lavoro, solo parzialmente. La famiglia materna, originaria di Masi, nel padovano, annovera anche uno zio scultore, Adamo, e Fausto, pittore di corte del sultano di Turchia a cavallo tra XIX e XX secolo e stimato professionista dopo il rientro in Italia.
Intraprendente e determinato, Aldo lavora per alcune case editrici, collaborando a numerose pubblicazioni, tra cui l’Enciclopedia Moderna Italiana edita da Sonzogno e scritta a quattro mani con Edgardo Baldi; mette poi a punto, e dirige dal 1938 al 1949, un’ambiziosa Enciclopedia, di moderna concezione, per la casa editrice Hoepli, mentre in parallelo sviluppa un’intensa attività sportiva come schermidore, ottenendo titoli e partecipando alla squadra nazionale coi fratelli Mangiarotti. Durante la ricerca di collaboratori per l’Enciclopedia Hoepli incontra nel 1944 Elda Necchi, laureanda in Storia dell’Arte, con la quale si sposa nel maggio del 1945 a Bellagio, dove la Hoepli è sfollata. La coppia torna a Milano e, pur nelle difficoltà dell’immediato dopoguerra, vive il clima stimolante, fatto di incontri e confronti, di una città che sta rinascendo. Ben presto il salotto della loro casa diventa un luogo frequentato da artisti: Bruno Munari, intimo amico, Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Roberto Crippa, Gianni Dova, Piero Manzoni, Aligi Sassu. Dal 1958 Aldo dipinge ed espone in Italia e all’estero, alternando momenti di feconda produzione ad altri di stasi, causati da una malattia che lo conduce alla morte, sopraggiunta il 15 ottobre 1971.

ALDO CERCHIARI – OPERA PITTORICA

È la natura, e in particolare il paesaggio, l’oggetto della costante, approfondita ricerca di Aldo Cerchiari. Un paesaggio che diventa risonanza del sentire, strumento per sondare e tentare di comprendere il proprio animo.
Gli inizi del suo percorso pittorico sono figurativi, attenti anche alle ricerche di altri artisti italiani e stranieri. Dopo un lungo apprendistato, che lo ha spinto a sperimentare forme e colori in disegni di varie dimensioni, alcuni anche piccolissimi, veri e propri appunti, Aldo inizia a dipingere a olio.
La sua indagine, seguendo un doppio binario, lo porta da un lato alla pittura figurativa, e dall’altro, osservando la natura quasi in una sorta di zoom, a cogliere l’essenziale e a raggiungere l’astrazione. In questi lavori i titoli diventano una chiave interpretativa, rimandando a luoghi legati alla sua vicenda personale, così come lo sono quelli delle serie che indicano i temi ricorrenti della sua ricerca: Segni del tempo, Orizzonti, Atmosfere, Il silenzio.
Nei dipinti degli anni Cinquanta e Sessanta la tavolozza è ridotta, spesso addirittura quasi monocroma; la materia è corposa, fortemente tattile, talvolta ottenuta con la mescolanza di colle e sabbia, per realizzare un effetto quasi tridimensionale. Negli ultimi dipinti, invece, tutto si fa più rarefatto: la tavolozza si schiarisce e la pennellata è più scarna, quasi trasparente.
La natura, nella sua ampia opera, è indagata con occhio attento, pronto a cogliere e a suggerire sensazioni ed emozioni:sono i contrasti della terra riarsa dell’isola siciliana di Panarea e la sua luce abbacinante, è l’atmosfera argentea della laguna, è la linearità della pianura padana, con le sue luminosità traslucide ed evanescenti.

La mostra, a cura di Mariateresa Chirico, sarà inaugurata sabato 9 luglio alle ore 17.30 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio.

Da domenica 10 luglio a domenica 4 settembre la mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

 

Da sabato 10 settembre a martedì 1 novembre presso il Centro Culturale Vecchio Municipio il sabato, la domenica e i festivi è aperta – dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30 – la mostra “Paesaggi come luoghi dell’anima. L’opera di Aldo Cerchiari: gli anni con Lucio Fontana e Bruno Munari”.

