Le frazioni di Santa Maria Maggiore

Le frazioni di Crana e Buttogno conservano ancora tutti gli elementi dei nuclei rurali,
abbelliti da pitture e arricchiti da edifici di culto realizzati grazie al denaro inviato dai benefattori vigezzini emigrati all’estero.

Nella piazzetta di Crana, due edifici religiosi si intersecano uno nell’altro: la chiesetta dedicata a San Giovanni Evangelista, costruita nel XVIII secolo e affrescata da Giuseppe Mattia Borgnis, e l’affascinante piccolo Oratorio di San Rocco, costruito per ex voto dalla popolazione di Crana per lo scampato pericolo da una terribile ondata di peste che aveva falcidiato la popolazione nel 1529-1530.

L’Oratorio, sulle pareti del corpo dell’edificio, è interamente affrescato con dodici grandi riquadri che figurano la vicenda biografica del Santo, narrata da brevi cartigli, e che furono dipinti nel 1534 dal pittore lombardo Battista da Legnano. Purtroppo, la suggestione coloristica degli affreschi dell’autore è stata spenta, nella parete a destra dando le spalle all’altare, dal restauro del 1894 ad opera di Luigi Morgari.

Santa Maria Maggiore ha dato i natali a due grandi benefattori vigezzini, Giovanni Paolo Feminis e Giovanni Maria Farina, il cui destino è legato alla celebre Acqua di Colonia. Questa, nata come essenza lenitiva (Aqua mirabilis) riconosciuta per le sue proprietà medicamentose dall’Università di Colonia nel 1727, dove era stata presentata da Giovanni Paolo Feminis, divenne poi profumo assai ricercato in tutto il mondo e apprezzatissimo da personaggi illustri, tra i quali Napoleone Bonaparte.

Feminis e Farina, il primo dei quali fu anche generoso oblatore della chiesa e della Scuola Elementare di Santa Maria Maggiore, con la loro forza inventiva e l’intelligente pragmatismo, hanno contribuito a divulgare il nome della Valle Vigezzo nel mondo.

Proprio per ricordare la meravigliosa storia dell’Aqua Mirabilis, a Santa Maria Maggiore è recentemente nata la Casa del Profumo, il nuovo polo espositivo che diventerà certamente il fiore all’occhiello della proposta culturale del borgo.
Si tratta di un’esposizione permanente in uno storico edificio di Piazza Risorgimento, che narra le vicende, gli aneddoti, le sensazioni, le affinità e le corrispondenze dell’emigrazione vigezzina, permeato dalle fragranze dell’Acqua di Colonia, della cui storia leggendaria si trovano testimonianze anche presso il Museo del Profumo di Casa Farina a Colonia.

Ben difeso dalla folta presenza di boschi che riparano l’abitato dalle bizze del clima alpino, l’abitato di Buttogno si sviluppa seguendo un disegno abbastanza coerente, che localizza gli edifici rurali a monte e le case signorili con giardino a mezzogiorno.

La chiesa dedicata a San Lorenzo e Sant’Antonio data 1652 ed è stata ricostruita sulla perimetria del vecchio Oratorio del 1421. L’edificio è stato affrescato dal pittore Lorenzo Peretti (1774-1851), il quale ha lasciato, sulla cantoria, un bellissimo tondo raffigurante Santa Cecilia, elegantissima e ispirata, immersa in un ambiente raffinato, mentre suona l’organo.

BUTTOGNO

Ingresso a Buttogno, in inverno - ph. Maurizio Besana

Il pezzo più importante conservato nella chiesa è l’olio di Daniele Crespi (1590-1630) rappresentante Gesù in croce tra i Santi Francesco d’Assisi e Carlo Borromeo.

Il centro storico dell’abitato, di forte impronta rurale, presenta ancora vecchie, bellissime stalle e cascinali in pietra, accanto ad edifici signorili come la vecchia casa del pittore Peretti (riconoscibile dalle iniziali LP affrescate in facciata) e l’originalissima casa Simonis, geniale coesione di elementi architettonici locali e gusto decorativo barocco.