Aldo Libertario – come a indicare uno spirito libero e di stampo anarchico – nasce a Padova il 12 maggio 1906. Dopo vari spostamenti in Veneto e in Italia al seguito del padre Luigi, avvocato, scrittore, e inventore, agli inizi del decennio Venti la famiglia Cerchiari approda a Milano. Qui Aldo è iscritto al Liceo Classico Berchet, e quindi affianca il padre nella propria attività editoriale, avviata anche grazie alla stretta amicizia con la famiglia Hoepli. Appena sedicenne, però, Aldo si trova a dover provvedere alla famiglia, dato che Luigi lascia la moglie, Leonia Zonaro. È proprio Leonia, appassionata pittrice dilettante, a fornire al figlio Aldo i primi rudimenti della tecnica a olio e a soddisfare così un’urgenza forte, alla quale può inizialmente dedicarsi, per gli impegni di lavoro, solo parzialmente. La famiglia materna, originaria di Masi, nel padovano, annovera anche uno zio scultore, Adamo, e Fausto, pittore di corte del sultano di Turchia a cavallo tra XIX e XX secolo e stimato professionista dopo il rientro in Italia.
Intraprendente e determinato, Aldo lavora per alcune case editrici, collaborando a numerose pubblicazioni, tra cui l’Enciclopedia Moderna Italiana edita da Sonzogno e scritta a quattro mani con Edgardo Baldi; mette poi a punto, e dirige dal 1938 al 1949, un’ambiziosa Enciclopedia, di moderna concezione, per la casa editrice Hoepli, mentre in parallelo sviluppa un’intensa attività sportiva come schermidore, ottenendo titoli e partecipando alla squadra nazionale coi fratelli Mangiarotti. Durante la ricerca di collaboratori per l’Enciclopedia Hoepli incontra nel 1944 Elda Necchi, laureanda in Storia dell’Arte, con la quale si sposa nel maggio del 1945 a Bellagio, dove la Hoepli è sfollata. La coppia torna a Milano e, pur nelle difficoltà dell’immediato dopoguerra, vive il clima stimolante, fatto di incontri e confronti, di una città che sta rinascendo. Ben presto il salotto della loro casa diventa un luogo frequentato da artisti: Bruno Munari, intimo amico, Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Roberto Crippa, Gianni Dova, Piero Manzoni, Aligi Sassu. Dal 1958 Aldo dipinge ed espone in Italia e all’estero, alternando momenti di feconda produzione ad altri di stasi, causati da una malattia che lo conduce alla morte, sopraggiunta il 15 ottobre 1971.

ALDO CERCHIARI – OPERA PITTORICA

È la natura, e in particolare il paesaggio, l’oggetto della costante, approfondita ricerca di Aldo Cerchiari. Un paesaggio che diventa risonanza del sentire, strumento per sondare e tentare di comprendere il proprio animo.
Gli inizi del suo percorso pittorico sono figurativi, attenti anche alle ricerche di altri artisti italiani e stranieri. Dopo un lungo apprendistato, che lo ha spinto a sperimentare forme e colori in disegni di varie dimensioni, alcuni anche piccolissimi, veri e propri appunti, Aldo inizia a dipingere a olio.
La sua indagine, seguendo un doppio binario, lo porta da un lato alla pittura figurativa, e dall’altro, osservando la natura quasi in una sorta di zoom, a cogliere l’essenziale e a raggiungere l’astrazione. In questi lavori i titoli diventano una chiave interpretativa, rimandando a luoghi legati alla sua vicenda personale, così come lo sono quelli delle serie che indicano i temi ricorrenti della sua ricerca: Segni del tempo, Orizzonti, Atmosfere, Il silenzio.
Nei dipinti degli anni Cinquanta e Sessanta la tavolozza è ridotta, spesso addirittura quasi monocroma; la materia è corposa, fortemente tattile, talvolta ottenuta con la mescolanza di colle e sabbia, per realizzare un effetto quasi tridimensionale. Negli ultimi dipinti, invece, tutto si fa più rarefatto: la tavolozza si schiarisce e la pennellata è più scarna, quasi trasparente.
La natura, nella sua ampia opera, è indagata con occhio attento, pronto a cogliere e a suggerire sensazioni ed emozioni:sono i contrasti della terra riarsa dell’isola siciliana di Panarea e la sua luce abbacinante, è l’atmosfera argentea della laguna, è la linearità della pianura padana, con le sue luminosità traslucide ed evanescenti.

La mostra, a cura di Mariateresa Chirico, sarà inaugurata sabato 9 luglio alle ore 17.30 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio.

Da domenica 10 luglio a domenica 4 settembre la mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

 

Sabato 17 settembre proseguiamo con i nostri bimbi la celebrazione del mese dedicato agli spazzacamini con un laboratorio a tema.

Ritrovo alle ore 14.30 davanti alla Pro Loco di Santa Maria Maggiore, in piazza Risorgimento.
Quota di partecipazione: €10, compresa visita al Museo dello Spazzacamino.
La prenotazione è obbligatoria.
Per info e prenotazioni: Arianna Bertoni – 347.9103100

In caso di maltempo, il laboratorio si terrà presso la Sala Mandamentale.

 

 

Da sabato 10 settembre a martedì 1 novembre presso il Centro Culturale Vecchio Municipio il sabato, la domenica e i festivi è aperta – dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30 – la mostra “Paesaggi come luoghi dell’anima. L’opera di Aldo Cerchiari: gli anni con Lucio Fontana e Bruno Munari”.

Aldo Libertario – come a indicare uno spirito libero e di stampo anarchico – nasce a Padova il 12 maggio 1906. Dopo vari spostamenti in Veneto e in Italia al seguito del padre Luigi, avvocato, scrittore, e inventore, agli inizi del decennio Venti la famiglia Cerchiari approda a Milano. Qui Aldo è iscritto al Liceo Classico Berchet, e quindi affianca il padre nella propria attività editoriale, avviata anche grazie alla stretta amicizia con la famiglia Hoepli. Appena sedicenne, però, Aldo si trova a dover provvedere alla famiglia, dato che Luigi lascia la moglie, Leonia Zonaro. È proprio Leonia, appassionata pittrice dilettante, a fornire al figlio Aldo i primi rudimenti della tecnica a olio e a soddisfare così un’urgenza forte, alla quale può inizialmente dedicarsi, per gli impegni di lavoro, solo parzialmente. La famiglia materna, originaria di Masi, nel padovano, annovera anche uno zio scultore, Adamo, e Fausto, pittore di corte del sultano di Turchia a cavallo tra XIX e XX secolo e stimato professionista dopo il rientro in Italia.
Intraprendente e determinato, Aldo lavora per alcune case editrici, collaborando a numerose pubblicazioni, tra cui l’Enciclopedia Moderna Italiana edita da Sonzogno e scritta a quattro mani con Edgardo Baldi; mette poi a punto, e dirige dal 1938 al 1949, un’ambiziosa Enciclopedia, di moderna concezione, per la casa editrice Hoepli, mentre in parallelo sviluppa un’intensa attività sportiva come schermidore, ottenendo titoli e partecipando alla squadra nazionale coi fratelli Mangiarotti. Durante la ricerca di collaboratori per l’Enciclopedia Hoepli incontra nel 1944 Elda Necchi, laureanda in Storia dell’Arte, con la quale si sposa nel maggio del 1945 a Bellagio, dove la Hoepli è sfollata. La coppia torna a Milano e, pur nelle difficoltà dell’immediato dopoguerra, vive il clima stimolante, fatto di incontri e confronti, di una città che sta rinascendo. Ben presto il salotto della loro casa diventa un luogo frequentato da artisti: Bruno Munari, intimo amico, Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Roberto Crippa, Gianni Dova, Piero Manzoni, Aligi Sassu. Dal 1958 Aldo dipinge ed espone in Italia e all’estero, alternando momenti di feconda produzione ad altri di stasi, causati da una malattia che lo conduce alla morte, sopraggiunta il 15 ottobre 1971.

ALDO CERCHIARI – OPERA PITTORICA

È la natura, e in particolare il paesaggio, l’oggetto della costante, approfondita ricerca di Aldo Cerchiari. Un paesaggio che diventa risonanza del sentire, strumento per sondare e tentare di comprendere il proprio animo.
Gli inizi del suo percorso pittorico sono figurativi, attenti anche alle ricerche di altri artisti italiani e stranieri. Dopo un lungo apprendistato, che lo ha spinto a sperimentare forme e colori in disegni di varie dimensioni, alcuni anche piccolissimi, veri e propri appunti, Aldo inizia a dipingere a olio.
La sua indagine, seguendo un doppio binario, lo porta da un lato alla pittura figurativa, e dall’altro, osservando la natura quasi in una sorta di zoom, a cogliere l’essenziale e a raggiungere l’astrazione. In questi lavori i titoli diventano una chiave interpretativa, rimandando a luoghi legati alla sua vicenda personale, così come lo sono quelli delle serie che indicano i temi ricorrenti della sua ricerca: Segni del tempo, Orizzonti, Atmosfere, Il silenzio.
Nei dipinti degli anni Cinquanta e Sessanta la tavolozza è ridotta, spesso addirittura quasi monocroma; la materia è corposa, fortemente tattile, talvolta ottenuta con la mescolanza di colle e sabbia, per realizzare un effetto quasi tridimensionale. Negli ultimi dipinti, invece, tutto si fa più rarefatto: la tavolozza si schiarisce e la pennellata è più scarna, quasi trasparente.
La natura, nella sua ampia opera, è indagata con occhio attento, pronto a cogliere e a suggerire sensazioni ed emozioni:sono i contrasti della terra riarsa dell’isola siciliana di Panarea e la sua luce abbacinante, è l’atmosfera argentea della laguna, è la linearità della pianura padana, con le sue luminosità traslucide ed evanescenti.

La mostra, a cura di Mariateresa Chirico, sarà inaugurata sabato 9 luglio alle ore 17.30 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio.

Da domenica 10 luglio a domenica 4 settembre la mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

 

Da sabato 10 settembre a martedì 1 novembre presso il Centro Culturale Vecchio Municipio il sabato, la domenica e i festivi è aperta – dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30 – la mostra “Paesaggi come luoghi dell’anima. L’opera di Aldo Cerchiari: gli anni con Lucio Fontana e Bruno Munari”.

Aldo Libertario – come a indicare uno spirito libero e di stampo anarchico – nasce a Padova il 12 maggio 1906. Dopo vari spostamenti in Veneto e in Italia al seguito del padre Luigi, avvocato, scrittore, e inventore, agli inizi del decennio Venti la famiglia Cerchiari approda a Milano. Qui Aldo è iscritto al Liceo Classico Berchet, e quindi affianca il padre nella propria attività editoriale, avviata anche grazie alla stretta amicizia con la famiglia Hoepli. Appena sedicenne, però, Aldo si trova a dover provvedere alla famiglia, dato che Luigi lascia la moglie, Leonia Zonaro. È proprio Leonia, appassionata pittrice dilettante, a fornire al figlio Aldo i primi rudimenti della tecnica a olio e a soddisfare così un’urgenza forte, alla quale può inizialmente dedicarsi, per gli impegni di lavoro, solo parzialmente. La famiglia materna, originaria di Masi, nel padovano, annovera anche uno zio scultore, Adamo, e Fausto, pittore di corte del sultano di Turchia a cavallo tra XIX e XX secolo e stimato professionista dopo il rientro in Italia.
Intraprendente e determinato, Aldo lavora per alcune case editrici, collaborando a numerose pubblicazioni, tra cui l’Enciclopedia Moderna Italiana edita da Sonzogno e scritta a quattro mani con Edgardo Baldi; mette poi a punto, e dirige dal 1938 al 1949, un’ambiziosa Enciclopedia, di moderna concezione, per la casa editrice Hoepli, mentre in parallelo sviluppa un’intensa attività sportiva come schermidore, ottenendo titoli e partecipando alla squadra nazionale coi fratelli Mangiarotti. Durante la ricerca di collaboratori per l’Enciclopedia Hoepli incontra nel 1944 Elda Necchi, laureanda in Storia dell’Arte, con la quale si sposa nel maggio del 1945 a Bellagio, dove la Hoepli è sfollata. La coppia torna a Milano e, pur nelle difficoltà dell’immediato dopoguerra, vive il clima stimolante, fatto di incontri e confronti, di una città che sta rinascendo. Ben presto il salotto della loro casa diventa un luogo frequentato da artisti: Bruno Munari, intimo amico, Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Roberto Crippa, Gianni Dova, Piero Manzoni, Aligi Sassu. Dal 1958 Aldo dipinge ed espone in Italia e all’estero, alternando momenti di feconda produzione ad altri di stasi, causati da una malattia che lo conduce alla morte, sopraggiunta il 15 ottobre 1971.

ALDO CERCHIARI – OPERA PITTORICA

È la natura, e in particolare il paesaggio, l’oggetto della costante, approfondita ricerca di Aldo Cerchiari. Un paesaggio che diventa risonanza del sentire, strumento per sondare e tentare di comprendere il proprio animo.
Gli inizi del suo percorso pittorico sono figurativi, attenti anche alle ricerche di altri artisti italiani e stranieri. Dopo un lungo apprendistato, che lo ha spinto a sperimentare forme e colori in disegni di varie dimensioni, alcuni anche piccolissimi, veri e propri appunti, Aldo inizia a dipingere a olio.
La sua indagine, seguendo un doppio binario, lo porta da un lato alla pittura figurativa, e dall’altro, osservando la natura quasi in una sorta di zoom, a cogliere l’essenziale e a raggiungere l’astrazione. In questi lavori i titoli diventano una chiave interpretativa, rimandando a luoghi legati alla sua vicenda personale, così come lo sono quelli delle serie che indicano i temi ricorrenti della sua ricerca: Segni del tempo, Orizzonti, Atmosfere, Il silenzio.
Nei dipinti degli anni Cinquanta e Sessanta la tavolozza è ridotta, spesso addirittura quasi monocroma; la materia è corposa, fortemente tattile, talvolta ottenuta con la mescolanza di colle e sabbia, per realizzare un effetto quasi tridimensionale. Negli ultimi dipinti, invece, tutto si fa più rarefatto: la tavolozza si schiarisce e la pennellata è più scarna, quasi trasparente.
La natura, nella sua ampia opera, è indagata con occhio attento, pronto a cogliere e a suggerire sensazioni ed emozioni:sono i contrasti della terra riarsa dell’isola siciliana di Panarea e la sua luce abbacinante, è l’atmosfera argentea della laguna, è la linearità della pianura padana, con le sue luminosità traslucide ed evanescenti.

La mostra, a cura di Mariateresa Chirico, sarà inaugurata sabato 9 luglio alle ore 17.30 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio.

Da domenica 10 luglio a domenica 4 settembre la mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.

 

Da sabato 10 settembre a martedì 1 novembre presso il Centro Culturale Vecchio Municipio il sabato, la domenica e i festivi è aperta – dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30 – la mostra “Paesaggi come luoghi dell’anima. L’opera di Aldo Cerchiari: gli anni con Lucio Fontana e Bruno Munari”.

Aldo Libertario – come a indicare uno spirito libero e di stampo anarchico – nasce a Padova il 12 maggio 1906. Dopo vari spostamenti in Veneto e in Italia al seguito del padre Luigi, avvocato, scrittore, e inventore, agli inizi del decennio Venti la famiglia Cerchiari approda a Milano. Qui Aldo è iscritto al Liceo Classico Berchet, e quindi affianca il padre nella propria attività editoriale, avviata anche grazie alla stretta amicizia con la famiglia Hoepli. Appena sedicenne, però, Aldo si trova a dover provvedere alla famiglia, dato che Luigi lascia la moglie, Leonia Zonaro. È proprio Leonia, appassionata pittrice dilettante, a fornire al figlio Aldo i primi rudimenti della tecnica a olio e a soddisfare così un’urgenza forte, alla quale può inizialmente dedicarsi, per gli impegni di lavoro, solo parzialmente. La famiglia materna, originaria di Masi, nel padovano, annovera anche uno zio scultore, Adamo, e Fausto, pittore di corte del sultano di Turchia a cavallo tra XIX e XX secolo e stimato professionista dopo il rientro in Italia.
Intraprendente e determinato, Aldo lavora per alcune case editrici, collaborando a numerose pubblicazioni, tra cui l’Enciclopedia Moderna Italiana edita da Sonzogno e scritta a quattro mani con Edgardo Baldi; mette poi a punto, e dirige dal 1938 al 1949, un’ambiziosa Enciclopedia, di moderna concezione, per la casa editrice Hoepli, mentre in parallelo sviluppa un’intensa attività sportiva come schermidore, ottenendo titoli e partecipando alla squadra nazionale coi fratelli Mangiarotti. Durante la ricerca di collaboratori per l’Enciclopedia Hoepli incontra nel 1944 Elda Necchi, laureanda in Storia dell’Arte, con la quale si sposa nel maggio del 1945 a Bellagio, dove la Hoepli è sfollata. La coppia torna a Milano e, pur nelle difficoltà dell’immediato dopoguerra, vive il clima stimolante, fatto di incontri e confronti, di una città che sta rinascendo. Ben presto il salotto della loro casa diventa un luogo frequentato da artisti: Bruno Munari, intimo amico, Lucio Fontana, Ennio Morlotti, Bruno Cassinari, Roberto Crippa, Gianni Dova, Piero Manzoni, Aligi Sassu. Dal 1958 Aldo dipinge ed espone in Italia e all’estero, alternando momenti di feconda produzione ad altri di stasi, causati da una malattia che lo conduce alla morte, sopraggiunta il 15 ottobre 1971.

ALDO CERCHIARI – OPERA PITTORICA

È la natura, e in particolare il paesaggio, l’oggetto della costante, approfondita ricerca di Aldo Cerchiari. Un paesaggio che diventa risonanza del sentire, strumento per sondare e tentare di comprendere il proprio animo.
Gli inizi del suo percorso pittorico sono figurativi, attenti anche alle ricerche di altri artisti italiani e stranieri. Dopo un lungo apprendistato, che lo ha spinto a sperimentare forme e colori in disegni di varie dimensioni, alcuni anche piccolissimi, veri e propri appunti, Aldo inizia a dipingere a olio.
La sua indagine, seguendo un doppio binario, lo porta da un lato alla pittura figurativa, e dall’altro, osservando la natura quasi in una sorta di zoom, a cogliere l’essenziale e a raggiungere l’astrazione. In questi lavori i titoli diventano una chiave interpretativa, rimandando a luoghi legati alla sua vicenda personale, così come lo sono quelli delle serie che indicano i temi ricorrenti della sua ricerca: Segni del tempo, Orizzonti, Atmosfere, Il silenzio.
Nei dipinti degli anni Cinquanta e Sessanta la tavolozza è ridotta, spesso addirittura quasi monocroma; la materia è corposa, fortemente tattile, talvolta ottenuta con la mescolanza di colle e sabbia, per realizzare un effetto quasi tridimensionale. Negli ultimi dipinti, invece, tutto si fa più rarefatto: la tavolozza si schiarisce e la pennellata è più scarna, quasi trasparente.
La natura, nella sua ampia opera, è indagata con occhio attento, pronto a cogliere e a suggerire sensazioni ed emozioni:sono i contrasti della terra riarsa dell’isola siciliana di Panarea e la sua luce abbacinante, è l’atmosfera argentea della laguna, è la linearità della pianura padana, con le sue luminosità traslucide ed evanescenti.

La mostra, a cura di Mariateresa Chirico, sarà inaugurata sabato 9 luglio alle ore 17.30 presso il Centro Culturale Vecchio Municipio.

Da domenica 10 luglio a domenica 4 settembre la mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16.30 alle ore 18.30.